“Ci tengo a ringraziare anche qui Filippo Maria Callipo e Peppe Defina perché sono stati presenti dal primo all’ultimo giorno del mio rientro.” pensieri e parole di Chiara Scacchetti. Il capitano finalmente può sorridere dopo un periodo difficile: lei ci ha messo tanto impegno e voglia di sacrificarsi per ritornare subito in campo, di fatto la molla affinché recuperasse dall’infortunio che le ha fatto saltare undici partite. Dall’alto della sua esperienza Chiara ha dato fondo a tutta la propria energia, anche e soprattutto mentale, per mettersi alle spalle oltre due mesi e mezzo di stop. Con tenacia ha lavorato sodo in ogni momento dell’assenza forzata, convinta e determinata che bisognava uscire presto dal tunnel, lo ha fatto col sostegno appunto di una società presente e delle compagne sempre vicine.
L’occasione del suo rientro sabato scorso in campo, è propizia per analizzare l’attuale momento proprio con capitan Scacchetti, essendo anche alla vigilia del match-clou di domenica con Oplonti, che segue a due punti la capolista Tonno Callipo, in palio anche la qualificazione alla Final Four di Coppa Italia riservata alla prima classificata.
Allora Chiara, in primis raccontaci le sensazioni personali di sabato a Magione: dopo il lungo infortunio ed undici gare saltate com’è andata?
“Dopo 3 mesi di stop dal campo, aver tenuto fisicamente cinque set é stata la testimonianza che chi mi ha seguito ha fatto un lavoro prezioso e importante perché é stato un infortunio delicato, che per fortuna si è risolto al meglio. Quindi ci tengo a ringraziarli, perché in modo eccellente mi hanno rimesso in piedi. Per quel che riguarda il campo, ci vuole il tempo necessario per rendere i meccanismi di squadra più fluidi possibili. Tra le feste del periodo natalizio ed il poter fare un allenamento completo, per me saranno state due settimane e mezzo di lavoro con la squadra dopo quasi tre mesi. E come sappiamo, dopo due settimane di preparazione non si é perfetti soprattutto per il tipo di gioco che vorrei fare, quindi ci vuole lavoro ma il percorso è quello giusto per cui avanti così. Senza contare poi che la vittoria fa sempre morale, certo la strada davanti è lunga e bisogna spingere.”
Riguardo alla partita di sabato scorso sotto per 2-0, cosa è scattato in voi dal terzo set?
“Penso un po’ di orgoglio personale: abbiamo iniziato a difendere qualche pallone in più e siamo state più decisive in attacco, soprattutto Rizzo e Botarelli hanno fatto la differenza trascinando la squadra.”
Bisogna guardare avanti necessariamente e domenica arriva la squadra che vi tallona da vicino fin dall’inizio: che gara sarà contro Oplonti?
“Una partita tosta: sono una squadra costruita per fare bene e stanno dimostrando il loro potenziale. Penso che a differenza del match di Magione, serva molta più spregiudicatezza perché non conta essere perfetti ma efficaci.”
Il match sarà decisivo anche per la Final Four di Coppa Italia: un motivo in più per ottenere il massimo?
“Un giocatore vuole sempre il massimo, soprattutto quando gli obiettivi di squadra sono alti. Questo però non deve essere un dovere ma una volontà perché fa la differenza per poter giocare sfrontate e libere di testa.”
Conservate primato e imbattibilità ormai da dodici gare: qual è il segreto?
“Il segreto non saprei definirlo: è tanto che non vivo la squadra. In queste due settimane e mezzo di lavoro però ho ritrovato un gruppo concentrato dal primo giorno che entra in palestra fino a quello della partita. Questa è una qualità importante per poter mantenere sempre un livello alto durante la settimana.”
Che impressione – e ‘sofferenza’ immaginiamo – hai avuto guardando le tue compagne da fuori durante l’infortunio?
“Beh non mi nascondo dietro a niente. È stato uno dei periodi più tosti della mia carriera. In undici anni di Serie A avrò saltato si e no tre partite per problemi fisici. Però non mi sono abbattuta! Semmai mi sono chiesta cosa potessi fare io per la mia squadra anche da lontano. E mi è venuto naturale sostenerle perché aiutando loro aiutavo anche me stessa e poi loro hanno sempre avuto un pensiero per me. Infatti sono tornata e mi sono subito sentita parte di qualcosa di grande. La società per me è stata fondamentale in questo periodo, perché sappiamo tutti quanto il sostegno ma soprattutto sentire che le persone credono in te, nonostante un periodo fuori dal campo, possa essere la chiave per stringere i denti anche nelle giornate più grigie.”
Avrai applaudito anche le tue ‘sostitute’, in primis Arianna che si è comportata ottimamente, e Barbara importante anche lei nelle due trasferte di Teramo e Jesi?
“Certamente, è scontato il fatto che abbia sostenuto e applaudito Arianna e Barbara in questo periodo. Sono state molto brave mettendosi a disposizione della squadra, guidandola per queste partite in modo eccellente.”
