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Kobe Bryant portato sul palco del “Cilea” da Federico Buffa. Svelando perché andò via dalla Viola

di Paolo Ficara – Chi assiste ad uno show di Federico Buffa su Sky Sport e ha un minimo di infarinatura sulle produzioni televisive, può pensare che la registrazione si basi su tagli, pause e via dicendo. Ammirato dal vivo al teatro Cilea di Reggio Calabria, dove ha portato in scena il suo spettacolo narrativo “Otto Infinito”, l’artista leva ogni dubbio.

Due ore di fila senza alcun tipo di interruzione, a far immergere l’intero pubblico all’interno della figura di Kobe Bryant. Dentro la sua vita, dentro ogni suo gesto tecnico, dentro ogni sua debolezza. Buffa porta in scena la storia di un cestista magnifico. Ma anche di un uomo irascibile, di un marito tutt’altro che perfetto, e di un compagno di squadra che fa poco spogliatoio.

Particolarmente apprezzati i passaggi sul Kobe bambino, transitato per un solo anno da Reggio Calabria. Presente in sala anche Rocco Romeo, suo primo allenatore ai tempi della scuola basket con la Viola, salutato da Buffa. Un solo anno poiché il padre Joe Bryant non passava la palla a Kim Hughes, in una squadra che all’epoca si salvò in Serie A2.

Dopodiché si passa dall’insegnante di educazione fisica a Reggio Emilia, che consiglia a Kobe Bryant di lasciare stare il basket per dedicarsi all’atletica. Fino agli anelli conquistati con la franchigia dei Los Angeles Lakers in NBA. Ma è soprattutto un racconto del rapporto conflittuale con il coach Phil Jackson, oltre che dall’accesa rivalità con il compagno Shaquille O’Neal.

Tuttavia Buffa “redime” Bryant nel finale, dopo aver narrato gli spaccati della sua ancor più tormentata vita familiare, sottolineando la sua vicinanza umana all’ex compagno Lamar Odom. Nella notte in cui, nel vortice della tossicodipendenza, ebbe ben 12 infarti consecutivi. Ancora in vita, Odom ha recentemente raccontato un vivido sogno in cui Kobe Bryant gli confida che l’aldilà non è come ce lo immaginiamo.

Per la città di Reggio Calabria, la serata è stata l’occasione per riaffermare la tradizione cestistica. Tra il vasto pubblico presente nonostante l’acquazzone che ha preceduto l’inizio dello spettacolo, anche Giulio Cadeo e Vincenzo Lovino, rispettivamente allenatore capo ed assistente della Redel Viola.

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