di Federica Giovinco* – C’è chi gli dà del “tu”, chi cerca di intimidirlo con l’imperativo “devi”; c’è chi lo
offende, chi lo insulta, chi lo diffama e chi lo minaccia; c’è chi, un ministro, su rete
nazionale (di cui tutti paghiamo il canone) gli dà del matto “test psicoattitudinale anche
a fine carriera”, suggerisce.
Di cosa ci meravigliamo? La storia è ciclica e non insegna niente a chi non è
predisposto ad impararla. 40 anni fa questo show mediatico, informativo, politico, di
certe categorie, travolgeva Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Di Giovanni Falcone scrivevano questo: “Il mito”, “Il fenomeno”, “Il Pci dietro
Falcone”, “Rinvii a giudizio che si trasformano in clamorose assoluzioni”,
“Presunzione ostentata della sua indispensabilità”, “Lo sconfitto di Palermo”, “Quando
Falcone sarà nominato alla super Procura dovremo guardarci da due Cosa Nostra,
quella che ha la Cupola a Palermo e quella che sta per insediarsi a Roma”. Poi le lettere
diffamatorie anonime, le allusioni a presunti compromessi, l’attentato all’Addaura che
si sarebbe organizzato da solo, perché “L’Italia è il Paese felice dove per essere
credibile devi essere ammazzato”. Queste le parole di Giovanni Falcone che
riecheggiano oggi in questa aria malsana dove Nicola Gratteri è bersagliato da chi non
aspettava altro che cogliere una parola da poter liberamente interpretare a convenienza
e da chi non aspettava altro che un’onda mediatica da cavalcare per uscire allo scoperto
dalle apparenze e dai proclami di circostanza per andare finalmente contro a quel
Procuratore matto che si è permesso di dare una speranza ai calabresi onesti. E di cosa
dovrebbe chiedere scusa Gratteri a noi calabresi? Siamo noi che dobbiamo chiedere
scusa a lui, perché non riusciamo ad essere uniti quando si tratta di difendere chi ci ha
sempre difeso.
È inutile continuare a dire che la battaglia di Gratteri non è politica visto che non si è
mai schierato ma ha sempre contestato gli inciampi dell’una e dell’altra parte.
È anche inutile continuare a spiegare quella frase per cui Gratteri è stato crocifisso,
tanto chi ha messo in moto questa macchina del fango il significato vero di quella frase lo sa benissimo. Ma approfitta del sonno profondo in cui tanti di noi ancora, dopo 40
anni, sono immersi.
A molti sfugge che questa riforma costituzionale si ripercuote sui cittadini, non sui
magistrati. Gratteri e tutti i magistrati e noi avvocati che ci battiamo per il NO, siamo
in guerra per i cittadini, anche per quelli che ci insultano, anche per quelli che ci
etichettano come fan senza cervello di un “magistrato protagonista”.
Chiedo a chi urla allo scandalo: perché se Nicola Gratteri dice che ‘ndranghetisti,
massoneria deviata e centri di potere voteranno Sì vi scandalizzate, vi indignate, sobbalzate dalle sedie, pretendete scuse, mentre se il ministro della giustizia Carlo
Nordio dice in diretta su Rai 1 che a Nicola Gratteri serve un test psico attitudinale
tutto va bene?
Chiedetevi cosa ha fatto per voi chi offende Gratteri. Sull’altro piatto della bilancia
mettete quello che ha fatto per voi il Procuratore Nicola Gratteri, sotto scorta dal 1989,
quello a cui vi rivolgevate per qualunque cosa, quello che teneva aperta la porta del suo
ufficio per ascoltarvi, quello che vi ha fatto respirare aria pulita, a costo di non sentirla
più lui; quello che si è caricato delle vostre esigenze sacrificando le sue e no, non glielo
richiedeva il suo mestiere ma la sua coscienza. E no, chi fa bene il suo dovere non è
chiamato a fare l’eroe.
Falcone e Borsellino sono stati massacrati da vivi, nella loro professione e nelle loro
apparizioni pubbliche. Falcone e Borsellino sono stati delegittimati, isolati e poi
ammazzati. Coloro che li hanno delegittimati ed isolati in vita, insieme a coloro che
hanno appoggiato e fomentato quel clima intorno a loro, hanno poi portato fiori e fatto
proclami su quanto erano bravi e quanto erano belli.
No, non è così che si ripulisce la coscienza. Non si ripulisce nemmeno mandando in
onda ogni anniversario il film sulle loro vite o facendo gli spot istituzionali.
La coscienza deve unirci a scudo su Nicola Gratteri, se 40 anni fa stavamo dormendo
oggi è tempo di farci trovare svegli! Le lacrime a posteriori non servono, serve fare
qualcosa a priori. E che dicano di noi ciò che vogliono, che siamo i fan del super
magistrato, le teste vuote, i matti che vanno dietro al matto. Noi sapremo di essere stati,
di essere, dalla parte giusta, dalla parte di NICOLA GRATTERI.
*Avv. Federica Giovinco
Coord. Agende Rosse “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” – Bisignano (CS),
Calabria
