Vincenzo Meduri, storico volto del basket reggino, già playmaker di valore e oggi direttore sportivo della Redel Reggio Calabria, traccia un bilancio di metà stagione e lo fa con la pacatezza di chi conosce il percorso, ma anche con l’orgoglio di chi vede un progetto crescere.
“Il bilancio è del tutto positivo. Siamo in linea con gli obiettivi iniziali della società. Certo, non è stato tutto semplice; abbiamo avuto la problematica del PalaCalafiore, indisponibile per un mese e mezzo, e qualche infortunio non ha aiutato. Ma il gruppo si è compattato, lavorando tanto, e piano piano è venuto fuori il suo vero valore”.
Un valore che, secondo il DS, risiede prima di tutto nelle persone.
“È un gruppo formato in gran parte da giocatori nuovi, che non avevano mai giocato insieme. Ma parliamo di grandi professionisti e grandi uomini. Per questo non ho mai avuto dubbi: con il lavoro e la voglia che mettono, si poteva solo migliorare. E così è stato. I cambiamenti di mercato sono serviti ad assestare le cose, a trovare la quadra”.
Meduri, da reggino doc, guarda oltre il campo e punta dritto al cuore della città. Alla domanda sulla voglia di riempire il PalaCalafiore, la risposta è carica di passione civica.
“La voglia c’è, e si sente. C’è entusiasmo, che percepiamo noi come società e che i giocatori stessi ci riportano quando vengono riconosciuti per strada. Il nostro obiettivo è certamente riempirlo, ma sappiamo che è un passaggio progressivo. Arriverà con i risultati e coinvolgendo l’intera città e le zone vicine”.
Sul campionato…
“È un girone molto equilibrato, dove la prima ha avuto difficoltà con l’ultima. Al momento la capolista è la Carve Roma, rivelazione del girone parallelo una squadra atletica che gioca molto bene. Poi c’è Scandone Avellino, costruita per vincere, che sta riassestandosi dopo un avvio complicato. Nel nostro raggruppamento dobbiamo fare attenzione a Matera, Monopoli e Ragusa, tutte ottime squadre pronte a intervenire sul mercato. Per noi è uno stimolo in più”.
Un merito speciale, nel bilancio di Meduri, va allo staff tecnico e medico.
“Parliamo di massima professionalità”, sottolinea. “Andiamo a curare ogni singolo dettaglio: dallo staff tecnico al massaggiatore, dal preparatore atletico all’osteopata e al fisioterapista. È questa cura che può fare il salto di qualità”.
L’appuntamento più immediato è per domenica, contro Brindisi. “È una partita importante, per vincere e riscattare la sconfitta dell’andata, che fu un esordio complicato. Da allora è cambiato qualcosa nel nostro modo di essere e di fare. Adesso si va lì per vincere, insieme”.
