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Reggina, il bicchiere del derby resta mezzo vuoto: 1-1 col Messina, Palumbo evita il flop

di Paolo Ficara – Quasi come all’andata. Gara con poche emozioni tra Reggina e Messina, in un “Granillo” sold-out per il derby dilettantistico dello Stretto. Finisce 1-1, con gli ospiti avanti nella prima frazione grazie a Tedesco. La risposta degli amaranto arriva in zona Cesarini, grazie a Palumbo: il ragazzo di Gioia Tauro sceglie la partita ed il momento migliore, per segnare il suo primo gol in maglia amaranto.

LE SCELTE – Torrisi deve fare a meno dello squalificato Rosario Girasole, rimpiazzato da Adejo. Restituisce a Giuliodori una maglia da titolare, ma deve inventarsi il terzo under: fiducia al 2008 Macrì a centrocampo, a scapito di Salandria. L’ala sinistra è Di Grazia, panchina per Edera. I giallorossi, in maglia bianca, vengono schierati con un 3-4-3 dall’esperto Feola, appena subentrato a Parisi: il modulo si trasformerà spesso in 5-4-1.

TEDESCO PUNISCE LA REGGINA – In avvio è Di Grazia a scuotere la traversa della porta di Giardino: destro molto arcuato su punizione, meritava miglior sorte. Il Messina la mette presto sulla rissa, la Reggina abbocca e si fa spezzare i già bassi ritmi. I lanci ad allungare la difesa amaranto, fanno il resto. Al 36′ la sfida si sblocca da corner: trattenute reciproche tra Adejo e Tedesco, ha la meglio il centravanti ospite sul cui tocco ravvicinato non c’è opposizione di Lagonigro. Ed è 0-1.

EROICO PALUMBO – La gara sembra incanalarsi sugli stessi binari dell’andata. Con il Messina che in contropiede punge molto di più, rispetto ad una Reggina che non trova nemmeno una conclusione nello specchio. Inefficaci le prime tre sostituzioni di Torrisi: Edera, Guida e Sartore non incidono, l’ex Torino è costretto addirittura al cambio per un guaio muscolare. Sarà il momento decisivo, perché entra Palumbo. E Sartore va a destra. Dal piede del brasiliano parte infatti il cross che il 2005 manda in rete all’88’. Salvando la faccia all’intera squadra. Salvando, forse, anche le speranze promozione.

NON SI PERDE MA SI SCIVOLA – Anziché prendersela con la classe giornalistica o con chissà quali altri nemici immaginari, mister Torrisi potrebbe distinguersi dallo stile dei suoi superiori e spiegare cosa c’è alla radice di questa involuzione della Reggina. Se si tratta di fisiologico calo psico-fisico, o se c’è qualche incomprensione di altra natura tra squadra e società. In tutto ciò, è corretto sottolineare che gli amaranto non perdono. Ma la classifica vede in testa il Savoia, assieme all’Igea Virtus, a quota 46. Segue la Nissa con 45 punti. L’Athletic Palermo non ha giocato ad Enna per impraticabilità del terreno di gioco, rimanendo a quota 44. Con la Reggina appaiata. Domenica prossima, a Lamezia con la Vigor, non si potrà sbagliare.

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