Reggio Calabria
 

Reggio, l’assessore Calabrò: "Così cambieranno i mercati ittico e coperto. E presto potremo anche abbassare le tasse"

calabro irene assessore 2020«Alla chiusura del Piano di riequilibrio riusciremo ad abbassare le tasse. Ormai manca poco». Così, l'assessore al Bilancio e alle Attività produttive, Irene Calabrò, in una nota stampa, ha affrontato gli obiettivi del suo settore di competenza. Diversi gli spunti offerti dalla delegata alle Finanze ed al Commercio nella giunta Falcomatà che ha ricordato gli anni appena passati e «le difficoltà di un lavoro imbastito su un bilancio fortemente provato, da risanare e ricostruire». «Soltanto grazie all'approvazione del Decreto Agosto – ha affermato - adesso siamo nelle condizioni migliori per poter programmare la città del futuro smarcata dal drastico Piano di riequilibrio».

Un Piano di riequilibrio «lacrime e sangue», ha rammentato l'assessore Calabrò aggiungendo: «Tutta la città dovrebbe rivendicare il grande risultato d'aver ottenuto il riconoscimento, anche da parte della Corte costituzionale, di un provvedimento che ha consentito, agli Enti locali italiani in fase predissesto, di poter uscire dalle secche del disavanzo attraverso un contributo, a fondo perduto, da parte del Governo. Infatti, si è fissato il criterio che il legislatore deve intervenire dove le condizioni socioeconomiche di un territorio, già provato da una povertà endemica, sono evidenti. L'operato della giunta Falcomatà, fondamentale nella concezione del Decreto Agosto, è indiscutibilmente un grande successo».
Da qui, la possibilità che, presto, si possa alleggerire la pressione tributaria per le famiglie, fino ad oggi costrette a duri sacrifici dai vincoli imposti proprio dal Piano di riequilibrio: «Ci siamo concentrati a mettere ordine ad un bilancio stressato, disordinato, che non consentiva una programmazione ordinaria. Il Decreto Agosto ci ha permesso di ripianare interamente il disavanzo e, una volta ottemperato alle richieste della Corte conti, avremo un quadro completo per chiedere la fuoriuscita dal Piano di riequilibrio in maniera tale da superare gli obblighi di legge che impongono aliquote massime sui tributi. Se, accanto a questo, ci uniamo l'opera importante di contrasto all'elusione ed all'evasione saremo in grado di abbassare le tasse in poco tempo».

L'assessore Irene Calabrò, che all'aspetto Finanziario deve associare pure l'indirizzo di un delicato comparto com'è quello delle Attività produttive, ha poi parlato di come sta cambiando l'assetto del commercio in città, partendo proprio dal riordino degli spazi mercatali: «Estenderemo, all'intera città, il modello attuato su Botteghelle, il più grande mercato cittadino. Con il confronto costante coi sindacati e con gli stessi ambulanti, siamo riusciti a chiudere un piano d'avanguardia che ha dovuto fare i conti con le restrizioni dovute all'emergenza Covid. Si è, quindi, disegnata una mappa che mette in sicurezza sia gli operatori commerciali sia gli acquirenti».

Ed il rilancio del settore passa, inevitabilmente, dal Mercato Coperto di via Filippini e del Mercato ittico della banchina di levante del Porto: «In entrambe i casi, assegneremo nuove e più moderne funzioni a strutture fondamentali per l'intero territorio». Sul Mercato Coperto, la giunta ha fissato un metodo preciso: «Con una delibera abbiamo approvato un avviso esplorativo volto a raccogliere le proposte commerciali per strutturare un successivo avviso pubblico. Vogliamo che quel luogo possa diventare punto strategico sotto il profilo culturale, di studio, di formazione e somministrazione. Accanto alla vendita tradizionale dei prodotti a "chilometro zero", ai commercianti sarà data la possibilità di poter usufruire di uno spazio aperto h24 dove preparare e far degustare prodotti freschi in maniera sicura e innovativa».

Stessa sorte toccherà al Mercato ittico che «andrà incontro ad una nuova vita perché è inserito nell'ottica di riqualificazione dell'intera area portuale». «La sottoscrizione del protocollo con Autorità di sistema portuale – ha spiegato l'assessore – ci consente di immaginare una zona fortemente sviluppata da un punto di vista turistico, culturale ed enogastronomico. In questo contesto, il Mercato ittico diventerà luogo di vendita al dettaglio o all'ingrosso del pesce, ma anche spazio dove poter degustare il pescato per rendere più attrattiva un'area da vivere tutti i giorni dell'anno. Siamo pronti a raccogliere le idee degli operatori del settore».

La parte alta del lungomare, poi, diventerà «un'area pedonalizzata dove poter allestire tavolini all'aperto», mentre grandissima attenzione viene riservata al restyling di Piazza De Nava: «Partirà presto la sua riqualificazione, senza stravolgere la piazza, e sarà dato ampio respiro al fronte del Museo. Pure in questo caso, si creeranno percorsi di mobilità lenta e sostenibile così da godere delle nostre bellezze naturali, favorendo le attività commerciali. Piazza De Nava rappresenta uno snodo principale che conduce sul Lungomare, un vero e proprio museo a cielo aperto. L'aver sperimentato, questa estate, l'idea di non far pagare la Tosap ai commercianti quale risposta alla crisi innescata dal Covid, ci ha fatto rendere conto delle potenzialità della pedonalizzazione della parte alta della Via Marina. L'esperimento verrà replicato perché è bello poter contare su un salotto allestito nel cuore della città».


Non solo il centro, ma anche le periferie beneficeranno delle possibilità offerte da vecchi e nuovi finanziamenti: «Abbiamo dovuto recuperare risorse importanti per progettare e, ora, stiamo arrivando alla fase esecutiva. Il programma sta prendendo forma e, grazie ai fondi intercettati, siamo riusciti a riqualificare numerose piazze nelle diverse circoscrizioni. I risultati più importanti si sono registrati nella zona sud, ma sfruttando le opportunità che arriveranno da altre linee di finanziamento, saremo in grado di intervenire massicciamente anche nella parte nord della città. Di recente, si sta progettando un importantissimo intervento per ridisegnare il litorale che da Catona passa per Gallico fino a diventare un unicum con Archi e Pentimele. Questo, ovviamente, non basta e sarà fondamentale continuare a dialogare con i cittadini e con le categorie sindacali e camerali per raccogliere appieno i frutti dei bandi regionali e nazionali».