Si è concluso con positività e altri riscontri, presso l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, il II Forum tecnico-scientifico dedicato all’aggiornamento dei Piani di Gestione delle Acque e del Rischio Alluvioni. L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 170 soggetti tra Enti Istituzionali e comunità territoriali, ha rappresentato un momento chiave di confronto partecipativo sulla pianificazione distrettuale, illustrando lo stato di avanzamento dei processi in corso.
Al centro dei lavori, la presentazione della Valutazione Globale Provvisoria e del Report ex articolo 5 della Direttiva 2000/60/CE, documenti strategici per il terzo aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque (PGA III ciclo 2021-2027, in proiezione al IV ciclo 2027-2033) e per l’aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA III ciclo 2022-2027). Questi strumenti definiscono l’azione di governance sulla risorsa idrica e sulla mitigazione del rischio idrogeologico a livello distrettuale.
I due Piani sono stati oggetto di presa d’atto da parte della Conferenza Istituzionale Permanente relativamente alla Valutazione Globale Provvisoria (VGP), predisposta ai sensi dell’art. 66, comma 7, lett. b), del D.Lgs. 152/2006 (in attuazione dell’art. 14, comma 1, lett. b della Direttiva 2000/60/CE, e dell’art. 9 della Direttiva 2007/60/CE “Alluvioni”).
Per il PGA, inoltre, al dicembre 2025 la Conferenza Istituzionale Permanente ha preso atto del Report inerente ilriesame e l’aggiornamento delle caratteristiche del distretto idrografico, l’esame dell’impatto ambientale delle attività umane e l’analisi economica dell’uso idrico (“Report ex art. 5” della Direttiva 2000/60/CE).
Nel contempo, per il PGRA, la Conferenza Istituzionale Permanente ha preso atto dell’aggiornamento delle mappe di pericolosità e di rischio di alluvioni, ai sensi degli articoli 6 e 11 del D. lgs 49/2010.
PGA, il punto della situazione
Nel corso del II Forum tecnico-scientifico, l’ing. Pasquale Coccaro, funzionario e responsabile del Piano Acque dell’Autorità di Bacino, ha illustrato in dettaglio lo stato di avanzamento del Piano di Gestione delle Acque, soffermandosi sia sugli esiti delle attività finora svolte, sia sulle principali criticità e opportunità emerse nel processo di pianificazione. Il PGA III ciclo (2021-2027) è attualmente in fase di aggiornamento, con particolare riferimento all’adeguamento del quadro conoscitivo, alla revisione degli obiettivi ambientali e alla definizione delle misure di gestione, ai fini della predisposizione del Progetto di Piano IV Ciclo entro dicembre 2026 e alla successiva predisposizione ed adozione del PGA IV ciclo (2027-2033) entro dicembre 2027, assicurando così la continuità della pianificazione di distretto e il coordinamento con gli strumenti di programmazione comunitari e nazionali.
Caratterizzazione dei corpi idrici
Allo stato le attività in corso hanno portato a confermare l’individuazione dei corpi idrici condotta per il PGA III Ciclo, con:
- 1021 corpi idrici superficiali, di cui 791 corpi idrici fluviali, 68 corpi lacustri e invasi artificiali, 144 corpi idrici marino-costieri e 18 corpi idrici di transizione;
- 189 corpi idrici sotterranei, che complessivamente interessano circa il 68% della superficie distrettuale, evidenziando la rilevanza strategica delle risorse idriche sotterranee nel bilancio idrico complessivo, nella gestione quantitativa e qualitativa delle acque e nel raggiungimento degli obiettivi di tutela ambientale definiti dalla Direttiva Quadro Acque.
Analisi delle pressioni antropiche e degli impatti
L’aggiornamento dell’analisi delle pressioni antropiche è stato condotto integrando le informazioni provenienti dalle strutture regionali e dalle principali banche dati nazionali, offrendo un quadro più completo delle interazioni tra attività umane e risorse idriche.
Relativamente alle Pressioni 1.1 – scarichi urbani e 2.6 – scarichi non allacciati alla fognatura, si è fatto riferimento all’ultimo report reso disponibile sul portale SINTAI; sono invece in corso di elaborazione i dati relativi al Report 2024 pubblicato agli inizi del 2026.
Per quanto concerne la Pressione 1.6 – discariche, sono stati utilizzati i dati aggiornati a marzo 2025 forniti dall’Agenzia Ambientale Europea
Rete di monitoraggio e stato dei corpi idrici
Nell’attuale fase di aggiornamento è stata condotta una ricognizione della classificazione dello stato qualitativo sulla scorta dei dati rilevati attraverso il programma di monitoraggio definito dal PGA III Ciclo su tutto il territorio distrettuale. I dati ad oggi rilevati fanno riferimento ad un primo triennio del periodo sessennale di monitoraggio.
Il completamento di tale ricognizione, che include la verifica della rete di monitoraggio e la relativa integrazione d’intesa con le Regioni, è attualmente in corso e costituirà un elemento significativo del PGA IV Ciclo e del PGRA III Ciclo.
Aree protette
Nella predisposizione del Report art. 5 si è proceduto ad un aggiornamento anche del Registro delle Aree Protette, che come non include le sole aree naturali protette ma anche le acque a specifica destinazione, come le acque destinate al consumo umano, e le acque che necessitano di specifiche azioni di tutela, quali ad esempio le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola.
Il processo di aggiornamento in corso ha tenuto già conto delle attività poste in essere per il riscontro alla procedura di infrazione avviata nei confronti dell’Italia per l’applicazione della Direttiva Nitrati. Inoltre, è stato condotto un aggiornamento dell’individuazione delle aree naturali protette, che sono passate nel distretto da 883 a 912.
Programma di Misure ed Analisi economica
Il Programma di Misure del terzo ciclo del Piano di Gestione delle Acque raccoglie interventi strutturali e non strutturali, elaborati con le Regioni, per attuare gli obiettivi della Direttiva Quadro Acque. Le azioni puntano a superare criticità del sistema idrico, come l’inefficienza delle reti fognario-depurative e di approvvigionamento, e a migliorare l’efficienza idrica, i deflussi ecologici e la tutela delle acque potabili. Tra le priorità figurano il potenziamento del monitoraggio, la valutazione dello stato delle acque sotterranee e superficiali, il bilancio idrologico, idrogeologico e idrico, il deflusso ecologico.
È stato altresì condotto un aggiornamento dell’analisi degli utilizzi idrici, secondo le indicazioni delle Linee Guida emanate con il DM MATTM 39/2015 e del relativo Manuale Operativo del 2018.
Valutazione globale provvisoria
La VGP ha lo scopo di indicare preliminarmente le problematiche significative di “gestione delle acque” da affrontare e mitigare attraverso il PGA IV Ciclo, attenzionando maggiormente le seguenti tematiche inerenti la “gestione delle acque”:
- il rafforzamento del quadro conoscitivo
- il rafforzamento dell’attuazione dei programmi di monitoraggio dei corpi idrici;
- l’ulteriore approfondimento dell’analisi economica;
- il rafforzamento della programmazione e dell’attuazione delle misure;
- integrazione e ottimizzazione delle competenze dei vari Enti in materia di risorse idriche.
Tra le criticità che si rilevano, vi è senza dubbio la frammentazione delle competenze. che rallentano il percorso di governance delle risorse idriche anche se la costituzione dell’Organo Osservatorio sta contribuendo ad una più stretta collaborazione con gli Enti.
Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici
L’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici, misura cardine a carattere non strutturale all’interno del Programma di Misure del PGA, è entrato nella sua piena operatività con la formale costituzione tramite apposito decreto ministeriale nel dicembre 2025.
L’Osservatorio, che ai sensi dell’art. 63-bis del D.Lgs. 152/06, è divenuto organo dell’Autorità di Bacino e svolge un ruolo chiave nella valutazione degli scenari di severità idrica, valutati attraverso una analisi integrata degli indicatori di siccità (SPI, SPEI) e delle condizioni di disponibilità e mancato soddisfacimento dei fabbisogni, che si riscontrano nei diversi territori/schemi idrici distrettuali, sulla base dei dati forniti dai soggetti competenti.
In merito ai contenuti delle varie sedute dell’Osservatorio e alle azioni poste in essere è stato redatto un Rapporto di crisi idrica, relativo al biennio 2024-2025 che sarà trasmesso agli Enti competenti e alle Regioni.
L’Osservatorio pubblica regolarmente i propri esiti sul sito istituzionale dell’Autorità, al fine di darne massima diffusione (Bollettini, sintesi tecniche dello scenario di severità idrica a livello distrettuale, presentazioni divulgative) e di comunicati agli Enti interessati. Tale percorso è supportato anche da un mirato Piano di Comunicazione sulla gestione delle risorse idriche.
PGRA III ciclo, aggiornamento mappe di Pericolosità e Rischio Alluvioni
Per l’aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni – III ciclo, hanno illustrato il processo di aggiornamento l’ing. Luigi Iodice e l’ing. Rocco Bonelli.
Luigi Iodice: aggiornamento mappe del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni
Il processo di aggiornamento delle mappe del PGRA è proceduto, in questo ciclo sessennale, di pari passo con l’aggiornamento del Piani Stralcio di Assetto Idrogeologico.
L’aggiornamento delle mappe si compone di: modellazioni idrauliche di dettaglio condotte dall’AdB (che hanno prodotto nuove perimetrazioni PAI); modifiche puntuali ad istanza degli Enti Locali (in numero di 192 dal 2020 al 2025); inserimento di nuove aree da conoide individuate per via geomorfologica (livello P3) e delle aree di allagamento di cui all’alluvione del 2010 (livello P1) oltre all’inserimento delle aree di pericolosità costiera derivanti da Tsunami riprese dagli studi condotti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (circa 485 kmq).
Le nuove mappe contengono quindi, nuove perimetrazioni dei PAI: nello specifico riperimetrazioni della Basilicata (adottate con D.S. nn. 781 e 782 del 14/10/2024), progetto di piano della UoM Calabria PSdGDAM-RisAl-Cal/L (adottato con Delibera CIP n. 2 del 24/10/2024), redigendo Piano per l’Assetto Idrogeologico dell’Isola di Ischia (il cui Stralcio Casamicciola è stato approvato con D.S. n. 426 del 21/05/2024).
Le mappe del rischio aggiornate sono state redatte attraverso un complesso processo di riclassificazione a livello distrettuale del bene esposto (D.S. n. 582 del 05/06/2024); esse rivestono, come le mappe della pericolosità, valenza ai fini di gestione del rischio alluvioni per tutte le tematiche relative alla: gestione del territorio, definizione degli interventi di difesa, attività di prevenzione e gestione degli eventi, anche se non introducono specifiche regolamentazioni sul territorio che restano definite all’interno dei Piano di Assetto Idrogeologico.
Rocco Bonelli, definizione mappe del modello distrettuale del PGRA
Bonelli ha presentato una sintesi del lavoro che l’Autorità sta svolgendo, per la redazione del Piano di Bacino Distrettuale, sulla tematica delle Alluvioni.
L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale ha in corso di attuazione un percorso tecnico-scientifico-gestionale finalizzato alla redazione del Piano di Bacino Distrettuale, definito con riferimento ad approcci metodologici innovativi, per ogni tematica nello stesso trattata e stabilita dalla Legge.
Con riferimento particolare al tema della pericolosità e rischio da alluvioni, il percorso intrapreso ha avuto avvio dal territorio regionale della Calabria, dai territori dell’Arco Ionico Lucano e del Bacino del Fiume Noce, individuati come prioritari anche in ragione delle Misure di Salvaguardia apposte a seguito dell’adozione delle mappe PGRA II ciclo. L’approccio innovativo utilizzato ha consentito di redigere uno strumento di Piano, teso ad uniformare le previsioni dei due strumenti di Pianificazione vigenti, che oggi si riferiscono alle “mappe della pericolosità e del rischio alluvioni”, ovvero il Piano Stralcio di Assetto idrogeologico Distrettuale (PAI), introdotto dall’art. 67 del D.lgs 152/2006 e il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA), introdotto dalla Direttiva Comunitaria 2007/60/CE e recepito in Italia con il D.lgs 49/2010; pertanto è stato redatto il Progetto PSdGDAM-RisAl-Cal/L che costituisce un “unicum” poiché correla le esigenze del PGRA e del PAI in un’unica proposta che si riferisce all’Assetto, alla Mitigazione e alla Gestione del Rischio da Alluvioni sul territorio.
Il percorso attuato ha previsto rielaborazioni complete delle analisi idrologiche idrauliche ed idrodinamiche su tutto il territorio di analisi, introducendo nuove mappature di pericolosità e rischio idraulico adoperando criteri significativamente innovativi rispetto a quelli precedentemente adoperati per la predisposizione delle mappe di cui agli attuali Piani stralcio di Assetto Idrogeologico e PGRA.
Tutto il processo è stato condotto ampliando il livello conoscitivo disponibile, eseguendo varie campagne di sopralluoghi: sono stati Indagati 4400 punti, compilate oltre 400 schede di sopralluogo, con una focalizzazione nelle pianure costiere della Calabria, particolarmente soggette alle alluvioni. Durante i sopralluoghi, sono state sviluppate schede informative sistematizzate sistematizzate che hanno consentito di analizzare, per esempio, lo stato manutentivo dei manufatti idraulici: il 90% delle opere idrauliche risultano ostruite da vegetazione, per circa il 50%, e da sedimenti per circa il 40%.
Al contempo l’Autorità ha compiuto nuovi voli Lidar su tutta la costa calabrese per un’ampiezza di 250 metri, ha sviluppato con il CNR-IRPI il database DEDICA sugli effetti al suolo degli eventi occorsi, ha analizzato le osservazioni tecniche pervenute con nuove analisi e sopralluoghi, ha verificato le aree allagabili degli eventi verificatisi nel 2024 e nel 2025, ha eseguito una ricognizione sui pareri espressi e sulle opere idrauliche collaudate negli ultimi 15 anni.
Il nuovo percorso posto in essere consente di ottenere risultati molto più aderenti al reale stato dei luoghi, oltre che diagnosticare puntualmente la pericolosità idraulica su tutto il territorio e quindi avere mappe di pericolosità e rischio più rispondenti agli effetti reali al suolo degli eventi pluviometrici estremi.
L’intero processo di aggiornamento delle mappe è accompagnato da un processo parallelo di aggiornamento normativo. Le nuove norme sono maggiormente orientate alla gestione del rischio, all’utilizzo di misure non strutturali, alla copianificazione con gli Enti territoriali. Contestualmente il Parere dell’Autorità sarà previsto solo sugli interventi strategici e sulle pianificazioni sotto-ordinate.
Sono stati già pubblicati i tiranti e delle velocità massime per ogni tempo di ritorno, innovativo strumento di supporto all’analisi e alla progettazione.
Le nuove Norme di Attuazione faranno riferimento a nuove Linee Guida per l’Analisi di Compatibilità, per la redazione dello studio idrologico ed idraulico, per la valutazione e la stima del rischio quantitativo e conterranno indirizzi per la progettazione delle opere per la mitigazione e la gestione del rischio idraulico e per la progettazione degli attraversamenti.
Nel 2024 sono state concluse le attività per il territorio regionale della Calabria, seguite nel 2025 da un ampio percorso di partecipazione che ha previsto l’apertura di uno sportello dedicato e seminari divulgativi congiuntamente agli ordini professionali alla Regione Calabria e alla Protezione Civile Regionale. Lo stesso percorso sviluppato per il territorio Calabrese, nel 2025 è stato avviato anche per le UoM della Regione Basilicata, il processo è attualmente in fase di conclusione.
Sempre nel 2025 è stato programmato il percorso per le UoM Puglia-Ofanto e Molise, le cui analisi risultano ad oggi avviate. Nell’anno 2026 si procederà ad avviare il percorso sopra descritto in tutto il resto del territorio distrettuale, avviando il processo anche per le UoM afferenti ai territori della Campania e del Lazio.
