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Carmen e Bolero della Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta in scena a Locri e Casignana

La grande danza in scena nella Locride, per le rassegne teatrali a firma di Domenico Pantano.
In programma, un classico amatissimo dal pubblico, sulle celebri musiche di Bizet e Ravel, “Carmen e Bolero” della Compagnia Almatanz diretta dal coreografo Luigi Martelletta.

Lo spettacolo farà tappa il primo settembre alla Corte del Palazzo di Città di Locri, alle ore 21.00, nell’ambito della XXXI Stagione Teatrale della Locride 2024-2025 a cura del Centro Teatrale Meridionale, e il 2 settembre alla Villa romana di Casignana, alle ore 21.00, nell’ambito delle Stagioni Teatrali di Calabria a cura del T.C.A. Teatri calabresi associati.

Gelosia, sangue, amore, morte, sono gli ingredienti dell’opera. Il sipario si apre con la scena finale: sulle note del famoso Bolero di Ravel, al centro di una taverna, su un tavolo, una ballerina danza. Intorno si aggirano uomini e donne assetati d’ebbrezza. La narrazione poi si snoda man mano come riavvolgendo simbolicamente un nastro, come in un flashback, fino alla scena iniziale.

«Il problema che mi sono posto è: come allestire un’opera spesso ‘abusata’, realizzata innumerevoli volte e innumerevoli volte vista e ascoltata? – spiega il coreografo Martelletta, – Credo che nell’immaginario collettivo, quando si parla della Carmen, la si associ a delle immagini immediate: zingari, ventagli, Spagna, toreri e a tutto ciò che il melodramma di Bizet si porta dietro». «Ho quindi pensato di andare in profondità, di immaginare una Carmen, e gli altri personaggi, con delle sfaccettature e dei profili diversi o comunque mai rappresentati – sottolinea Luigi Martelletta – Le due figure femminili (Carmen e Michela) sono completamente contrapposte, Carmen è esattamente come si comporta: balla, si muove, agisce, perché è l’energia primaria; che poi questo si rifletta in un voyerismo o in una proiezione di sensualità sugli uomini che la guardano, viene in seconda battuta». «Michela è una donna che sa sostenere il peso della famiglia e della tradizione, che si prende cura degli altri, è la razionalità, il rispetto per le regole – spiega ancora il coreografo – Stesso concetto e stesse diversità sono messe in risalto sulle due figure maschili: Don Josè, un uomo che proviene da una famiglia abbiente, sarebbe dovuto diventare prete, ma in lui ha prevalso l’amore, si è macchiato di omicidio, è stato capace di autodistruggersi, fino alle estreme conseguenze. Opposta invece la visione di Escamillo, vanitoso, prestante, bellissimo, forse anche un po’ banale».

Uno spettacolo, dunque, dalle tinte forti come il rosso dei costumi, un’opera coinvolgente ed emozionante raccontata “in punta di piedi”, – con la partecipazione in voce di Francesco Branchetti – che parla “della consapevolezza dell’amore e del destino intesi come un’entità fatalmente predeterminata, che si vive sapendo perfettamente di non poterla alterare”.

Gli appuntamenti si avvalgono del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Locri e del Comune di Casignana, e sono co-finanziati con Risorse PAC 2014-2020 – Az. 6.8.3 – Avviso pubblico Eventi di promozione culturale 2024 della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.

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