I militari del Servizio Centrale Ico e del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento riguarda 22 unità immobiliari e 10 appezzamenti di terreno, per un valore complessivo superiore a 7 milioni di euro, riconducibili direttamente o indirettamente a un soggetto ritenuto socialmente pericoloso, sia sotto il profilo della “pericolosità qualificata” sia di quella “comune”, ai sensi del d.lgs. n. 159/2011.
Destinatario della misura di prevenzione è Leonardo Sacco, già coinvolto nel 2017 nell’operazione “Jonny”, incentrata sulla cosca Arena, attiva a Isola Capo Rizzuto (KR). Le indagini hanno evidenziato che Sacco, quale legale rappresentante di un’associazione riconosciuta, avrebbe gestito un sistema fraudolento finalizzato alla distrazione di ingenti fondi pubblici destinati al servizio mensa del Centro di accoglienza per migranti “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto, con successivo dirottamento di parte delle somme a favore del sodalizio mafioso.
Recentemente, la Corte d’Appello di Catanzaro, in sede di giudizio di rinvio, ha condannato Sacco alla pena di otto anni di reclusione, riconoscendolo intraneo alla cosca Arena e responsabile dei reati di truffa e trasferimento fraudolento di valori.
Il sequestro trae origine da approfondite indagini economico-patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Dda e condotte dagli specialisti della Sezione Misure di Prevenzione del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro e dal Servizio Centrale Ico. Gli accertamenti hanno messo in luce sia la probabile origine illecita delle risorse utilizzate per l’acquisizione dei beni, sia una marcata sproporzione, in alcune annualità, tra il valore del patrimonio e i redditi dichiarati.
Analoghi provvedimenti ablativi sono già stati emessi nei confronti di altri soggetti coinvolti nella stessa indagine, portando al sequestro di beni per un valore complessivo superiore a 9 milioni di euro. La misura è stata disposta ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n. 159/2011 e resta subordinata all’esito del contraddittorio davanti al Tribunale Ordinario di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, nell’ambito del procedimento volto a verificare i presupposti per l’eventuale confisca definitiva dei beni.
