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Le note al tramonto dell'Estemporaneo Jazz Quartet chiudono l'edizione del EcoJazz

Nate sul momento, dall'impulso di emozioni destate dai luoghi e nutrite dai loro colori, dall'incanto che ispirano, dalle storie che evocano: queste le note di Enzo Baldessarro al contrabbasso, Nicola Caminiti al sax, Emiliano Laganà alla batteria, Gabriele Mitelli alla tromba. L'Estemporaneo Jazz Quartet, nella suggestiva cornice dell'Oasi Contemplazione del parco Ecolandia, ha così salutato il pubblico della ventinovesima edizione di Ecojazz Festival, con la direzione artistica di Giovanni Laganà, dedicato alla memoria del giudice Antonino Scopelliti e a tutte le vittime per la giustizia. Nello scenario unico che lo Stretto tra Reggio e Messina offre dal parco Ecolandia, il progetto originale per Ecojazz, I Suoni dell'Urlo del Tramonto sul Mediterraneo, si è mostrato al pubblico come un mosaico di sonorità ed emozioni perfettamente incastonato in un tramonto adagiato sul mare calmo e dai delicati colori.

"Il pregio di questa esperienza cosi spontanea e istintiva è stato l'ascolto reciproco, dal quale abbiamo tratto costantemente ispirazione per offrire al pubblico uno spettacolo in cui musica e luogo si condensassero in emozione", ha commentato Enzo Baldessarro. "E' stata un'esperienza intensa. Come nel moto delle onde, che arretrano nel mare aperto per poi cercare nuovamente la riva, ho sentito un'emozione che mi trascinava dolcemente, come se cullasse me e gli altri straordinari musicisti", ha commentato Nicola Caminiti. "Avevamo il tramonto alle spalle ma la musica ci ha permesso di immaginarlo e di sentirlo. Questo è un luogo carico di suggestioni in cui la note dei musicisti si sono armoniosamente intrecciate con l'elettronica e le voci che fanno parte del mio percorso", ha commentato Gabriele Mitelli. "E' stato tutto un momento, tutto realmente estemporaneo e particolare. Un'intesa, un'empatia che hanno acceso scintille tra noi e speriamo abbiano raggiunto il pubblico con la medesima energia", ha commentato Emiliano Laganà. Il concerto, presentato Luisa Nucera, collaboratrice di Art & Lab Jazz Clef, ha concluso Ecojazz, manifestazione promossa dall'associazione Art Blakey, in partenariato con l'associazione Azimut Alta Formazione e il Parco ludico tecnico ambientale Ecolandia, con l'adesione della fondazione Antonino Scopelliti, della fondazione Cassa di Risparmio Calabria e Lucania, dell'associazione Calabrese di Epatologia, del Touring Club Reggio Calabria e di Reggio in Jazz, e con il patrocinio della Regione Calabria, della Città Metropolitana e del Comune di Reggio Calabria. "Si è concluso anche quest'anno, nonostante le innumerevoli incognite, il viaggio dall'alba al tramonto alla ricerca della Bellezza che salverà il mondo e sono contento anche di questa edizione", ha commentato il direttore artistico di Ecojazz, Giovanni Laganà. Le difficoltà legate al CoVid 19 avevano inizialmente allontanato la possibilità di organizzare anche quest'anno la manifestazione. "Fino all'ultimo non eravamo sicuri di potere dare vita a questa edizione ma, appena apertosi un varco, in forza delle condizioni di sicurezza che Ecolandia da sempre garantisce, abbiamo deciso di credere di nuovo in questo progetto che unisce Ecojazz, manifestazione ormai consolidata e di rilievo, e il Parco Ecolandia impegnato nella valorizzazione delle risorse del nostro straordinario territorio. Riteniamo che Giovanni Laganà ed Ecojazz siano della risorse preziose e siamo dunque contenti di averci creduto, nonostante l'assenza di contributi pubblici. Siamo contenti di essere andati avanti anche quest'anno, in cui tutto è ancora più difficile e complesso", ha concluso Tonino Perna, presidente del Parco Ecolandia.