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Le Fiamme Gialle del ROAN di Vibo Valentia da giugno a settembre hanno eseguito oltre 600 interventi in mare

Nel decorso periodo estivo, con l’accresciuto flusso di turisti presso le località a maggior vocazione turistica della Regione, circa 300 Finanzieri, 26 unità navali e due elicotteri del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia sono stati impegnati giorno e notte per garantire la sicurezza e la corretta fruizione del mare, attraverso la costante vigilanza nelle acque territoriali dello Ionio e del Tirreno, nei porti e lungo i circa 800km di fascia costiera, mediante l’esecuzione di controlli mirati a favorire il pacifico svolgimento delle attività ludico ricreative e il regolare esercizio di quelle commerciali, in mare e lungo il litorale.

Le Fiamme Gialle del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, dislocate presso i Reparti di Corigliano-Rossano, Crotone, Roccella Ionica, Reggio Calabria e Vibo Valentia, hanno complessivamente eseguito oltre 600 interventi in mare, che hanno permesso di riscontrare numerose violazioni amministrative in materia di pesca e nautica da diporto. Particolare rilevanza assumono le attività a contrasto della pesca illegale, la cui pratica diffusa impatta in maniera devastante e incontrollata sull’ecosistema marino.

Nell’ambito delle attività di vigilanza in mare, infatti, è stata sottoposta a sequestro oltre una tonnellata di pescato, tra cui 10 esemplari di tonno rosso e 12 pesci spada, catturati in violazione della normativa vigente. L’attività ha consentito, tra l’altro, di individuare e confiscare 3 reti derivanti, della lunghezza di oltre 6 km.

Di rilievo, il fermo di un peschereccio, privo dei documenti e licenza di pesca, sorpreso dai finanzieri al rientro da una battuta di pesca, risultato addirittura già in disarmo.Il forte impegno del Corpo al contrasto della pesca illegale ha permesso, inoltre, il salvataggio di una tartaruga “Caretta Caretta” in procinto di deporre le sue uova, rinvenuta impigliata in un palangaro calato irregolarmente da pescatori abusivi.Numerose sono state anche le violazioni riscontrate in tema di locazione e noleggio di unità da diporto, che hanno permesso di rilevare numerosi illeciti riferiti al mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza di bordo, fino alla completa assenza dell’assicurazione obbligatoria e della documentazione fiscale.In un caso, i Finanzieri hanno accertato che l’attività di locazione imbarcazioni veniva svolta, in maniera totalmente abusiva, esponendo a seri rischi i clienti ignari.

La capillare presenza in mare delle unità navali del Corpo, ha permesso di accertare anche numerose violazioni nell’utilizzo delle sempre più diffuse moto d’acqua, talvolta condotte senza neanche la patente nautica da soggetti che, attraverso manovre non consentite e pericolose, pongono in serio pericolo i bagnanti e altre imbarcazioni da diporto.Riguardo ai controlli effettuati sulle attività balneari, l’attività di polizia economico-finanziaria del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia ha permesso di constatare il mancato versamento di tributi sottratti agli Enti locali per un ammontare complessivo pari a circa 1.200.000 euro e far emergere, nel corso dei medesimi controlli, diverse altre irregolarità, dagli abusi demaniali, fino all’impiego di manodopera “in nero”.Lungo la “Costa degli Dei” è stata individuata anche un’attività di impresa che operava nel settore della nautica da diporto da oltre 15 anni, completamente sconosciuta al fisco; mentre, nel reggino, un’azienda operante da tempo su aree demaniali in concessione, non aveva mai corrisposto il relativo canone.

Frequenti, infine, sono state le attività di ordine e sicurezza pubblica svolte per garantire il regolare svolgimento delle numerose manifestazioni religiose e sportive in mare, secondo le direttive delle Autorità locali di Pubblica Sicurezza e rientranti tra i compiti esclusivi affidati al Corpo dal 2017.L’attività dei Reparti navali calabresi della Guardia di Finanza prosegue per garantire, incessantemente, un presidio di legalità a tutela della sicurezza pubblica in mare, per prevenire fenomeni di evasione fiscale e concorrenza sleale, per assicurare il regolare svolgimento di tutte le attività dell’economia legale, a tutela dei contribuenti onesti e dei cittadini rispettosi della legge, dell’ambiente e dell’ecosistema marino.

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