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Falcomatà: “Maggioranza bacchettata dal Governo e costretta a rifare i compiti. Leggi in Aula all’ultimo minuto? Continuano a sfuggire dal confronto”

«Sostanzialmente, con l’approvazione di questo provvedimento, assistiamo a una scena chiarissima: il Governo nazionale ha detto alla Regione che la legge approvata andava bocciata, costringendo la maggioranza a rivedere le norme per evitare l’impugnativa. Esattamente quello che noi, come minoranza, avevamo denunciato già nella seduta del 26 novembre scorso».

È quanto dichiara in una nota il Consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale che ha visto l’approvazione delle modifiche alla Legge Regionale n. 45 del 26 novembre 2025 (Disciplina del referendum popolare per l’approvazione dello Statuto regionale).

Falcomatà punta il dito contro il metodo e il merito dell’azione legislativa della giunta regionale: «Non potete pensare di modificare la carta fondamentale della nostra Regione smembrandola e cambiandola un pezzettino alla volta. È paradossale che persino un Governo nazionale, che di fatto impedisce il pieno diritto di voto ai residenti fuorisede, vi abbia dovuto bacchettare per l’eccessiva restrittività della norma che avevate approvato. Ci verrebbe da pensare: ma tra loro non si parlano?».

L’esponente dem utilizza poi una metafora molto netta per descrivere il rapporto tra l’esecutivo nazionale e la maggioranza in Consiglio: «Vi hanno trattato esattamente come farebbe un professore con uno studente impreparato, al quale per evitare un bruttissimo voto, si chiede di rifare il compito in classe».

In chiusura, il Consigliere del PD stigmatizza duramente il modus operandi del Consiglio sui tempi di consegna dei documenti: «Siete gli stessi che dai banchi della maggioranza ci dicono continuamente che noi consiglieri dobbiamo studiare i provvedimenti. Ma come si fa a studiare testi complessi e di decine di pagine se arrivano all’attenzione dell’Aula soltanto la mattina stessa del voto? A questo punto – conclude ironicamente Falcomatà – la soluzione è semplice: la prossima volta fateci almeno un disegnino. Così forse ci sarà consentito di svolgere il nostro ruolo di consiglieri al servizio esclusivo della Calabria e dei calabresi. La verità è che questa destra regionale continua a sfuggire dal confronto».

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