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Svelato il futuro del nuovo Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri

“Una nuova visione di futuro” è stato questo il leitmotiv dell’evento di presentazione del primo lotto del progetto esecutivo di riqualificazione di quello che sarà il nuovo Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri che si avvia, così, ad un cambiamento sostanziale in termini infrastrutturali per rispondere alle rinnovate esigenze di accessibilità e fruizione da parte dei visitatori.

Tutti i dettagli del progetto di riqualificazione sono stati illustrati nel corso dell’iniziativa dal titolo “Il Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri. Per una nuova visione di futuro” che si è tenuta ieri nel Museo archeologico.

Scopo dell’iniziativa, voluta e presieduta dal responsabile della Direzione regionale Musei Calabria Filippo Demma che è anche il responsabile scientifico dell’intervento, è stato quello di restituire alla comunità il lavoro svolto finora dal gruppo di progettazione per condividerne strategie e obiettivi illustrando i dettagli delle soluzioni progettuali e le fasi dell’imminente cantierizzazione per creare, allo stesso tempo, un “ponte” che permettesse un dialogo tra le amministrazioni locali e le associazioni (invitate e presenti al dibattito) e i tecnici offrendo spunti e condividendo impressioni, per rendere ancora più forte il rapporto tra il Parco e la sua comunità.

L’intervento rappresenta un primo lotto di lavori che coinvolgerà l’area di accesso al Parco e gli scavi archeologici di contrada Marasà e contrada Parapezza andando a intervenire sul luogo più iconico di Locri Epizefiri: il Tempio di Marasà.

Nel dettaglio, il progetto esecutivo è stato redatto da un team interdisciplinare che ha coinvolto professionisti, sia interni che esterni al Ministero della Cultura, con competenze eterogenee. Ad affiancare il direttore Demma e la Direttrice Trunfio – rispettivamente responsabile scientifico e responsabile del progetto – sono stati i docenti Diego Elia e Valeria Meirano del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, per la consulenza archeologica, e l’architetto Michelangelo Pugliese, specialista in progettazione di paesaggio, per la progettazione esecutiva e la direzione lavori.

«Il progetto – ha chiarito l’architetto Michelangelo Pugliese – interpreta le esigenze e i bisogni di un ampio ventaglio possibile di utenza, garantendo accessibilità a chiunque abbia il desiderio di vivere e fruire in maniera completa e agevole il parco. Lo scopo è quello di accogliere con un’alta qualità di servizi un numero sempre maggiore di destinatari riuscendo a trasmettere o a evocare al meglio un luogo, il suo spirito, la sua offerta, le idee propulsive, le linee guida o la storia”.

«Di questo intervento – ha spiegato la Direttrice del Parco di Locri Epizefiri Elena Trunfio – abbiamo più volte accennato nei mesi scorsi ma, per noi, era fondamentale condividere in maniera dettagliata la strategia che ha guidato la redazione del progetto esecutivo, i punti di forza e le caratteristiche innovative, nonché informare tutta la comunità sulle fasi di lavoro successive. Il Parco cambierà sostanzialmente il suo volto, per divenire un luogo più accessibile, inclusivo e accogliente – ha concluso la Direttrice. È una sfida che abbiamo colto con professionalità e dedizione e siamo certi che ciò costituirà un importante passo in avanti per Locri Epizefiri in termina di qualità dei servizi e dell’esperienza di visita».

«Il futuro del Parco archeologico – ha commentato, invece, il Direttore Demma – è regolato da una visione strategica che abbiamo costruito con l’intento di eliminare le discontinuità linguistiche e la frammentarietà del Parco per recuperare la dimensione urbana della città di Locri Epizefiri e offrire una esperienza di visita che possa fare percepire immediatamente al visitatore gli spazi della città, i suoi edifici, le diverse funzioni. La visione strategica è stata costruita con il coinvolgimento della comunità ma anche di esperti e specialisti: ai fondi ordinari del Ministero della Cultura, impegnati nei primi due lotti, si aggiungono quelli del PNRR per migliorare accessibilità ed efficienza energetica dei luoghi della Cultura, attualmente in fase di progettazione esecutiva. Abbiamo redatto una serie di accordi di valorizzazione per costruire gruppi di lavoro interdisciplinari. Un esempio è l’accordo di valorizzazione con l’Università di Torino che ci supporta per l’ambito archeologico e che ha preso parte attiva nella redazione del progetto, o ancora l’accordo di valorizzazione fatto insieme agli ordini degli architetti e degli agronomi e forestali della provincia di Reggio Calabria che ci supporteranno per gli ambiti legati al verde pubblico e al paesaggio. Il cantiere partirà a settembre per concludersi a luglio 2025. Tra le altre cose, l’illuminazione diffusa e puntuale valorizzerà l’area archeologica rendendola fruibile anche nelle ore serali. L’area del tempio sarà attrezzata per eventi e manifestazioni e tutta l’area di intervento sarà dotata di infrastrutture di visita quali zone d’ombra, panchine, luoghi di sosta comodi per rendere più piacevole e comoda la visita».

 

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