Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, una società operante nel settore del noleggio veicoli a Montecchio Emilia, nel Reggiano, e tutto il suo patrimonio (crediti, articoli risultanti dall’inventario, beni strumentali, quote, conti correnti e tutte le autorizzazioni all’esercizio dell’attività commerciale) posti sotto sequestro preventivo e un indagato a piede libero. Un altro colpo inferto al clan Arabia, cosca di ‘Ndrangheta attiva a Reggio Emilia. Stamattina, con un’operazione congiunta, polizia di Stato e guardia di finanza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale e reale, emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, nei confronti di Nicola Arabia, già attualmente detenuto nella casa circondariale di Vicenza per essere gravemente indiziato di essere un esponente della cosca.
La nuova società, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, era stata fittiziamente intestata a sua moglie (ora indagata a piede libero), garantendo in tal modo la prosecuzione della gestione degli interessi economici del clan. Si tratta di un filone relativo all’inchiesta denominata ‘Ten’ che nel marzo 2025 aveva portato a sei arresti (tra cui lo stesso Nicola Arabia – nipote del boss Salvatore Arabia, detto ‘Pett i’ Palumba’ considerato infatti il luogotenente del boss Antonio Dragone. ucciso nel 2003 a Steccato di Cutro nel corso della guerra di mafia tra le famiglie Grande Aracri e Dragone, omicidio per il quale il boss Nicolino Grande Aracri è stato condannato all’ergastolo) per associazione di stampo mafioso e di un sequestro preventivo di oltre 300.000 euro a fronte di false fatture per 1,8 milioni di euro, con reati contestati di frode fiscale attraverso un’articolata architettura di società con compagini societarie apparentemente diverse operanti in vari settori (noleggio senza conducente, edilizia e servizi connessi), tutte di fatto riconducibili ai giovani “rampolli” della famiglia Arabia, nonché trasferimenti fraudolenti di valori, aggravati dalla finalità di agevolare il sodalizio ‘ndranghetistico. Facendo emergere l’esistenza e l’operatività di un gruppo dedito alla gestione di società commerciali tramite condotte tipicamente mafiose: adozione di modalità violente e intimidatorie finalizzate ad imporre le proprie volontà, anche con l’uso delle armi, ad esempio in caso di conflitti e contrasti o per ottenere la riscossione di crediti propri o altrui.
