Vibo Valentia
 

Possibile sblocco dei licenziamenti, Fiom e Cgil: "Il Vibonese a rischio di implosione"

"Nel panorama regionale, reso drammaticamente critico dalla pandemia, in particolare l'intera provincia vibonese rischia di diventare una vera e propria polveriera sociale. La fine del blocco dei licenziamenti, attualmente prevista per il prossimo 31 giugno si avvicina, e con essa il pericolo che una ondata di licenziamenti collettivi possa abbattersi sull'intero territorio. Benché sia difficile stabilire con certezza il numero esatto, è facilmente immaginabile il duro impatto che questo produrrà. Nel solo settore della metalmeccanica, settore produttivo che nonostante abbia mantenuto alti livelli di qualità ha registrato, anno dopo anno, una costante perdita di manodopera, riteniamo che almeno il 20-30% degli attuali lavoratori, ovvero circa 200-300 operai impiegati nel settore, sono a rischio licenziamento. In questo senso, piuttosto scoraggianti sono anche i segnali che arrivano dalle aziende. Siano esse piccole o medie imprese, se da una parte, infatti, ci sono aziende pronte a chiedere ulteriore proroga sulla possibilità di utilizzare contratti a tempo determinato, sfruttando il fattore crisi a proprio favore, dall'altra, invece, ci sono aziende già pronte a spedire le lettere per avviare le procedure di licenziamento. Sappiamo bene che se ciò dovesse verificarsi, produrrebbe a catena una crisi economica e produttiva che si espanderebbe anche sugli altri comparti produttivi del territorio. E' inutile ribadirlo: Vibo Valentia è la provincia più povera d'Italia, con il più alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, per questo bisogna scongiurare il rischio che lo sblocco dei licenziamenti porta in sè. Come Fiom e come Cgil Area Vasta, faremo tutto quanto possibile non solo per contenere la perdita di posti di lavoro, ma per evitare che ciò accada, tutelando tutti i lavoratori e le lavoratrici. E in questo, stiamo anche chiedendo al Governo un ulteriore proroga fino ad ottobre valida per tutti, che consenta di mettere mano ad una riforma degli ammortizzatori sociali. In più, da subito inizieremo un serio confronto anche con le associazioni datoriali, per avviare un serio confronto. Ma riteniamo, però, che questa sia una partita che non possiamo giocare da soli: serve il coinvolgimento di tutti, in particolare delle istituzioni ai vari livelli, che in questo momento sembrano piuttosto distratti e poco inclini a preoccuparsi di una problematica tanto seria quanto grave. Il PNNR deve trovare una declinazione calabrese e vibonese, prestando attenzione e sostenendo il circuito produttivo metalmeccanico per difendere il lavoro ed il tessuto industriale presente e immaginare un'espansione sostenibile anche in relazione alla transizione energetica e telematica. Una reale crescita, un vero sviluppo anche economico, per il territorio di Vibo Valentia, non si può avverare se non a partire dal lavoro".

E' quanto si legge in una nota di Enzo Scalese, segretario generale Cgil Area Vasta CZ-KR-VV e Massimo Covello, segretario generale Fiom-Cgil Area Vasta.