Interiorità, fraternità, responsabilità, ecclesialità: sono le quattro “mete” che l’Azione Cattolica Italiana pone quali obiettivi e criteri fondamentali della propria azione educativa nel Progetto Formativo Perchè sia formato Cristo in voi, da ultimo riveduto nel 2020. Esse riassumono tutte le caratteristiche del cristiano, chiamato a una forte e radicata vita nello Spirito, alla condivisione del Pane di Vita (ma anche del pane quotidiano), all’impegno della sequela di Cristo nel mondo e, infine, a farsi prossimo a ogni uomo e a ogni donna, in particolare agli ultimi della storia, prediletti da Dio.
Questi stessi criteri possono guidare il nostro cammino nell’Anno Giubilare, che ci chiama ad essere Pellegrini di Speranza, cioè a riprendere fiduciosi la strada dell’annuncio evangelico, rendendo ragione della speranza che è in noi a un mondo incredulo, disilluso, spaventato. È stata questa la chiave di lettura scelta da don Francesco Marrapodi, Assistente Nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR), per guidare gli esercizi spirituali dell’AC parrocchiale di Maria Santissima del Rosario in Villa San Giovanni.
Giovani e adulti si sono raccolti per tre giorni, dal 28 al 30 marzo, presso la Casa Santa Maria Porto di Pace di Arghillà, accolti con la consueta premura dalle Figlie della Chiesa, per vivere al meglio questo tempo di Quaresima, verificando il proprio percorso di preparazione alla Pasqua. Nel corso di quattro meditazioni, dal venerdì pomeriggio alla mattina di domenica, don Francesco ha guidato la preghiera dell’Azione Cattolica villese, reinterpretando le quattro mete del Progetto Formativo come quattro Porte della Speranza, attraverso le quali può passare il cammino giubilare. L’Assistente Nazionale ha commentato quattro passi del Vangelo secondo Matteo, offrendo uno sguardo approfondito, ma per certi versi nuovo, su alcuni brani ricorrenti nella Liturgia della Parola domenicale: il Padre Nostro, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, l’annuncio della Passione, il giudizio universale. Le meditazioni sono state intervallate dai momenti di preghiera personale e comunitaria, come la liturgia del venerdì sera sulle Sette parole di Gesù in croce, strumento per meditare sulla Passione, alternativa alla tradizionale Via Crucis, che trova le sue origini nella spiritualità medievale.
Le riflessioni di don Francesco possono essere racchiuse nelle quattro invocazioni poste in apertura di ciascuna di esse: riconoscersi figli, essere saziati con il pane della fraternità, seguire il Signore sulla via della Croce, riconoscerlo negli ultimi della storia. Al termine dell’intenso fine settimana, la Santa Messa nella quarta domenica di Quaresima Gaudete ha offerto una sintesi eccezionale dell’intero percorso di riflessione grazie alla parabola del Padre Misericordioso, nella quale la figliolanza perduta e poi ritrovata del cosiddetto figlio prodigo incontra l’amore sovrabbondante del padre, che costringe anche il fratello maggiore a superare una visione del mondo fondata sulla semplice giustizia, sulla nuda proporzionalità, per aprirsi senza riserve alla comprensione dell’altro.
In conclusione, ciascuno dei soci partecipanti ha fatto eco alle parole di don Marrapodi durante il momento di confronto finale, che ha dato testimonianza di una comunità rinfrancata dalla preghiera, dall’ascolto della Parola, ma soprattutto dall’autentica fraternità vissuta nei tre giorni di esercizi, divenuti, ormai da alcuni anni, un appuntamento fisso e irrinunciabile per l’AC della parrocchia villese.