di Paolo Ficara – Una sola stagione, ma memorabile sia per lui che negli annali. La Reggina ha ottenuto il miglior piazzamento della propria storia nel 2004/05, arrivando decima in Serie A. Il portiere titolare di quella squadra, per larghi tratti, è stato l’iconico Salvatore Soviero. A 20 di distanza, ecco i suoi ricordi e i suoi pensieri sull’attualità, espressi lunedì scorso nel corso di Reggina Talk: “E’ stata un’annata fantastica. Venivo dalla squalifica di Bari. Esordire con la Juve, è stato qualcosa di fantastico”.
“Non si è riusciti a trovare una proprietà di spessore, dopo Lillo Foti – afferma Soviero sull’attualità – Obiettivamente, è tutto nelle mani del Siracusa. Spero, da tifoso, in qualche passo falso. Basta solo un pareggio, con la Reggina che le vince tutte e può sognare la C. Mi sembra però riduttivo che uno debba sognare la C, in una città e in una società come la Reggina”.
Poi Soviero torna sull’esperienza vissuta a Reggio: “Lillo è stato sempre un presidente carismatico. Quando interveniva, io giocavo. Se non c’era Lillo, non avrei giocato neanche un minuto. Molti danno meriti da altri, che hanno vissuto su quell’entusiasmo. Ma il vero fuoriclasse della Reggina era Lillo Foti. Ad ogni fine allenamento, mi chiamava Tavella e mi diceva che il presidente voleva parlarmi. Se facevi una battuta, c’era il filo diretto con la sede. Se mi metto a dire le cose incredibili che ho vissuto, è roba da far ridere i polli”.
“Ho avuto un sacco di allenatori e di compagni di squadra. Ma il peggiore di tutti, è stato Mazzarri. Posso dire che è tutto, tranne un allenatore di personalità – ribadisce Soviero un concetto già espresso in passato – Poi i tifosi guardano le annate. Nel calcio, ci sono sfaccettature che non si possono raccontare. Quando si facevano le riunioni a quattro o a cinque persone, dove c’erano i dirigenti, viene da ridere e certe cose non si possono raccontare. Ma posso dire che il vero fuoriclasse era Lillo Foti. E con me, non è che si sia comportato benissimo. Ma su una parola data e non mantenuta, posso capire. Ha fatto i suoi interessi nella Reggina, però è stato un fuoriclasse”.
A Sasà Soviero chiediamo con quali compagni ha fatto le miglior risate: “Con tutti. Tranne tre. Per chi non lo sa, il giovedì mezza squadra si radunava a Pellaro. Dove io vivevo, a casa di mio zio Antonio Moccia. Si faceva la cena con mezza squadra, più il rione Pescatori. Con Pepè, che mi sembra sia deceduto. Tenevano il gruppo. Tre o quattro persone, pescavano e cucinavano. Mozart, Zamboni, Borriello, Bonazzoli. Ce n’erano tanti. Sono cose adesso impensabili. Bonazzoli introverso? E’ vero, ma non ne posso che parlare bene”.