L'ultimo saluto alla presidente Santelli, l'arcivescovo di Cosenza: "Donna preparata e determinata, ha acceso la speranza"

funerali santelli 7"Quello che viviamo oggi è un momento di dolore e di sconforto per la perdita prematura ed inaspettata di una persona cara e giovane, quale era Jole Santelli, presidente della Regione Calabria". Sono le parole pronunciate dall'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Monsignor Francesco Nolè, durante la celebrazione per le esequie di Jole Santelli nella chiesa di S. Nicola a Cosenza. "Partecipando a questa celebrazione esequiale, a noi credenti, non rimangono che due atteggiamenti capaci di donarci conforto ed infondere speranza: l'ascolto della Parola di Dio, viva ed efficace, e il ringraziamento per il bene compiuto in vita da questa persona amata, che diventa il suo testamento morale e spirituale. So che Jole e la sua famiglia hanno profonde radici cristiane e avvertono uno spiccato senso di appartenenza alla comunità civile ed ecclesiale di origine; mi permetto perciò di indicare, proprio in questo momento di dolore inconsolabile, nella Parola di Dio, quel disegno di salvezza e quella certezza della speranza nella risurrezione, che vanno oltre gli umani orizzonti, per proiettarsi nell'eternità beata del Paradiso". Subito dopo Monsignor Nolè ha aggiunto: "La prima lettura, presa dal libro dell'Apocalisse, ci indica 'cieli nuovi e terra nuova' che Cristo Gesù è venuto ad annunciare ed a realizzare con la sua incarnazione, morte e risurrezione. E un programma, una promessa, della cui verità, già su questa terra, attraverso il cammino della fede, possiamo respirarne il profumo. In questi cieli e terra nuova non vi saranno più morte, lutto, lamenti, affanni, perché superati dalla gioia di sentirsi 'risorti con Cristo', e perché Egli stesso asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi".

Jole, ha aggiunto l'arcivescovo, "è stata una donna intelligente, preparata e determinata, capace di comprendere e svolgere il suo ruolo e di viverlo al meglio per il bene comune. E stata una donna che ha vissuto la sua fede senza ostentarla, e neppure nasconderla, come ha saputo dimostrare in quell'apprezzato intervento a conclusione della Celebrazione Eucaristica del 4 maggio scorso, nella Festa di S. Francesco al Santuario di Paola, in cui ha dato voce, nel pieno della pandemia, alla devozione e alla fiducia di tutti calabresi per il loro santo Patrono. E' stata una donna che ha amato la sua terra, la sua città e la sua comunità ecclesiale di appartenenza. E' stata una testimone del dialogo e della pace, perché ha amato tutti con il suo cuore di donna, capace di accogliere e di comprendere, di farsi prossima ai bisogni della sua gente e di abbracciare e sostenere chi si trovava in difficoltà. E' stata una donna 'concreta' come lei stessa ha affermato parlando del 'genio femminile'; così è concreto oggi anche il nostro dolore e la nostra tristezza per la sua incolmabile perdita. Con la sua elezione si era accesa una fiammella di speranza, tinta di 'rosa', nel cielo nuvoloso della nostra Calabria; una luce che fin da subito ha voluto colmare le attese di un popolo in cerca di verità, bisognoso di giustizia e desideroso di esprimere in pienezza le sue capacità civili, culturali e morali".

Poi l'Arcivescovo ha aggiunto: "Ma non disperiamo! Il Signore ci ama, ci custodisce, guarda a questa terra benedetta ed ai suoi rappresentati. Conosce la nostra vita e la nostra storia, le nostre fatiche e i nostri dolori. Come ci ricorda il libro dei salmi: 'Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto sul tuo libro; i miei giorni erano fissati quando ancora non ne esisteva uno'. Il Signore ha ispirato e guidato Jole nella sua vita e nei suoi progetti: perciò da Lui oggi riceviamo la certezza che ogni nostra lacrima è preziosa perché custodita nell'otre di Dio, in cui Egli raccoglie le sofferenze disseminate nel mondo intero per dare vita e speranza anche agli ultimi della terra! Allora, carissimi fratelli, la cara Jole chi è stata per noi? Certamente una di noi, con i difetti e le debolezze che ognuno porta con sé. Lei infatti ripeteva spesso: 'Non siamo immuni da errori, ma è importante che qualsiasi scelta sia fatta in buona fede e pensando sempre di fare del bene alla Calabria e ai calabresi'. Ma era anche una tenace credente, pellegrina della verità e della giustizia sociale, testimone della dignità della persona, promotrice della pacifica e fraterna convivenza civile". Questo, ha concluso il Monsignore, "ci basta per conservare di lei un ricordo grato e riconoscente e proporla come punto di riferimento alle nuove generazioni. 'Siate audaci ed intelligenti', aveva scritto nella lettera aperta ai giovani. Cara Jole, prega per noi, per i tuoi familiari e amici, per la tua terra, ora che sei davanti alla Verità e alla misericordia di Dio, sorretta dalla materna benevolenza di Maria e dalla protezione di S. Francesco di Paola, dei quali eri profondamente devota; saranno essi a consegnarti all'amore bello e gioioso del Padre, che tutto rinnova e tutto vivifica. Amen".