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Reggina, Fabio Caserta a Tris TV: “Avrei sostituito Inzaghi, era quasi fatta. E con Foti…”

Prima da calciatore e poi da allenatore. In entrambe le vesti, Fabio Caserta è stato a pochi passi dal coronare il proprio sogno: firmare con la Reggina. Lui, originario di Melito Porto Salvo, con l’amaranto nel cuore fin da bambino. Lo ha rivelato nel corso di un’intervista rilasciata a Tris TV, dopo aver iniziato ad esprimersi sul prossimo match clou in Serie D tra Igea Virtus e Reggina.

L’ex allenatore del Bari è stato lanciato, come calciatore, proprio dall’Igea Virtus: “Ho bei ricordi ovunque. All’Igea Virtus ho fatto quattro anni intensi, prima di andare al Catania. Il presidente Bonina faceva sempre squadre forti, a prescindere dalla categoria – ricorda Caserta a Tris TV – Sono partiti per salvarsi, fino a poco fa erano primi in classifica. Non importa che campionato volessero fare. Ci crederanno fino alla fine”.

Il conduttore Paolo Ficara inizia a stuzzicare Caserta sul prossimo confronto tra Igea e Reggina: “Il campionato in D è molto equilibrato. Sono stato a Reggio per vedere Reggina-Messina. Le partite non sono facili, quest’anno. Perché la Reggina non è mai stata in vetta? All’inizio, qualche problematica. Parlo dei risultati. Quando non arrivano, bisogna andare a trovare il problema. Dopo ha fatto un buon recupero, steccando a Lamezia. Faranno di tutto per vincere il campionato”.

Mister Caserta risponde sulle difficoltà nel gestire uno spogliatoio con parecchia gente molto esperta: “Non dipende tanto dall’allenatore, ma dai ragazzi. Se si mettono a disposizione, diventa tutto più facile. Conosco Barillà e gli altri, so che sono ragazzi per bene e si allenano al massimo. Normale che l’età incide per tutti. Barillà non può avere la stessa gamba di quando aveva 28 anni. Ad una certa età, puoi pensare che la tua idea sia più giusta di quella dell’allenatore. Ma non credo ci sia stato questo problema a Reggio”.

All’ex tecnico di Catanzaro e Cosenza viene chiesto di indicare un pregio ed un difetto della società alla guida della Reggina: “Chi opera, sbaglia. Soprattutto in questa categoria con poco ritorno economico, al di là dei 7.000 paganti che può ottenere la Reggina, non è facile trovare chi mette i soldi. E non è facile vincere. Chi vedo favorito nello scontro diretto? Ha meno pressione l’Igea Virtus rispetto alla Reggina. Per gli obiettivi di inizio campionato. L’Igea Virtus sarà più spensierata, ma ci credono. La Reggina è obbligata a vincere”.

Poi il discorso si sposta sul recente passato. Ad inizio febbraio intervenendo a Tris TV, il direttore Gabriele Martino aveva confessato come Fabio Caserta fosse stato vicino alla panchina della Reggina, con Felice Saladini proprietario. Il diretto interessato conferma ed amplia: “Era quasi fatta. Poi sappiamo tutti come è finita. Era l’anno dopo Inzaghi, nell’estate culminata con la mancata iscrizione. La Reggina aveva perso i playoff, Inzaghi sarebbe andato via. Qual era il progetto? Si dovevano risolvere altre pratiche. Se poi si è fatto vivo qualcuno? No, avevano altri problemi da risolvere”.

Anche da calciatore, Fabio Caserta è stato molto vicino alla Reggina: “Spesso, quando vengo a Reggio, vado a trovare il presidente Lillo Foti. E gli dico che è colpa sua, se non ho coronato il mio sogno. Però abbiamo un buon rapporto. Ho sempre avuto il desiderio di vestire quella maglia. Quando è avvenuto il contatto? Ero alla Juve Stabia, in scadenza di contratto. Andai a parlare col presidente Foti, c’era il salary cap in Serie B. Gli dissi che avrei firmato in bianco. C’era Colucci a centrocampo, alla fine non si è fatto niente. Ma ricordo l’incontro col presidente Foti, gli dissi di mettere lui la cifra. Poi sono rimasto a Castellammare, finendo lì la carriera”.

La chiosa di Caserta è da brividi: “Sono stato all’Igea Virtus, ma il mio cuore tifa Reggina. Anzi, in qualche squadra dove sono stato, mi hanno un po’ bacchettato per questo. Sin da piccolo, vedevo solo i colori della Reggina. Anche andando a giocare in piazze rivali, non nego mai la fede per la mia città. Anche se mi arrivano insulti. Mi auguro di vederla nel calcio che conta, e non parlo solo di Serie C. Un passo alla volta. Spero che quest’anno raggiunga l’obiettivo – dichiara Caserta a cuore aperto a Tris TV – Quando vado allo stadio, anche da spettatore, divento bambino. Vedo la curva, mi immedesimo in quella panchina. Le categorie sono importanti, ma non valgono quando ci sono i sentimenti”.

 

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