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Bullismo, cyberbullismo e violenza di genere: vittime, forze dell’ordine e magistratura a scuola con il progetto “Chiedimi se sono felice”

Convivere con una disabilità e farne una ricchezza, superando anche il bullismo e il cyberbullismo. Vedere da bambina la propria madre uccisa per mano del proprio padre e diventare da adulta una testimone degli “orfani speciali” lottando contro la violenza di genere. Sono alcune delle testimonianze che hanno contraddistinto la prima tappa ufficiale del mega progetto scolastico “Chiedimi se sono felice”, promosso dall’associazione “Il dono”, che ha fatto tappa nell’I.T.T.S. “E. Scalfaro” di Catanzaro.

Gli studenti hanno affrontato le tematiche che più riguardano la loro generazione grazie all’intreccio di testimonianze e interventi di autorità civili e militari, nonché professionisti. Dopo i saluti del dirigente scolastico Vito Sanzo, il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa ha voluto illustrare ai ragazzi dieci regole utili a contrastare bullismo e cyberbullismo sottolineando l’importanza del rispetto reciproco e il ruolo della genitorialità.

Importante l’intervento del sostituto procuratore di Latina Luigia Spinelli che ha evidenziato come l’operato dei bulli ricada spesso in condotte riconducibili a diverse forme di reato, invitando le vittime a denunciare perché “lo Stato si fa carico della dignità di ognuno di voi”.

Si è soffermata, invece, sul revenge porn il giudice del Tribunale dei Minori di Catanzaro Rosanna Esposito che, a partire dalla drammatica vicenda di cronaca di Tiziana Cantone, ha offerto agli studenti indicazioni sui comportamenti da evitare per prevenire questa tipologia di reato, ricordando poi l’importanza dello strumento della denuncia. “La violenza digitale – ha detto – si può arginare con l’educazione digitale. La conoscenza serve a prevenire”.

Più tecnico l’intervento del vice ispettore della Polizia di Stato Gregorio Rattà che ha illustrato i numerosi rischi del web e dei social e il lavoro della Polizia Postale. La psicoterapeuta Anna Fazzari ha, invece, intercettato l’attenzione dei ragazzi spiegando loro cosa impedisca di reagire quando si subisce violenza e come sia, invece, necessario e importante contrastarla e parlarne.

Intensa la testimonianza di Maila Ricca, sociologa, diversamente abile, e della madre Nila Ricciardi. Oggi donna brillante e sportiva talentuosa, Maila ha dovuto subire e affrontare il bullismo di un’insegnante nella scuola primaria che ha denunciato.

Oggetto tutt’ora di cyberbullismo è, invece, Nadia Lauricella, influencer con una rara malformazione degli arti che, con oltre due milioni di follower, sdogana quotidianamente pregiudizi e luoghi comuni sulla disabilità. Sport, cura di sé e straordinarie doti comunicative rendono il suo profilo social un inno alla vita e alla resilienza, ma non mancano i leoni da tastiera con commenti ruvidi e dissacranti che lei affronta con intelligenza e buon senso.

Ha dovuto imparare ad essere forte la sociologa Maria Elisabeth Rosanò, figlia di vittima di femminicidio che, dopo anni di silenzio, ha iniziato a fare “rumore” raccontando la sua vicenda personale e battendosi per le donne vittime di violenza. “Non sarà mai colpa vostra ma potete fare tanto – ha detto agli studenti -. Appena notate che qualcosa non va, parlatene”. La sua storia è stata raccontata dalla giornalista Letizia Varano nel libro “Maria Elisabeth una figlia di femminicidio”

In collegamento dalla Francia la scrittrice Celine Santini ha illustrato le analogie tra la cultura artistica del kintsugi e la vita reale: “Le ferite, una volta cicatrizzate, possono diventare la vostra ricchezza”.

Ad intervenire anche la Segretaria Generale Uil Calabria Maria Elena Senese, sostenitrice del progetto, molto attenta con il suo sindacato al disagio giovanile. Ha letto alcune delle sue poesie Sofia Monterosso, psicoterapeuta e promotrice del progetto “Avrei desiderato”.

A portare i suoi saluti il colonnello dell’esercito Calabria Andrea Moricca. A moderare l’evento la giornalista Tiziana Bagnato, mentre a tradurre nel linguaggio dei segni è stata l’interprete Lis Giuseppina Giordano. Durante l’incontro si è esibito in un flash mob sulla violenza di genere il corpo di ballo della Sismo di Lamezia Terme.

Il progetto “Chiedimi se sono felice”, fortemente voluto dal presidente dell’associazione “Il dono” Alfonso Toscano, coinvolge diecimila studenti calabresi degli istituti superiori della Calabria ed è il frutto di partnership importanti tra le quali quella con la Polizia di Stato, l’Asp di Catanzaro, la Prefettura e la Questura.  

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