Giunta Falcomatà in bilico: il Pd vuole l’azzeramento e i 'degaetiani' chiedono spazio

ReggioCalabria-PalazzoSanGiorgio-Sono ore caldissime per il futuro politico e amministrativo di Reggio Calabria. La gestione in solitaria della reggenza a Palazzo San Giorgio da parte del sindaco sospeso, Giuseppe Falcomatà, con la nomina last minute del renziano Paolo Brunetti a vicesindaco, hanno fatto calare il gelo nella maggioranza di centrosinistra. A ritenersi danneggiato dalle mosse del primo cittadino è proprio il partito di cui fa parte Falcomatà, ovvero il Pd, primo 'azionista' della coalizione e attualmente con il solo dem Rocco Albanese in Giunta.

I vertici locali del Partito democratico avrebbero quindi chiesto l'azzeramento dell'esecutivo cittadino e una nuova Giunta che veda i dem protagonisti anche sul piano delle deleghe. In quel caso, si andrebbe a pescare tra i banchi dell'Aula, in cui siedono Angela Martino, Giuseppe Sera, Lucia Anita Nucera (già assessore nella seconda parte del primo tempo) e Nancy Iachino. A questi si aggiungerà Teresa Pensabene, in sostituzione del consigliere comunale Giuseppe Marino, sospeso dopo la condanna sul caso "Miramare". Ma non è escluso il ricorso a risorse 'esterne' in orbita Pd.

Chiedono spazio anche i "Democratici e Progressisti metropolitani", che fanno riferimento all'ex assessore regionale Nino De Gaetano. Non a caso, il gruppo è nato un mese prima la sentenza "Miramare". Ne fanno parte, oltre all'ex consigliere regionale Antonio Billari, i consiglieri comunali Mario Cardia e Marcantonino Malara (provenienti da 'Sintesi'), Filippo Burrone e Giuseppe Nocera.

L'alternativa al "compromesso" azzeramento o "rimescolamento" dell'esecutivo cittadino sarebbe, sostanzialmente, il ritorno al voto. In una nota, il Partito democratico, dopo il vertice di sabato con Francesco Boccia e Stefano Graziano, aveva infatti lasciato spazio a ogni ipotesi: "(...) decideremo insieme il futuro dell'amministrazione e come andare avanti" (leggi qui). Quella del ritorno alle urne sarebbe percorribile con le dimissioni di massa di oltre la metà dei membri del Consiglio comunale o con l'approvazione della mozione di sfiducia protocollata da Saverio Pazzano de 'La Strada' (leggi qui) e che comunque dovrà essere suffragata da due quinti del Consiglio comunale per approdare in Aula.

L'opposizione, eccetto quella che si colloca alla sinistra di Falcomatà, tuttavia continua a temporeggiare. Dopo la nota a caldo del già candidato sindaco Antonino Minicuci, il quale ha chiesto alla maggioranza di fare un passo indietro, non si sono registrati altri interventi da parte del centrodestra. Analoga la posizione del consigliere comunale Filomena Iatì, espressione di "Movimento e Identità", guidato da Angela Marcianò.

Una posizione, forse, "strategica", in attesa di capire quali siano effettivamente i numeri della crisi a Palazzo San Giorgio.