Il Governo salva Reggio Calabria, Falcomatà esulta: “Cancellato debito ingiusto”

falcomata calabro 13 agostodi Walter Alberio – "Il Governo nazionale ha salvato Reggio Calabria, mantenendo un impegno preso con la città". Così il sindaco Giuseppe Falcomatà, in conferenza stampa a Palazzo San Giorgio con l'assessore comunale alle Finanze, Irene Calabrò, per illustrare le misure del decreto Agosto varato dal Governo Conte, che di fatto "libera la città dal macigno del passato".

Un decreto che "porta idealmente il nome del Comune di Reggio Calabria", hanno tenuto a sottolineare Falcomatà e Calabrò, in quanto ottempera all'ultima pronuncia della Corte Costituzionale che, bocciando i piani di rientro ultradecennali che violano il patto generazionale, ha "indicato una strada precisa": ai Comuni in predissesto più in difficoltà "vanno dati soldi, non tempo".

Con il provvedimento governativo, l'ente reggino potrà accedere per circa il 70% a un contributo statale a fondo perduto di 200 milioni di euro in tre anni: 100 mln nel 2020, 50 nel 2021 e ulteriori 50 nel 2022. Con questa misura "si chiude la partita del piano di riequilibrio del Comune di Reggio Calabria, spazzando via lo spettro del dissesto".

Nuova liquidità per pagare i creditori del Comune. La città avrà possibilità di attingere ad un fondo di rotazione, implementato di ulteriori 200 milioni di euro e senza vincoli di destinazione, da restituire in 30 anni a tasso zero. Altra liquidità potrà arrivare dal fondo di 45 milioni di euro della "Salva Comuni", da ripartire tra gli enti in predissesto. In più, vengono sospesi gli effetti delle deliberazioni della Corte dei Conti e le procedure esecutive – dai decreti ingiuntivi ai pignoramenti – per non ostacolare l'attività di tesoreria e consentire all'ente di effettuare una ricognizione dei crediti vantati nei confronti del Comune.

Si chiude anche la vicenda ventennale del debito idropotabile maturato tra il 1981 e il 2004: in caso di rateizzazione dei debiti pregressi non si dovrà iscrivere a bilancio l'intero importo, ma solo la quota maturata anno per anno.

Inoltre, per i Comuni in regime di predissesto, interessati dall'ultima pronuncia della Consulta, la scadenza per l'approvazione dei bilanci di previsione 2020-2022 è rinviata al 31 ottobre. 

Debito e dissesto. Due parole che "hanno accompagnato la vita politica e amministrativa di questa città, dal momento in cui – ha detto Falcomatà - ci siamo insediati". Di fronte a questa situazione, "avevamo due possibilità: dichiarare il dissesto, facendo fallire la città nel suo comparto produttivo e professionale; oppure agire come il buon padre di famiglia. Abbiamo scelto – ha aggiunto l'inquilino di Palazzo San Giorgio – di avere un approccio squisitamente amministrativo. Una dichiarazione di dissesto sarebbe sì ricaduta su chi il dissesto lo aveva creato con gestioni allegre dei bilanci, ma non avrebbe portato nessun beneficio alla città, pur consapevoli che si trattasse di un debito ingiusto per una intera generazione e per tutti i cittadini che pagano tasse altissime a fronte di servizi non commisurati.

"Come ci ha detto il ragioniere generale dello Stato, una dichiarazione di dissesto ci avrebbe portato a ridichiarare il dissesto fra 2 o 3 anni. Considerando gli indici di povertà, la città non si sarebbe potuta riprendere senza un intervento terzo. Oggi Reggio Calabria fa scuola per avviare una seria riforma degli enti locali".

Per l'assessore Calabrò, si chiude una pagina "brutta e pesante" per la città di Reggio Calabria: "In passato, i bilanci non sono stati mai pubblici e non sono stati mai approvati nei termini, né – ha continuato l'assessore – c'è stata chiarezza nelle poste di bilancio. Sui 400 milioni di euro di debito risultati nel bilancio consuntivo si è fatta un po' di confusione: la posta di anticipazione di liquidità, ovvero i prestiti chiesti dai commissari, in base ad una modifica legislativa devono essere accantonati. Si tratta di 190 milioni di euro che diventeranno una posta attiva con il bilancio di previsione".

Nel suo intervento, l'assessore Calabrò ha posto ancora l'accento sulla gestione delle finanze pubbliche ai tempi del 'Modello Reggio': "Ci hanno chiesto di fare una operazione verità sui conti del Comune. Noi la verità l'abbiamo scoperta giorno per giorno, aprendo i fascicoli. Per questo, non esiste una verità certa per il Comune di Reggio Calabria. Abbiamo ricostituito delle poste vincolate per un importo pari a 60 milioni: ciò vuol dire – ha evidenziato Calabrò - che in passato i soldi che servivano per determinati servizi sono stati distratti per fare altro".

Il Governo tira fuori dall'orlo del baratro Reggio Calabria. Toccherà al Comune - usando le parole utilizzare dallo stesso Falcomatà - riuscire a "programmare senza ingessature".