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Rivoluzione, non reazione

no mafie 885xdi Domenico Larizza* - Lo Stato, nei confronti del fenomeno mafioso, si è sempre mosso in modo scomposto e, spesso, impulsivo, attraverso un susseguirsi scoordinato di provvedimenti legislativi emanati, il più delle volte, sull'onda delle emozioni, a seguito di eventi eclatanti come gli omicidi eccellenti, le stragi, le bombe.

Basti pensare, ad esempio, all'Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati (ANBSC), nata dieci anni fa dallo spostamento d'aria causato dalla bomba esplosa presso la Procura Generale di Reggio Calabria, immediatamente cavalcato per fini propagandistici dal Governo di allora come fecero, d'altronde, anche i Governi precedenti e quelli successivi, commossi dalle lenzuola bianche appese alle finestre di un Italia scossa, che voleva far sentire la propria voce contro la mafia; lenzuola, poi, presto ritirate per evitare che il sole le ingiallisse.

In questi giorni la Magistratura sta lanciando l'ennesimo grido d'allarme. Le mafie, felicemente sguazzando in mezzo al terrore ed ai bisogni causati dalla pandemia, si stanno sostituendo allo Stato attraverso il proprio "welfare" e sono pronte ad intercettare gran parte degli enormi flussi di finanziamenti pubblici in arrivo.

Questo è un dato reale, di cui tutti prenderemo semplicemente atto. Parte della società civile si indignerà, altra parte ne rimarrà assolutamente indifferente, qualcuno ne approfitterà per scrivere l'ennesimo libro sul fenomeno mafioso, la politica cavalcherà questa tigre per fini elettorali e propagandistici, gli addetti ai lavori si sgoleranno nei convegni e la Magistratura continuerà la sua battaglia con le armi che ha.

Non sarà il Covid 19, né nessun altro fenomeno patogeno, a cambiare l'approccio sul tema della lotta alle mafie. Ma, a ragionarci bene, non potrebbe esserlo.

La Storia ci ha insegnato che le più grandi conquiste dell'umanità, le più grandi vittorie contro le ingiustizie e le iniquità sociali, sono derivate da intuizioni culturali di minoranze di uomini e donne illuminati, che sono riusciti a coinvolgere comunità intere, permettendo loro di guardare ed affrontare il mondo da diversa prospettiva.

Ed anche per giungere alla definitiva eliminazione delle mafie non potrà che essere così.

Le mafie sono abituate alla reazione dello Stato, ma neppure loro potrebbero sopravvivere alla rivoluzione razionale e ferma di un popolo ormai allo stremo.

*Dottore Commercialista