Un altro agricoltore ha perso la vita in Calabria a causa del ribaltamento del trattore. È accaduto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre a Mormanno, in provincia di Cosenza. La vittima, un uomo di 67 anni, stava rientrando a casa dopo aver lavorato nei campi con il figlio, quando il mezzo agricolo è precipitato in una scarpata per una trentina di metri. L’allarme è scattato poco dopo le 23 e il corpo è stato ritrovato senza vita poco dopo mezzanotte in contrada Campolongo. Inutili i soccorsi. Sulle cause dell’incidente indagano le autorità.
Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – esprime profondo cordoglio per la vittima e per i familiari, e rilancia con forza l’urgenza di dare piena attuazione all’obbligo di revisione dei mezzi agricoli, già previsto da una legge del 2015 ma mai reso operativo.
“Il 2025 si chiude con l’ennesima tragedia nei campi – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. La dinamica cambia, ma lo scenario è sempre lo stesso: mezzi agricoli vecchi, instabili, privi di protezioni e controlli. Anche un semplice rientro a casa può trasformarsi in un incubo. Non possiamo più accettare che tutto questo venga considerato normale”.
Con il decesso di Mormanno, salgono a cinque le vittime nel solo 2025 in Calabria legate al ribaltamento dei trattori: il 30 giugno un 56enne nel Catanzarese, il 24 luglio un 63enne a Platì, in provincia di Reggio Calabria, il 17 novembre due uomini di 78 e 25 anni a Casabona (Crotone), morti nello stesso incidente.
“Ogni morte nei campi è un fallimento collettivo – conclude Borio –. È tempo che lo Stato applichi le norme esistenti e metta in sicurezza il lavoro agricolo. La revisione dei mezzi non può restare un atto formale mai attuato: deve diventare realtà, per evitare che anche il 2026 cominci con lo stesso copione di sangue e silenzio”.
