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Reggina: calciomercato di difficile lettura, speranze promozione nelle mani di Inzaghi

di Paolo Ficara – Differenze evidenti. Il calciomercato esaltante e per qualche tratto sontuoso dell’estate 2022, non è stato ripetuto dalla Reggina nella finestra di gennaio. Su queste pagine, oltre a porre all’attenzione le difficoltà legate ad una ricapitalizzazione sconsigliata dalle vicende extra-sportive, abbiamo più volte sottolineato come il monte ingaggi e la lista over avrebbero condizionato le trattative.

Il calciomercato invernale degli amaranto è di difficile lettura. Dei quattro volti nuovi, Strelec è quello che dovrebbe ottenere maggior minutaggio. Lapalissiano come sia impossibile offrire un contributo inferiore a quello di Santander; può garantire tasso tecnico e qualche gol. Bondo come primo cambio è tanta roba, a centrocampo. Le note positive si esauriscono qui, considerando che sono gli ennesimi giovani con prospettiva di Serie A in prestito secco.

Terranova sarebbe stato un gran colpo per ogni formazione di B, un lustro fa. Da qualche stagione è in fase calante, ma rimane raro trovare un centrale con piedi ottimi – è rigorista – in categoria. Sul portiere ci siamo già espressi, non vogliamo risultare pesanti né tantomeno accaniti. Ma non si doveva assolutamente sottovalutare l’importanza della casella, venendo peraltro da quattro anni in cui se ne sono azzeccati pochi.

Non c’è alcun dubbio che Felice Saladini voglia andare in Serie A più di chiunque altro. Il primo a guadagnarci sarebbe lui, al di là della soddisfazione di centrare una promozione al primo colpo. Ma l’impressione è che, nella campagna trasferimenti conclusasi da qualche ora, la Reggina non abbia preso una direzione. Come se fosse mancata una strategia ben delineata. Alcune mosse possono essere interpretate come un vorrei/ma non posso, ma anche come potrei/ma non me la sento.

Nel raccontarvi ora dopo ora l’evoluzione, positiva o negativa, di tutte le trattative, non nascondiamo ad un certo punto di aver tifato per una cessione di Rivas. Ovviamente ce lo teniamo stretto, non vogliamo essere fraintesi: ma una cessione dell’honduregno avrebbe consentito di fare cassa, realizzando quella plusvalenza che manca dall’ultimo anno della Reggina Calcio. Il calciomercato avrebbe assunto un senso, un po’ come nel 2007 con le cessioni di Leon e Pelizzoli.

Di tutte le altre compagini della B, ad eccezione del Cosenza corso ai ripari, si può dire in linea generale che abbiano mantenuto il trend dell’estate precedente. Il girone di ritorno è sempre diverso in B, scattano altri meccanismi. Cagliari e Palermo sono club solidissimi economicamente. Il Frosinone è scappato, ci saranno almeno quattro formazioni in lizza per la seconda promozione diretta.

Tutti i reggini che stanno sostenendo la squadra in ogni angolo d’Italia, desiderano fortissimamente che la Reggina rientri in questo novero. Adesso è tutto, ancora di più, nelle mani di Pippo Inzaghi: da Colombi fino a Menez, ha comunque a disposizione gli undici elementi della formazione base che ha impressionato nel girone d’andata. Ci sono due o tre ricambi di qualità in più. Per sostituire Obi e Santander sono arrivati due giovani importanti. Strelec è quello che potrà fare la differenza in qualche gara, fermo restando che è tutto da scoprire sul piano della personalità.

Nessuno chiede la luna. Anzi, l’assenza di acquisti roboanti può contribuire ad abbassare la pressione e le aspettative. Viviamoci queste 16 gare, senza fasciarci la testa prima di averla rotta. Ma dal 21 maggio, o comunque dal giorno in cui si conoscerà la categoria della Reggina per la prossima stagione – e con una partita altrettanto importante da giocare in tribunale – Felice Saladini ed Angelo Ferraro dovranno inquadrare una linea programmatica. Quella linea che, se c’è stata nel mese di gennaio, francamente non siamo riusciti a comprendere.

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