“Garantire a tutti gli studenti con alto potenziale cognitivo (APC) e con altri bisogni educativi speciali (BES) strumenti e strategie educative mirate per favorirne il pieno sviluppo; consolidare e rafforzare le strategie di intervento educativo già previste, promuovendo misure concrete a sostegno di questi alunni così speciali; rafforzare il sistema scolastico regionale nella direzione dell’inclusione, delle pari opportunità e dell’innovazione pedagogica. Sono, questi, i principali obiettivi della proposta di legge approvata ieri (lunedì 31 marzo) dal Consiglio Regionale”.
“Si tratta – ha specificato la Presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale Pasqualina Straface illustrando la proposta di cui è stata proponente – di un altro traguardo importante, epilogo di un iter approfondito e partecipato che ha visto anche il supporto dei dipartimenti regionali competenti, Istruzione e Salute e Welfare”.
“I destinatari di questa iniziativa sono tutti gli studenti con Bisogni Educativi Speciali, ovvero coloro che hanno difficoltà di apprendimento, disturbi evolutivi specifici, svantaggi di tipo linguistico, socio-economico o culturale che ne ostacolano il percorso scolastico. Tra questi sono inclusi anche gli studenti APC, che presentano capacità cognitive significativamente superiori alla media e necessitano di interventi adeguati a evitare disadattamento e dispersione del talento. La normativa ministeriale ha già riconosciuto gli studenti plusdotati APC come BES, prevedendo per loro strumenti didattici adeguati e percorsi di studio personalizzati. La legge garantisce a tutti gli studenti con APC e altri BES strumenti e strategie educative mirate per favorirne il pieno sviluppo sul solco del quadro nazionale, lungo il quale la nuova legge regionale si inserisce con l’obiettivo di consolidare e rafforzare le strategie di intervento educativo già previste, promuovendo misure concrete a sostegno di questi alunni così speciali.
Sono previste azioni mirate come l’adozione di una didattica personalizzata e inclusiva, attraverso metodologie innovative e strumenti compensativi; l’implementazione di misure dispensative e strategie didattiche flessibili; il potenziamento della rete degli Sportelli di ascolto e consulenza presenti in molte delle nostre scuole, quale strumento di supporto psicologico ed educativo per famiglie e personale docente ma anche per studenti, che vi potranno trovare informazioni educative, sanitarie, giuridiche, nonché orientamento su problemi psicologici e sociali. Tra le azioni mirate previste rientrano anche la sperimentazione dell’intelligenza artificiale nel supporto all’apprendimento, con l’uso di assistenti virtuali in grado di rilevare eventuali difficoltà degli studenti e fornire segnalazioni tempestive agli insegnanti al fine di poter offrire interventi mirati; la tutela degli alunni con necessità sanitarie, con particolare attenzione alla somministrazione di farmaci a scuola e a una maggiore uniformità di intervento per garantire sicurezza e inclusione.
La legge mira a creare un ambiente scolastico più inclusivo e sicuro per tutti gli studenti poiché prevede le più ampie misure di supporto sanitario al fine di includere tutte le patologie croniche o transitorie che richiedono interventi specifici o somministrazione di farmaci durante l’orario scolastico. Vogliamo garantire – ha scandito la Straface – che ogni studente, indipendentemente dalle proprie esigenze di salute, possa partecipare pienamente alla vita scolastica e sociale.
Un altro aspetto fondamentale della nuova legge è il Protocollo d’intesa tra la Regione, i dirigenti scolastici degli istituti presenti sul territorio, i servizi territoriali e le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), che prevede un’azione congiunta per garantire interventi tempestivi e adeguati. Questo accordo, oltre a promuovere la formazione per i docenti e gli operatori del settore socio-educativo, consentirà la creazione di percorsi educativi personalizzati, anche continuativi tra scuola e famiglia, il supporto psicologico per gli studenti e le loro famiglie e una migliore integrazione tra sistema scolastico e sanitario. Per garantire un monitoraggio efficace e una personalizzazione degli interventi, è prevista inoltre l’istituzione della Banca dati BES (uno strumento che raccoglierà informazioni sulle esigenze educative degli studenti, permettendo una migliore pianificazione degli interventi didattici), che verrà implementata con i dati forniti dall’Osservatorio regionale Istruzione; e della Rete di intervento sui BES (ha invece il compito di costruire sinergie per l’individuazione precoce e la presa in carico tempestiva dei soggetti con APC e con altri BES, consentendo la programmazione di interventi multidisciplinari in favore degli studenti che necessitano di intervento)”.