“ARANAR” è un ritorno, un ritorno che non ha bisogno di treni o di aerei, perché viaggia nel suono, nella memoria, nel sangue. È la voce di chi resta, anche quando la vita lo porta lontano. È la restanza, quella sonora e culturale, che resiste ai chilometri, alle mode, al rumore del mondo.
In ARANAR c’è la Resistenza di chi non si piega, di chi sceglie di restare indipendente, di non vendere la propria verità a un mercato che sputa plastica e chiama musica ciò che non ha più anima. È un grido dolce e ostinato, una carezza ruvida che profuma di terra e di mare.
Dentro ARANAR ci siamo noi, i figli del Sud che partivano con la valigia di cartone, che non erano accettati, che portavano addosso il peso del pregiudizio. Quel pregiudizio, oggi, ha solo cambiato volto: è diventato intolleranza verso chi arriva da lontano, verso chi è diverso, verso chi chiede solo di vivere.
Ma la Calabria non dimentica chi è. È la terra che accoglie, che tende la mano, che durante la strage di Cutro ha mostrato al mondo che l’umanità non si insegna, si sente, che la solidarietà non è un gesto, è un battito.
ARANAR parla anche dei giovani, di chi si sente solo in mezzo alla folla, di chi cerca un contatto vero in un mondo che scorre troppo in fretta. Parla del bisogno di tornare alla terra, alle origini, all’identità, a quel legame profondo che ci tiene vivi e veri.
È musica che nasce antica ma respira nuova, che porta i sapori del Mediterraneo, le vibrazioni della Giamaica, la schiettezza della musica di strada. È tamburo e basso, dialetto e verità ,è memoria che si fa futuro.
Tutto questo è
ARANAR – Restanza & Resistenza. Un disco che non segue le mode, le sfida. Un manifesto per chi resta, per chi resiste, per chi non smette di credere.
Un percorso sonoro arricchito dalla presenza di molti “viaggiatori”: dai produttori VirtuS e Giacomo Alloesio, le partecipazioni di musicisti come Alessandro Mazziotti, Karma Station, Federica Santoro e Giampietro “Jump” Pica fino alle voci del coro The Joy Gospel Singers e Stefano Radofili.