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Cinefilo d’Autunno al DAM Unical: 4 film su Palestina, Israele, integralismo e integrazione

Tempo d’autunno, tempo di “Cinefilo” al DAM dell’Unical con la rassegna cinematografica organizzata come ogni anno dall’associazione Entropia APS in collaborazione con il Centro Culturale “Cinepresi” di Cosenza. La nuova stagione prevede una selezione di film per tutto il mese di novembre, con un appuntamento fisso settimanale ogni lunedì alle ore 20:30. Palestina, Israele, integralismo, integrazione: quattro opere cinematografiche che spaziano dal dramma alla commedia, per guardare al passato e capire meglio il presente.
Si comincia il 6 novembre con “L’età giovane” (2019) dei fratelli Dardenne, un film che è anti-integralista ma non per questo antimusulmano. Un adolescente belga progetta di uccidere la sua insegnante dopo aver aderito ad un’interpretazione estremista del Corano. Fedeli alla loro idea di cinema, dopo aver indagato le inquietudini etiche della società belga, centro e periferia dell’Europa e dopo aver colto il passaggio epocale segnato dall’arrivo di nuovi marginali, gli immigrati, ne L’età giovane i fratelli Dardenne affrontano un tema la cui urgenza è sotto gli occhi di tutti.
Il 13 novembre è la volta de “Il tempo che ci rimane” di Elia Suleiman (2009), una riflessione in quattro parti sulla storia degli arabi palestinesi a partire dal 1948, anno della proclamazione dello Stato di Israele, sino ai giorni nostri. Presentata in concorso al Festival di Cannes 2009 e al Toronto International Film Festival, la pellicola racconta attraverso episodi comici o tragici la vita di tutti i giorni, filtrata dai ricordi del padre del regista, che partecipò alla prima resistenza, dalle lettere della madre e dalle vicende personali del regista stesso che è in parte anche protagonista del film.
Il terzo film in programma lunedì 20 novembre è una novità assoluta. “Golda” di Guy Nattiv (2023) è un biopic incentrato sulla figura della prima ministra israeliana Golda Meir (Helen Mirren) già alle prese con una malattia grave e segreta, e travolta dal conflitto arabo-israeliano del 1973 (guerra del Kippur) che coglie il suo Paese impreparato, in netta minoranza numerica sul campo e sovrastato a livello militare. Circondata, isolata, frustrata dalle lotte intestine del suo governo composto da soli uomini, è una donna sola a condurre una disperata lotta contro il tempo per ridurre le perdite. Presentato in anteprima alla 73ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, il film è in lingua inglese sottotitolato in italiano.
La rassegna si conclude il 27 novembre con “Almanya” di Yasemin Şamdereli (2011). Il film racconta la storia di una famiglia turca emigrata in Germania, attraverso un alternarsi di flashback e ritorni al presente. Il film gioca su registri comico e tragico insieme: comico quando si descrivono gli incerti approcci alla vita tedesca della famiglia di Huseyn, tragico quando vengono messi in luce i conflitti di una identità che non è più turca ma che non è ancora tedesca.
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