Reggio Calabria
 

L'associazione "Un Mondo di Mondi": "Da Ventura affermazioni lesive"

"L'associazione Un Mondo Di Mondi risponde alle pesanti accuse mosse dal signor Francesco Ventura attraverso un comunicato pubblicato sul giornale online Il Dispaccio.

Proviamo a mettere in ordine i fatti.

Emerge dal comunicato di Ventura l'ipotesi che Un Mondo Di Mondi avrebbe interessi economici sui bandi dell'edilizia residenziale pubblica contemplati dal PNRR.

I bandi del PNRR sono rivolti alle istituzioni comunali e non esiste nessuna possibilità che enti differenti dalle istituzioni, tanto meno associazioni di volontariato, possano essere coinvolte o interessate a qualche titolo. Se qualcuno avesse detto che, dopo il crollo del ponte di Genova, il comitato dei cittadini del quartiere accanto al Polcevera si fosse mosso per togliere le concessioni ad Autostrade/Atlantia per i propri interessi economici che tipo di risposta avrebbe ricevuto da parte della stampa? Facciamoci una domanda e diamoci una risposta.

Secondo Ventura "Emerge la piena consapevolezza da parte delle Istituzioni di un racket legato alla gestione degli alloggi popolari."

Le istituzioni locali sono accusate dal Ventura di un certo tipo di complicità con un racket che riguarda l'edilizia residenziale pubblica. Se gli scriventi non errano, queste accuse potrebbero riguardare i reati di corruzione, concussione, abuso d'ufficio, rifiuto od omissione di atti d'ufficio da parte delle istituzioni comunali che sono i soggetti chiamati direttamente in causa in merito alla vigilanza sulla gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. In altre parole, l'ipotesi è che le istituzioni comunali sarebbero state, nel corso del tempo, complici consapevoli o inconsapevoli di un racket. A tal proposito il Ventura afferma: "Tutti episodi in cui in un modo o nell'altro esponenti dell'organizzazione "Un mondo di mondi" sono a vario titolo connessi".

In altre parole, l'ipotesi è che le istituzioni comunali avrebbero intrattenuto rapporti di complicità, tolleranza o mancata vigilanza nei confronti dei soggetti attivi in questo "racket degli alloggi", quindi per estensione rapporti di complicità, tolleranza o mancata vigilanza nei confronti di "UnMondoDiMondi". Se qualcuno andasse oggi a dire in giro qui a Reggio che le istituzioni locali hanno e hanno avuto rapporti in qualche modo "privilegiati" con la nostra Associazione e con i suoi rappresentanti riceverebbe una gamma di risposte fra il dileggio e la paterna commiserazione, provare per credere. Questo dovrebbe escludere ragionevolmente Un Mondo Di Mondi dai meccanismi dell'ipotizzato "racket", quindi l'accusa del Ventura riguarderebbe direttamente ed esclusivamente le istituzioni, quanto meno quelle citate del 2016. Anche perché il vero racket è stato sempre denunciato dall'Associazione Un Mondo Di Mondi insieme alla gestione comunale non rispondente alla normativa vigente che prevede il turn-over.

La domanda quindi è: perché il Ventura attacca direttamente la nostra Associazione?

Una possibile ipotesi è la seguente.

Le accuse molto probabilmente sono dovute al fatto che i volontari di questo ente, nel marzo 2013, come soci di un'altra associazione, hanno denunciato il caso dell'alloggio popolare assegnato alla famiglia del Ventura che non era utilizzato dalla stessa famiglia per abitarci ma come deposito di libri. Il fatto si scoprì soltanto dopo che lo stesso alloggio veniva occupato senza titolo da una famiglia. In quella stessa occasione alcuni degli assegnatari del condominio dove si trova l'alloggio dichiararono in una conferenza stampa che la famiglia Ventura non abitava nell'alloggio e aveva anche installato un temporizzatore per accendere le luci dell'abitazione nelle ore serali . Allora i volontari dell'ente condannarono sulla stampa sia l'utilizzo illegale dell'alloggio da parte della famiglia Ventura che l'occupazione altrettanto illegale da parte dell'altra famiglia.

Altra possibile ipotesi riguardante l'attacco del signor Ventura potrebbe riguardare i fatti seguenti: subito dopo l'occupazione dell'alloggio, il padre del signor Ventura aveva chiesto ai volontari del nostro ente uno sorta di "mediazione" con la famiglia occupante per ottenere lo sgombero dell'alloggio. Ovviamente questo sostegno non venne fornito in quanto, contrariamente a quanto affermava la famiglia, l'alloggio non era abitato dalla stessa, la quale, per legge, avrebbe dovuto riconsegnarlo al Comune e non mantenerne la piena disponibilità come esclusivo deposito di libri.

Da circa otto anni è in corso un procedimento giudiziario che vede contrapposte la famiglia Ventura e quella occupante. Chiaramente se la famiglia Ventura, al momento dell'occupazione senza titolo, avesse abitato realmente nell'alloggio, avrebbe ottenuto lo sgombero degli occupanti dopo pochi giorni, come avviene di norma. Ribadiamo che anche la famiglia occupante è per noi da condannare in quanto gli alloggi devono essere acquisiti con regolare assegnazione comunale e non attraverso la loro occupazione. E' altrettanto vero tuttavia che gli assegnatari, secondo la normativa vigente, per mantenere il diritto all'assegnazione devono abitare stabilmente nell'alloggio e non lo devono assolutamente utilizzare per altri scopi.

Questa vicenda rimette al centro il tema annoso del diritto all'abitazione. Involontariamente, il signor Ventura con il caso del suo alloggio fa luce sul fenomeno delle centinaia di famiglie senza abitazione e delle centinaia di abitazioni "senza famiglia". Sono anni che UnMondo Di Mondi insieme agli altri enti dell'Osservatorio su disagio abitativo si batte per un'attenzione più ampia a questo fenomeno di palese ingiustizia nei confronti delle persone in estrema difficoltà.

Pertanto, il signor Ventura inconsapevolmente ha acceso i riflettori su un fenomeno sociale rilevante, se non fosse che nelle sue parole ci sono ipotesi di accusa nei confronti della nostra associazione in quanto componente di un racket degli alloggi.

Per queste ragioni, noi come gruppo di volontari ci riteniamo indignati per le modalità confusive e inappropriate, se non addirittura lesive, con le quali sono trattati temi così importanti per i destini delle persone più deboli". E' quanto si legge in una nota.