«Più che un regalo trattasi di vero e proprio pacco. Gli italiani hanno iniziato il nuovo anno con un rincaro sul diesel di circa 5 centesimi al litro che peserà molto sulle spese delle famiglie ma che, per ragioni logistiche e di infrastrutture, peserà ancora di più sulle tasche dei calabresi.
Ci è stata prima ventilata ma poi tolta con un colpo di mano l’Alta Velocità, i collegamenti inter ferroviari all’interno della regione sono quelli che sono, attendo anzi con interesse la risposta sulla mia interrogazione relativa ai lavori sulla tratta su rotaia Sibari – Crotone, ma anche nelle altre aree della Calabria la situazione non è delle migliori. Abbiamo serie difficoltà a spostarci con i treni fuori confine ma le abbiamo anche per spostarci all’interno della nostra regione. Il tema aeroporti merita poi un capitolo a parte. Oltre gli slogan e gli articoli patinati restano collegamenti scarni, spesso molto costosi e a volte addirittura annullati se l’aereo non riesce a riempire i posti. Risultato? I Calabresi sono tra gli italiani che più usano la macchina. E, ancora una volta, non è una scelta ma una necessità.
D’altronde non è così lontano il 2022, quando la presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni prometteva di togliere le accise sui carburanti. Oggi, invece, non solo non le toglie, ma le aumenta. D’altronde, la campagna elettorale è una cosa, il governare con coerenza ben altra.
Ma i nostri rappresentanti locali in Parlamento che sono politicamente affini alla maggioranza che governa il Paese hanno fatto qualcosa per scongiurare questi rincari? Ancora una volta, sebbene ci sia una filiera istituzionale tra il Governo nazionale e quello calabrese, la nostra regione sembra non riuscire a far arrivare la propria voce e le sue istanze».
