Fronte del Palco
 

Carmelo Giordano, attore, padre e nonno racconta la crisi del teatro

giordano carmelo attoredi Francesca Gabriele - "Sto lavorando, con continuità devo dire, per cinema e televisione ed è una fortuna ma anche una grande soddisfazione visto che riesco a "convincere" con la mia professionalità e, tornando alla prima suggestione, con il mio aspetto, casting director e registi su tutto il territorio nazionale" ci racconta l'attore cosentino, Carmelo Giordano, con il quale abbiamo parlato del suo lavoro, delle difficoltà dovute al fermo per la pandemia e della sua vita privata. "Innamorato follemente, di Alba, tre anni di uragano. Per il resto rimango curioso e aggiornato, mi sono anche laureato, nel 2010, Dams, all'Unical, perché mi mancavano alcuni strumenti teorici per le informazioni che volevo e inerenti a quello che volevo fare. Teatro, cinema e televisione contribuiscono a mantenermi attivo e vigile nonostante la mia età".

Dovessi incontrarla senza conoscere nulla di lei direi 'quest'uomo è un attore'. Immagino non sia la sola a pensarlo...
Penso che sia una delle componenti, parlo del mio aspetto fisico e della "resa scenica" che, insieme allo studio continuo, mi permette di lavorare come attore.

Quando nasce questa passione?
Da giovane, a Firenze all'epoca dell'università, ho avuto la fortuna di condividere un percorso con Giancarlo Cauteruccio, che peraltro conoscevo già da Cosenza; abbiamo avuto modo di parlare spesso dell'essenza del Teatro, di quello che questa forma d'arte poteva darci e, attraverso noi e le contaminazioni delle nostre esperienze, dare agli altri. Le nostre vite si sono divise. Lui ha iniziato a lavorare sui laser e sulle luci e, da lì a poco, sarebbe nata Kripton e tutta la fortunata vita teatrale di Giancarlo, io ho fatto la bottega e ho cercato a lungo una mia dimensione.

Non è neanche facile l'interpretazione teatrale. Quanto lavoro c'è dietro?
Tanto lavoro; a partire dalla lettura del copione è necessario farsi abitare dal personaggio, cominciare a chiedersi quali sarebbero state le sue azioni e le sue reazioni alla quotidianità; in una parola essere il personaggio per avere credibilità, per "incontrare" lo spettatore. Le prove, la costruzione dello spettacolo secondo l'idea del regista e l'equilibrio da raggiungere fra tutti gli elementi: personaggi, scenografia e "storia" che si vuole far emergere.

Tempi duri per il suo lavoro. I teatri restano ancora chiusi. State ricevendo aiuti dalla Regione?
Duri è una parola che non rende pienamente l'idea. Sono tempi impossibili per il Teatro in generale e per i teatri intesi come spazi. Uno spettacolo è la parte visibile di uno straordinario lavoro d'insieme che coinvolge un grande numero di maestranze altamente specializzate, dai gruppi scenografia ai costumisti ai tecnici audio e luci ai macchinisti di scena, ognuno indispensabile al prodotto finale e alla sua riuscita, replica dopo replica. Il teatro è stato totalmente dimenticato dai decreti economici in epoca Covid. Il controllo degli accessi in sala, il distanziamento, l'utilizzo delle mascherine per il tempo necessario a fruire il prodotto sono assolutamente controllabili, senz'altro di più e meglio di tante altre situazioni eppure da più parti sento parlare di attività non necessaria e, quindi, sacrificabile e sacrificata fino da marzo perché nella liberazione estiva poco si è potuto fare perché le pianificazioni di eventi, anche importanti, si è confrontata con la paura della gente e con gli aumenti dei contagi che hanno provocato annullamenti e revoche di autorizzazioni già concesse. Nessun ristoro economico quindi, nemmeno dalla Regione anche se, subito prima di Natale, abbiamo letto di una pre-informazione di un bando per il teatro in epoca Covid che stanzia 700 milioni, fondi PAC 14/20; aspettiamo di leggere, fermo restando che, comunque, questi soldi non sarebbero un ristoro, per l'immobilità lavorativa e contributiva generata dal virus, per le maestranze che sono economicamente a terra.

Prima della pandemia il teatro stava vivendo un periodo florido. S'iniziava a registrare un tutto pieno. Molti artisti si sono avvicinati al teatro e a raccontare ed interpretare fatti di vita quotidiana. Con l 'inizio della primavera si potrebbero usare gli spazi aperti e coinvolgere il pubblico. Pensa sia attuabile come idea?
Sì, prima della pandemia il Teatro in regione stava ritagliandosi uno spazio veramente importante e attivo; penso al fermento creato da Primavera dei Teatri e alle produzioni di Scena Verticale, ai Teatri dell'Unical sotto la guida di Fabio Vincenzi, al TIP di Lamezia, all'Acquario e al FilodiSofia, alle produzioni di Rossosimona, di Libero Teatro, agli indipendenti Ciro Lenti, Francesco Aiello, Manolo Muoio, Ernesto Orrico, Emilio Nigro autore dell'ultimo mio spettacolo che ho avuto il piacere di portare al Belli di Roma nell'ambito della prestigiosa rassegna "Diritti al Belli", senza dimenticare Andrea Solano e il nuovo spazio teatrale del Palacultura di Rende partito in modo roboante. Tutti fermi ora e senza prospettive immediate

Il primo spettacolo al quale parteciperà con il ritorno alla normalità?
Spero di riuscire a fare uno spettacolo che avrebbe dovuto debuttare in estate al Castello di Fiumefreddo Brutio e per il quale ci è stata revocata l'autorizzazione, per un caso Covid in paese, da un'ordinanza del sindaco arrivata a due giorni dal debutto; un evento multidisciplinare coordinato e pensato da Marilena Onorato, artista di Cetraro, con prosa, musica, poesia, fotografia e la partecipazione, oltre che mia, della stessa Marilena Onorato e di Giuseppe Vilardo, Massimiliano Gallo e Oreste Montebello. Per me, tuttavia, è un periodo che non posso definire negativo, al Torino Film Festival sono state presentate due produzioni in cui ho avuto piccoli ruoli, Regina, in concorso e in anteprima nazionale e fuori concorso, Calibro9, un film di Minerva Production, per la Regia di Toni D'Angelo che è il seguito di Milano Calibro 9, noir cult degli anni '70. Da novembre, inoltre, sono impegnato a Roma nelle riprese della prima fiction italiana di Amazon Prime Wildside, Bang Bang Baby, interrotte per le festività natalizie e che riprenderò a breve. Sto lavorando, con continuità devo dire, per cinema e televisione ed è una fortuna ma anche una grande soddisfazione visto che riesco a "convincere" con la mia professionalità e, tornando alla prima suggestione, con il mio aspetto, casting director e registi su tutto il territorio nazionale.

Chi è nel privato Carmelo Giordano?
Un marito, felice, di Rosalba Catte con la quale condivido ogni attimo da 47 anni e che è oltretutto mia amica, consigliera e, professionalmente, costumista teatrale. Padre di due figlie e nonno, innamorato follemente, di Alba, tre anni di uragano. Per il resto rimango curioso e aggiornato, mi sono anche laureato, nel 2010, Dams, all'Unical, perché mi mancavano alcuni strumenti teorici per le informazioni che volevo e inerenti a quello che volevo fare. Teatro, cinema e televisione contribuiscono a mantenermi attivo e vigile nonostante la mia età.