L'immortalità del dolore in balli e sorrisi celati dall'azione e dall'intraprendenza di donna

unnamed 6di Fulvio D'Ascola* - Siamo come birilli che cadono nello shooting del bowling. Siamo appesi e confusi tra centinaia di notizie, tra migliaia di orologi, tra fiumi d'inchiostro di (dis)informazioni, siamo catturati dagli sguardi di immagini e foto colorate. Il silenzio ci assale, quando ci accorgiamo che tutto quello che appare non è.

I capelli corvini scendono lungo il volto, gli occhi neri e la fisicità testimoniano una forte connotazione di personalità. Gli anni passano, l'agone politico e battagliero a volte supera le righe dell'establishment, il forte accento connota l'appartenenza territoriale. Lei è, non è artefatta, puoi amarla od odiarla, non è una persona che ispira mezze misure sentimentali. La scena della politica nazionale è lo scenario del gesticolare e parlare dai banchi del Parlamento, facendo sentire la sua voce su problematiche nazionali. Il destino è una roulette, con una pallina impazzita che cattura una casella della vita. Un numero nero è un segno del destino, travestito da malattia da vincere in una lotta a volte impari. Lei è troppo orgogliosa per nascondersi dietro le tende, l'avanguardia le appartiene nelle scene della politica nazionale da oltre ventisei anni. La sua Calabria, frastagliata e svenduta dal clientelismo e dalle connivenze, vittima di assistenzialismo e di furbetti in doppiopetto, la sceglie come attrice principale di un ipotetico ed improbabile riscatto.

Nulla è come prima, il nemico silente ti scava dentro, ma bisogna sorridere e cogliere gli attimi, bisogna ascoltare la gente, bisogna gestire le emergenze della pandemia che attanaglia il mondo. L'ultimo ballo è un piccolo girotondo etnico, con i compagni di viaggio di partito, con le ultime parole in piazza che sono l'ultima scudisciata al politicamente corretto. Una mattina di ottobre tutto diventa silente e la notizia del non risveglio scuote la gente. I lunghi capelli neri, gli occhi da gitana rimangono impressi nelle immagini in tv. Adesso gli occhi sono chiusi ed un sottile sorriso inarca le labbra rubando il tempo.

Il tempo del silenzio di ognuno di noi, che scopre di vivere sapendo che Jole è andata via. La grinta e la combattività per la sua terra, sconfigge le divisioni della politica e regala il senso di donna che vince il dolore e la malattia, ma poi si addormenta nel tempo immemore, lasciando alla gente gli occhi abbagliati come un flash di vecchie macchine fotografiche Polaroid. Qualcuno apre le pagine di un libro: "Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera". Tutto si trasforma nell' immortalità del dolore in balli e sorrisi celati dall'azione e dall'intraprendenza di donna.

*Sociologo