«La prevenzione torni ad essere una priorità di questo Governo regionale.
I programmi di screening diventano nulli se ai cittadini non viene recapitato alcun invito ad effettuare i test o, peggio, se ricevono la lettera ma al momento della prenotazione dell’esame il tutto viene rinviato a data da destinarsi perché mancano macchinari e reagenti. Nello specifico mi riferisco agli screening contro il tumore al colon retto. Nei 150 comuni afferenti all’Asp di Cosenza effettuare questo tipo di test è praticamente una missione impossibile: mancano gli appositi macchinari e i reagenti.
Eppure, più di un anno fa, si parlava di un progetto con fondi disponibili che prevedeva ben sei ambulatori in tutta la provincia destinati alla prevenzione del tumore al colon retto. Con un’interrogazione rivolta al presidente della Regione, nonché commissario alla Sanità, e alla sua Giunta intendiamo capire a che punto è quel progetto ma anche tutti gli interventi rivolti a migliorare la prevenzione e innalzare i livelli essenziali di assistenza dove la Calabria risulta ancora molto indietro.
La diagnosi precoce fa bene su due fronti: in primis la salute dei cittadini e, in seconda battuta, alle casse regionali. Investire sugli screening significa lavorare per una popolazione più sana innescando un circuito virtuoso che fa bene anche al bilancio regionale. Ma quando i cittadini, sempre più informati e consapevoli, sono propensi a sottoporsi a controlli preventivi e incontrano ostacoli come l’assenza di macchinari e materiali, seppur previsti sulla carta, allora la rabbia diventa doppia».
