Dossier
 

Professione politico: per De Gaetano oltre 1 mln di euro dal Consiglio Regionale

degaetano ninodi Claudio Cordova - Una vita da politico. O, se preferite, due cuori e un palazzo. Quello del Consiglio Regionale. E' la storia di Nino De Gaetano e della moglie, Grazia Suraci. L'ex assessore regionale, attualmente indagato nell'inchiesta "Erga omnes" sullo scandalo dei rimborsi elettorali della Regione Calabria, avrebbe costruito pressoché l'intero ammontare dei propri redditi, almeno a partire dal 2000, grazie alla politica.

Di lavoro autonomo, sganciato dagli incarichi istituzionali, poco, pochissimo. Circa 10mila euro in tutto.

Per il resto, mai un'occupazione. Solo introiti dalla politica, dai Palazzi. Discorso analogo per la moglie, assunta in Consiglio Regionale circa dieci anni fa. Le schede patrimoniali dei due, redatte dalla Guardia di Finanza, sono state depositate dai pm Matteo Centini e Francesco Ponzetta nel corso dell'udienza davanti al Tribunale del Riesame, chiamato ad analizzare nuovamente il caso del compagno Nino, defenestrato dal pesante incarico di assessore esterno della Giunta Regionale di Mario Oliverio, allorquando la Calabria conoscerà orrori e meschinità di "Rimborsopoli", l'inchiesta volta a dimostrare come numerosi politici locali si sarebbero appropriati di migliaia e migliaia di soldi pubblici derivanti dai rimborsi elettorali del Consiglio Regionale della Calabria.

Tra questi, una delle posizioni più gravi (punite con la custodia cautelare agli arresti domiciliari) anche quella di De Gaetano, attualmente libero, ma con il divieto di dimora in Calabria.

Un documento, quello redatto e depositato dalle Fiamme Gialle, che nell'ottica accusatoria vuole dimostrare come De Gaetano abbia sempre fatto della politica una vera e propria professione e che le condotte contestate - sebbene presunte distorsioni del ruolo - si inquadrino nella personalità dell'indagato, politico di professione e non per vocazione.

La vita del compagno Nino cambia con l'ingresso in politica.

Dal 1997 al 2000, De Gaetano per "reddite da terreni" dichiara complessivamente circa 2400 euro. Già a partire da 2001, con l'ingresso nel consiglio comunale di Reggio Calabria (avvenuto l'anno precedente) crescono gli introiti: 23mila euro e rotti nel 2001, 31mila l'anno successivo.

Da quel momento, per il compagno Nino sarà una scalata economica avvenuta – se si escludono circa 10mila euro tra il 2003 e il 2004 derivanti da un azienda di "periti e liquidatori" – grazie alla politica. Prima nel Consiglio Comunale di Reggio Calabria, poi, soprattutto, grazie al Consiglio Regionale della Calabria. L'anno d'oro è il 2007, quando De Gaetano arriverà a dichiarare oltre 135mila euro. Ma anche le altre annate non scherzano: dal 2006 al 2012, De Gaetano non scenderà mai sotto le 100mila euro dichiarate. E, anche quando le cose andranno "male", il dichiarato si aggirerà sulle cifre, più che dignitose, di circa 60mila euro annue.

Tutto dalle casse della politica. A partire dal proprio ingresso nel Palazzo, avvenuto grazie alla stagione della Primavera reggina di Italo Falcomatà (sic!), il compagno Nino dichiarerà complessivamente circa un milione e duecentomila euro.

Cifre diverse, ma identica provenienza, per la moglie di De Gaetano, Grazia Suraci: il Consiglio Regionale della Calabria. Una cifra irrisoria nel 2002, poi l'assunzione e redditi costanti a partire dal 2005: anno dell'ingresso dell'indagato De Gaetano nella "casa" del Consiglio Regionale.

E poi dicono che la politica non crea posti di lavoro...