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La presenza dell’assenza in un tessuto sociale da ricostruire

processionemadonnaconsolazionedi Fulvio D'Ascola* - Il silenzio, senza luminarie in una città senza identità. La Fede, un tessuto sociale da ricostruire e una frase che si cancella "Cu terremotu,cu guerra ,cu paci,sta festa si fici,sta festa si faci...". La Madonna della Consolazione, l'empatia,la comprensione e la compassione sono dentro di noi,basta saperle cercare. E' la prima volta che Reggio non accoglie la sua Patrona in processione.E' un momento storico indelebile,la vera paura è l'ignoto rappresentato da un virus.Esiste un'altra paura, quella del non essere consapevoli di quello che stiamo vivendo.

I manifesti colorati di volti sorridenti ci guardano,parole e dibattiti si inseguono,in una città di immane bellezza naturale,che rimane abbruttita dalla diseducazione emotiva. Rimane imprigionata dallo scarso senso civico,rimane imprigionata da silenzi,da connivenze e connessioni, rimane imprigionata in liste elettorali di sepolcri imbiancati o di candidati che ripuliscono il loro agire sociale e professionale, border line con la giustizia ,con sorrisi a trentadue denti. Cosa rimane del ripetersi di azioni cancellate nel secondo sabato di settembre.

Rimane il tempo consumato nelle stanze della politica ,senza riferimenti qualitativi, senza autorevolezza ,competenze e programmazione,senza leadership.Vassalli e valvassori di qualcuno o di qualcosa ,nella corsa ad una importante carica istituzionale. Gli invisibili rimangono in silenzio,non vanno ad apericene, party privati ,non scrivono brochure,perché in fondo loro non fanno niente.Rimangono appesi alla forza della famiglia,alla forza del sacrificio.Intorno a noi immagini di arte urbana, derivazione di un mix di incompentenze istituzionali e di scarsa civiltà cittadina,sacchetti variopinti che formano sculture rimovibili ai lati dei marciapiedi . Tutto si dissolve come un "Opera da Tresoldi" di Bertolt Brecht, grande piece teatrale che tanti non conoscono, ma si traspone in installazione di arte urbana, cambiando una vocale, come ultimo show da rappresentare sul palcoscenico di una città dolente e senza identità.La Madonna,la forza delle donne che sanno essere autorevoli,comprensive e razionali. La Sacra Effige non è soltanto un quadro, ma uno specchio in cui ognuno di noi rifrange emozioni , paure, speranze.

La presenza dell' assenza in una città dal tessuto sociale da ricostruire, mente arriva un canto da lontano "O Santa Vergine prega per noi...."

*Sociologo