Reggio Calabria
 

Reggio, approvato il bilancio della "ripartenza". Calabrò: “Chiuso disavanzo, chiederemo alla Corte dei Conti l’uscita anticipata dal piano di riequilibrio”

calabro irene assessore 2020 ppdi Walter Alberio - Un bilancio "di riequilibro e di ripartenza". Così l'assessore alle Finanze Irene Calabrò ha definito il documento contabile licenziato dall'assise cittadina nella seduta di ieri. Il Consiglio comunale di Reggio Calabria ha approvato a maggioranza il progetto di ripiano del disavanzo rilevato al 31.12.2019 e il Bilancio di previsione 2020/2022, con 17 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuto.

"E' un atto straordinario sia nella forma che nella sostanza", ha dichiarato l'assessore al Bilancio, a margine della riunione a Palazzo San Giorgio. "Il contributo a fondo perduto del Dl Agosto – ha spiegato l'assessore alle Finanze - è stato utilizzato per ripianare voci di natura straordinaria all'interno del bilancio, primo fra tutti il ripiano totale del disavanzo, che è stato ridotto anno per anno, a partire da 110 milioni fino ad arrivare ad un residuo di 46 milioni nel 2019; oggi quindi chiudiamo il disavanzo dal piano di riequilibrio decennale".

Prossimo step, "chiedere l'uscita anticipata dal piano di riequilibrio alla Corte dei Conti, la cui scadenza naturale è al 2022". L'autorizzazione "determinerà – ha aggiunto Calabrò - la caduta di tutti i vincoli legati al piano e, di conseguenza, la possibilità di intervenire sulla tariffazione e di accendere i mutui".

Con la chiusura del piano di riequilibrio, una volta autorizzato dai giudici contabili, l'amministrazione comunale "lavorerà a prevedere sia a una rimodulazione delle tariffe sia all'affiancamento di misure di agevolazione come il baratto amministrativo" per chi non è in grado di adempiere al pagamento delle tasse: "Quando la Corte dei Conti autorizzerà l'uscita anticipata dal piano – ha spiegato Calabrò - avremo maggiori possibilità e flessibilità nell'adottare determinati atti, compresa la programmazione di una tariffazione socialmente equa, con l'introduzione di misure perequative, laddove il contribuente non può ottemperare finanziariamente, come il baratto amministrativo".

Il dibattito. Subito schermaglie in Aula tra il centrodestra e la maggioranza. In apertura, i consiglieri di opposizione hanno esposto infatti alcuni cartelli contro l'amministrazione del Falcomatà-bis sulle "promesse non mantenute". Sul merito degli argomenti trattati in Consiglio, deciso è stato l'approccio del capo dell'opposizione, Antonino Minicuci, il quale ha criticato la "prova muscolare – ha detto - della maggioranza", annunciando l'impugnazione della delibera sul bilancio: "Farò ricorso perché non mi sono state date tutte le carte e chiedo che la delibera venga mandata alla Corte dei Conti perché per noi sono stati violati alcuni principi contabili". In Aula si è riacceso anche lo scontro sul Decreto Agosto, il provvedimento governativo che ha portato nella casse del Comune 140 milioni di euro a fondo perduto, spalmati in tre anni. Minicuci ha respinto l'accusa di un centrodestra pronto a ostacolare la riuscita dell'operazione, osservando che "fu il viceministro Castelli dei cinquestelle" a frenare sul possibile arrivo delle risorse. "Noi avremmo voluto che la somma attribuita a Reggio Calabria fosse maggiore. Il senatore Siclari aveva anche proposto un aumento della dotazione a 400 milioni di euro, ma non è stata accettata dalla maggioranza che sostiene il governo giallorosso".

In chiusura, replicando all'intervento del sindaco Giuseppe Falcomatà, il leader dell'opposizione ha alzato i toni dello scontro, ponendo l'accento sul caso Miramare e sull'inchiesta della Procura relativa a presunte irregolarità alle elezioni comunali reggine: "Il sindaco ha detto 'i conti si fanno alla fine'. I conti si faranno alla fine anche sul Miramare e sul furto della democrazia, che - ha aggiunto Minicuci - io ritengo ci sia stato alle ultime votazioni, ma questo lo vedrà la magistratura. Continuate a fare i prepotenti finché avrete i numeri, poi vedremo...".

Il consigliere comunale del Partito Democratico, Giuseppe Marino, ha parlato invece di "bilancio storico", nato dopo "una risalita lunga 8 anni con tre rimodulazioni complesse del piano di riequilibrio". Un documento, secondo l'ex assessore, che non solo "mette fine alla parola dissesto", ma che "fra le righe dei conti" contiene "una serie di visioni e di azioni". In particolare, Marino ha indicato tra le voci significative quelle dedicate al Piano Strutturale Comunale, al welfare e alla manutenzione urbana: "Sostituiremo 28mila punti luce del sistema di illuminazione cittadina che era fermo a trent'anni fa, con un risparmio di costi nelle casse del Comune. Ammoderneremo le reti idriche, perché le 330 perdite idriche attuali sono una ferità sulla qualità della vita". Il consigliere dem ha infine assicurato che con le risorse previste in bilancio si procederà a nuove assunzioni per il corpo di Polizia municipale e all'implementazione del sistema di videosorveglianza con la creazione di "una nuova centrale operativa".

Il consigliere di minoranza de "La Strada", Saverio Pazzano ha incentrato la sua dichiarazione di voto (astensione) sulla partecipazione e sulla trasparenza degli atti amministrativi: "Si tratta di un bilancio previsionale straordinario. Oggettivamente non ci sono stati i tempi per un approfondimento tecnico e politico. I temi della campagna elettorale sono ancora tutti sul tavolo", ha affermato. "Occorre che per i bilanci previsionali vengano attivati tutti gli istituti partecipativi previsti dallo statuto comunale", perché "si sta perdendo il collante tra la città e il consiglio comunale". Occorre, secondo il già candidato sindaco, "costruire un vero piano di bilancio partecipato", nonché una operazione di trasparenza sul debito, attraverso un audit pubblico, definito dallo stesso Pazzano "un atto dovuto alla città". Medesimo metodo è stato chiesto per le opere pubbliche con la pubblicazione di un cronoprogramma dettagliato.

Il consigliere di opposizione della sinistra civica ha fatto alcune osservazioni anche sul contenuto del bilancio, rilevando che "è incongruo rispetto alle linee programmatiche del sindaco" sui temi del welfare, della cultura e dell'ambiente. "Nel 2021 e nel 2022 vi sono sensibili riduzioni per questi settori. Occorre investire soprattutto in questi ambiti, l'emergenza lo dice chiaramente".

Filomena Iatì, nel corso del dibattito, ha stigmatizzato il "mancato inserimento di risorse specifiche nel bilancio per la manutenzione degli impianti sportivi" e ha chiesto un intervento, inoltre, "per incentivare le nascite dando un contributo alle famiglie", alla luce del dato demografico in cui si attesta che nella città di Reggio Calabria, per quest'anno, il numero dei nati è stato inferiore al numero dei decessi. Tra le proposte della consigliera comunale di minoranza, subentrata ad Angela Marcianò, anche il "blocco della Tari fino al 30 giugno 2021".

Falcomatà tuona contro gli ex: "Avete fatto male i conti". "Questo bilancio è stato il più duro e sofferto di questi ultimi 6 anni", ha esordito il sindaco. "Questo di fatto è un bilancio consuntivo, ma ci sono alcune cose che non possono passare inosservate: questo bilancio di previsione oltre a mettere in sicurezza l'ente, ci consente di cancellare un altro pezzettino di precariato lavorativo, mi riferisco alla stabilizzazione dei 110 Lsu-Lpu e alla stabilizzazione di 38 lavoratori ex Sial".
"Questo bilancio afferma la veridicità e la trasparenza del modo di gestire la cosa pubblica e fa chiarezza sui conti del Comune. Non dobbiamo dimenticarci le mistificazioni e le alterazioni violente della realtà rispetto al Decreto Agosto. Trasformisti scenici – ha tuonato il primo cittadino - hanno detto che era una bugia. I sindaci calabresi hanno superato il silenzio politico e fattivo di tutte le altre istituzioni. Lo hanno fatto mettendo da parte le appartenenze di partito, trovando unità nel diritto alla salute dei cittadini. Abbiamo assistito alla presenza molto fotografata di esponenti parlamentari, leader nazionali o presunti, ma dov'erano fino all'altro giorno? In quella piazza c'erano gli stessi parlamentari e gli stessi leader nazionali che in sede di conversione del Decreto Agosto non hanno sostenuto la proposta venuta da Reggio Calabria, ma hanno addirittura remato contro la città. Hanno provato ad affondarci".

Dopo aver attaccato la compagine del centrodestra nazionale, Falcomatà si è rivolto agli ex componenti della maggioranza, oggi tra i banchi dell'opposizione: "C'è chi negli ultimi anni ha votato 5 dei 6 bilanci. Vi consiglio di indagare su voi stessi. C'è chi cambia idea per opportunismo e da consumato giocatore d'azzardo aveva scommesso sul fallimento del Comune e sul fallimento di una intera classe politica. Chi ha fatto il salto della quaglia – ha concluso il sindaco - pensava di rimanere a galla, ma chi spera nel fallimento del Comune spera nel fallimento di una città".

La seduta si è chiusa con l'approvazione della mozione avanzata da Pazzano sul ricalcolo delle tariffe Sorical (leggi qui).