Reggio Calabria
 

A Reggio Calabria il progetto "VeLa racconto ancora"

Nella giornata del 26 Ottobre scorso, presso la Sala Santa Barbara della Direzione Marittima Regionale per la Calabria e Basilicata tirrenica, gentilmente concessa dal D.M. C. Amm. Antonio Ranieri, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei risultati fino qui ottenuti dal progetto "VeLa racconto ancora", messo in campo per il secondo anno consecutivo dalla Sezione Reggio Calabria Sud e dall'Ufficio per i Servizi Sociali ai Minorenni con annessa Comunità Ministeriale di Reggio Calabria.

Il progetto, ancora in itinere fino a Dicembre, mira alla professionalizzazione e alla reintegrazione sociale di giovani con problemi di giustizia. Le attività messe in campo dalla Sezione Reggio Calabria Sud della LNI e dagli operatori dell'USSM, hanno spaziato da lezioni teoriche e pratiche su argomenti che spaziano dalla Meteorologia al carteggio nautico alla condotta di imbarcazioni a vela e motore, alla normativa nautica, alla manutenzione dell'imbarcazione e altro ancora, con lo scopo di infondere nei ragazzi l'interesse per lo studio in campo marinaro portandoli, un domani, a poter trovare una loro onesta collocazione lavorativa che possa anche affrancarsi dalla situazione di disagio socio_economico e familiare in cui spesso versano. Presenti alla conferenza il Direttore Marittimo C. Amm. Antonio Ranieri, la Dr.ssa Morbegno della Comunità Ministeriale, il Dr. Emanuele Mattia Garante per l'infanzia della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Dr. Valerio Berti Delegato Regionale per la Calabria della LNI, gli operatori USSM e Comunità Ministeriale. Hanno relazionato la dr.ssa Giuseppa Maria Garreffa Direttore dell'USSM di Reggio Calabria e il dr. Francesco Attisani Presidente p.t. dalla Sezione Reggio Calabria Sud. Con l'auspicio che i ragazzi coinvolti nel progetto possano trovare rotte propizie per il loro futuro, gli Attori coinvolti sono già al lavoro per mettere in campo ulteriori iniziative con alta valenza sociale volte a ridurre, se non a eliminare, le condizioni di marginalizzazione, di abbandono scolastico e di disagio sociale ancora troppo diffusi nel nostro territorio.