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Falcomatà a Reggina Talk: “Dobbiamo ambire alla Serie A. Gli investitori? Massima riservatezza”

di Paolo Ficara – La stagione della rinascita. Per la Reggina dovrà essere quella del 2024/25, dopo l’apocalisse dell’estate precedente. Degli aspetti legate alle strutture, ma non solo, ne abbiamo parlato con il primo cittadino Giuseppe Falcomatà. Il podcast di Reggina Talk è dunque un’ampia chiacchierata con il Sindaco Metropolitano, per approfondire le sue recenti dichiarazioni sul tema.

Si inizia con una riflessione sui due quarti posti, scaturiti dopo altrettante ripartenze dal dilettantismo negli ultimi 9 anni: “Se vogliamo accomunare l’annata del presidente Praticò con questa della Fenice, sotto il profilo della programmazione sono partite in ritardo. Causato dall’esclusione dai campionati di Serie C prima, e Serie B dopo. Quando l’organico deve essere allestito in fretta e furia, è una causa che può portare al quarto posto”.

Poi ci sono le cause che hanno portato alla seconda scomparsa in otto anni: “Questa storia ha molto poco a che fare con il calcio. Lo abbiamo visto nelle recenti pronunce. Lo abbiamo visto nel modo in cui è stata condotta e vissuta la fase estiva. Ricordiamo quanto due parlamentari della Lega Nord abbiano esultato per il salvataggio del Brescia. Ed il presidente del Brescia li abbia ringraziati. Se qualcuno ti ringrazia, significa che hai recitato un ruolo attivo per raggiungere quel risultato. Se cosi è, ci sono state situazioni verificate anche sul piano politico. Mi dà modo di pensare che la stessa cosa non sia successa qui. Ho visto consiglieri, sindaci f.f. e parlamentari che hanno lavorato in tal senso. Ma se due parlamentari leghisti esultano e noi non abbiamo avuto lo stesso riscontro, è evidente che c’è stato un peso politico diverso”.

Laconica la risposta del sindaco Falcomatà circa le responsabilità di qualche reggino con ruolo apicale, nell’ultimo disastro della Reggina: “Credo che in una società, in qualsiasi contesto, la mano destra non possa non sapere cosa fa la mano sinistra”.

Abbiamo chiesto al primo cittadino come si comporterebbe verso chi prende in gestione ipoteticamente il Lido Comunale, promettendo di riportarlo ai fasti di un tempo, salvo poi non muovere un dito e lamentarsi di aver trovato la spiaggia sporca. Una metafora legata al business plan della Fenice: “Non mi sarei voluto trovare nelle situazioni in cui si è trovato Paolo Brunetti, mio vicesindaco ed all’epoca facente funzioni. La valutazione è stata fatta seguendo tutte le sfaccettature. Adesso è giusto che l’amministrazione comunale nomini una persona, di sua diretta rappresentanza, all’interno della società. Per poter meglio controllare e vigilare, sul rispetto del business plan. Non siamo obbligati a farlo, ma acquisire delle disponibilità e verificare le competenze che ci sono, può tornare utile per scelte future. Vale per l’esempio fatto sul Lido. Revocare la concessione? Non c’è scadenza. Bisogna verificare se si sono fatte le cose o se ci sono ritardi, ma giuridicamente non è motivo di revoca. Anche perché non si tratta di una concessione, come può essere per un lido comunale, bensì dell’assegnazione di titolo di squadra più rappresentativa della città”.

Gli incontri con il presidente Lillo Foti e le relazioni che può riportare al mondo Reggina: “Ci sono state tante occasioni, da Nick Scali in poi, in cui si siamo incontrati con il presidente Foti. La Reggina da lui costruita è un patrimonio inestimabile, dobbiamo sempre ringraziarlo. Negli ultimi anni di Serie A, ci siamo assuefatti alle salvezze. Pensando non bastasse più alla città. Ora rimpiangiamo quegli anni. L’altra sera, vedendo un documentario su Calciopoli, mi veniva in mente quel calcio. Non fatto di fondi. Con un forte legame identitario tra squadra e città. E’ quello che sta mancando. Tutto è frutto di un percorso. Quelle relazioni le costruisci anno dopo anno. Sono relazioni personali ma anche di credibilità, che danno forza alla città ed alla società rispetto alla politica sportiva. E’ il momento di riflettere su come recuperare tutto ciò. Quando si parla di formare dei giovani dirigenti, è un’idea vincente”.

Proviamo a stuzzicare il primo cittadino sugli incontri con i potenziali investitori: “La città di Reggio Calabria è molto attrattiva, come meta imprenditoriale. Dovremmo solo facilitare questo percorso, il sindaco ha il compito di farlo. Quando dico che non possiamo vivacchiare, vuole essere uno stimolo alla città. Ho avuto modo di parlarne anche col patron Ballarino. Tutti dobbiamo avere l’ambizione di ritornare in Serie A. La squadra ci torna se c’è la città che cresce. Se c’è una persona che vuole investire in città, è chiaro che parla col sindaco. Poi, rispetto al tipo di investimento, il sindaco li mette in relazione con altre persone deputate al tipo di percorso. Reggio ha un patrimonio invidiabile di impianti sportivi. Sant’Agata, Granillo, PalaCalafiore e Pianeta Viola sono quattro poli sportivi. Abbiamo investito diversi milioni. Sono una sorta di calamita, per chi vuole coniugare sport ed investimenti nel nostro territorio. Se c’è qualcuno che può fare crescere la città, non bisogna chiudergli le porte in faccia”.

Ritentiamo, chiedendo se i potenziali investitori siano italiani, europei o extraeuropei, ma il sindaco Falcomatà è giustamente riservato: “Come tutti i meridionali, un po’ di scaramanzia ce la dobbiamo mettere. E non va illuso nessuno. Bisogna lavorare su percorsi che hanno equilibri sottili, è richiesta riservatezza. Un interesse può naufragare anche per contesti esterni. Date non ne do mai. Abbiamo consegnato i lavori del campo Mauro a Tremulini: ci hanno dato dei tempi, ma noi non li abbiamo comunicati all’esterno. Può esserci un problema nella ditta, o una variante al progetto. Credo sia serio, per chi sta manifestando interesse, non fornire stati di avanzamento o date. Per garantire massima riservatezza e serietà”.

L’ex deposito legnami e ferrovie, adiacente allo stadio, può essere oggetto di investimenti per chi vorrà rilevare il Granillo? “E’ funzionale allo stadio. Noi abbiamo speso circa dieci milioni di euro per il Granillo, negli ultimi quattro anni. Seggiolini, illuminazione, spogliatoi, sala var, panchine ed area disabili. C’è un lavoro che oggi rende lo stadio Granillo un impianto moderno e funzionale. Ci sono lavori per piscina comunale e Palloncino, in collaborazione con il Coni. Grazie ai fondi Pinqua, nell’area dell’ex deposito legnami e ferrovie, verranno realizzati un parco, strutture commerciali e ricettive. Una sorta di albergo-foresteria. Immaginiamo che venga la Nazionale, e dorma negli appartamenti realizzati in quel deposito. Stesso discorso per gli artisti di uno spettacolo culturale. Lì potrebbero sorgere anche lo store ed il museo della Reggina. C’è l’idea del collegamento con il Parco Lineare Sud, che per l’estate sarà pronto. Prevista anche la fermata ferroviaria”.

La Figc ha annunciato Roma, Milano e Torino come città per la candidatura ad ospitare gli Europei 2032, congiuntamente alla Turchia. Mancano tre impianti, ed oggi su Reggio Calabria si atterra da varie nazioni europee. Perché non candidarsi? “Se le condizioni tecniche già ci sono, diamo la nostra disponibilità. Se non ci sono e ci dicono cosa manca, lavoreremo per metterci al passo con gli altri stadi già individuati. Ricorderete la provocazione inviata al presidente Ceferin, di ospitare una finale di Champions League: fece parlare, ma vi dà l’idea di quanto vogliamo essere sul pezzo. La kermesse sul calcio a 5 organizzata con Figc e Lega Dilettanti, ci ha mostrato quanto il territorio può crescere in termini di visibilità. A luglio, subito dopo gli Europei 2024, avremo Sky Sport a Reggio. Sarà un periodo di pieno calciomercato. La nostra idea è che i giornalisti, per quella settimana, vivano la città. Mettendosi in contatto con le tante realtà sportive del territorio, con un passaggio televisivo. Nella programmazione estiva, molti eventi importanti sono collegati allo sport ed in particolare al calcio”.

Il sindaco Mallamo è ricordato per il fallimento pilotato della Reggina nel 1986. Il sindaco Italo Falcomatà è ricordato per la prima storica promozione in Serie A, per l’ampliamento del Granillo e per le firme sull’agibilità. Per cosa vorrebbe essere ricordato Giuseppe Falcomatà, come sindaco, in chiave Reggina? “Quando avevo tre anni, mio padre mi fece sedere sulla sedia di Mallamo sindaco. Lui era consigliere comunale. Ed era il 1986. Le istituzioni, per la nostra Reggina, possono fare uno sforzo che superi le difficoltà momentanee della proprietà di turno. Bisogna programmare cose che magari non vedrai negli anni in cui sarai sindaco, ma che potranno essere portate avanti da chi verrà dopo. La Reggina è un’infrastruttura immateriale, di cui la città ha bisogno. E che appartiene alla città. Abbiamo verificato la possibilità di acquisire il marchio, mettendo in sicurezza il patrimonio storico. Siamo nelle condizioni di poterlo fare. Quindi il Comune di Reggio Calabria parteciperà alla manifestazione d’interesse, per acquisire il marchio. Naturalmente dobbiamo capire i costi. Aggiungo però che è importante verificare il percorso. Credo che un Ente non possa avere la stessa via di un qualsiasi altro privato. credo siamo tutti concordi nel fatto che, se questo marchio verrà acquisito da un Ente pubblico, è in sicurezza per sempre. Vogliamo assicurare alla città l’acquisizione del marchio della Reggina. Gli altri competitor lo scopriranno da questa intervista”.

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