Paolo Romeo “difende” Giuseppe Scopelliti: “Fece sognare Reggio Calabria. Offensivo considerarlo un fantoccio nelle mani della ‘ndrangheta”

scopellitigiuseppe500di Claudio Cordova - "La candidatura di Scopelliti decisa da me? Falso! E' stata decisa a Roma". L'avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo, principale imputato del processo "Gotha" nega con forza una delle accuse principali che gli vengono mosse: quella, cioè, di aver condizionato la vita politica di Reggio Calabria (e non solo) negli ultimi 20 anni, attraverso il piazzamento di uomini chiave nelle Istituzioni (i coimputati Alberto Sarra e Antonio Caridi) e attraverso la "regia" sulla carriera politica di Giuseppe Scopelliti, che diverrà prima per due volte sindaco di Reggio Calabria e poi presidente della Giunta Regionale, fino alla valanga del "Caso Fallara".

In generale, Romeo ha negato di avere avuto un ruolo nella prima elezione di Scopelliti, nel 2002, e nelle Europee del 2004, che vedranno l'insperata elezione di Umberto Pirilli, uomo politico vicino a Romeo: "In quel periodo ero detenuto" ricorda. Ma Romeo ha negato anche di aver avuto un ruolo nella seconda elezione di Scopelliti, quella plebiscitaria del 2007: "Ero appena uscito dalle patrie galere ed ero una persona diversa, volevo solo coltivare l'orto e andare a pesca".

Una passione, quella per il mare, che tuttavia con il Circolo Posidonia gli costerà l'arresto e la nuova imputazione nel processo che ormai volge al termine.

Nel corso delle proprie lunghissime dichiarazioni spontanee, Romeo ha richiamato all'attenzione del Tribunale presieduto da Silvia Capone le intercettazioni nel suo studio professionale, poi confluite nel cosiddetto "Caso Reggio", in cui l'ex deputato del PSDI non esprimeva giudizi positivi sulle capacità di Scopelliti: "Non ho mai avuto interlocuzioni con lui".

Ma in aula e un'altra storia e Romeo finisce per tessere in qualche modo le lodi dell'ex sindaco.

"E' innegabile che Scopelliti avesse una visione di sviluppo della città che nessun altro ha avuto. Fece sognare Reggio Calabria" scandisce Romeo in aula. Il principale imputato del processo "Gotha" difende quindi colui che è stato una sorta di "imputato" assente, dato che diversi sono stati i riferimenti a Scopelliti nel corso del dibattimento, senza che questi fosse coinvolto formalmente nel processo: "Non si può dire che sia stato un fantoccio nelle mani della criminalità organizzata". Romeo si scaglia soprattutto contro i collaboratori di giustizia: "Scopelliti aveva una capacità di mietere consensi nella cittadinanza, non era solo 'ndrangheta come si vuole far credere e questo tentativo è offensivo non solo per Scopelliti, ma per l'intera città". Per Romeo, Scopelliti "ha fatto molto per Reggio Calabria, ha speso molto e forse male, ma ha pagato per tutti". Sì, perché, a detta dell'ex parlamentare, diversi soggetti vicini all'allora sindaco avrebbero goduto dei privilegi, senza tutelarlo: "Ha avuto collaboratori che hanno sancito la sua rovina".