I 21 parametri per valutare il rischio Covid nelle regioni: Calabria bocciata e dichiarata "zona rossa"

ARTICOLO-COVIDdi Mariateresa Ripolo - Bocciata non per il dato dei contagi, ma per l'incapacità di gestire l'emergenza. Anche questa volta la Calabria detiene un triste primato: quello di essere stata dichiarata "zona rossa" con una numero di positivi al Covid-19 molto ridotto rispetto alla media nazionale.

Sono 21 i parametri individuati dall'Istituto Superiore di Sanità con il Ministero della Salute, condivisi con la Conferenza delle regioni, per valutare in che zona di rischio collocare ogni territorio. Un sistema molto articolato che si basa su dati che vanno oltre il numero di contagi giornalieri. La valutazione di questi parametri spiega essenzialmente perché la Calabria sia finita tra le zone a maggiore rischio: "zona rossa" insieme a Lombardia, Piemonte e Val d'Aosta, nonostante i contagi esigui per gli standard nazionali.

Le aree di rischio individuate con l'ultimo Dpcm hanno così diviso l'Italia, sulla base di dati che vengono forniti dalle regioni e analizzati settimanalmente: lo scenario potrebbe, dunque, cambiare da un momento all'altro in base al numero, al monitoraggio e alla gestione dei contagi. Sono tre i criteri su cui si basano i 21 parametri: la capacità di monitoraggio, la capacità di accertamento diagnostico, l'indagine e la gestione dei contatti e i risultati relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari.

La valutazione è effettuata da una Cabina di Regia a cui partecipa oltre al dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, di cui Gianni Rezza è direttore generale, l'Istituto Superiore di Sanità con Silvio Brusaferro presidente e i membri designati dalla Conferenza delle Regioni. I dati complessivi si riferiscono al periodo che va dal 4 maggio al 18 ottobre.

«Da maggio, attraverso questa Cabina di Regia e i report settimanali - ha sottolineato in conferenza stampa Brussaferro - è stata censita l'evoluzione dell'epidemia».

In sostanza, i dati che devono essere trasmessi non sono solo contagi, ricoveri e guariti, ma ci sono tanti altri parametri da soddisfare che aiutano le regioni a circoscrivere e a monitorare l'andamento dell'epidemia.

Perché la Calabria in "zona rossa"? «Carenza di personale, pochi posti letto, incapacità di contenere il contagio»

Nota particolarmente dolente per la Calabria sul terzo punto: quello che definisce la risposta e la tenuta dei servizio sanitario. «Esiste un deficit strutturale da un punto di vista sanitario, - ha spiegato Rezza - bisognerà rafforzarlo, ma c'è una percentuale di probabilità di occupazione dei posti letto maggiore del 50%». Un dato che unitamente ad altri fattori ha portato la regione al livello più critico.

Calabria con numero di contagi ridotto, ma Rt alto. Fondamentale per monitorare la situazione dell'epidemia è l'Rt, in Calabria superiore a 1,60. Si tratta del fattore che indica, in sostanza, la velocità di trasmissione del virus e che si punta a riportare ad un livello minore di 1. Un indice che ha inevitabilmente determinato la collocazione della regione nello scenario di criticità maggiore, ma, ha sottolineato Rezza «E' possibile intervenire perché non c'è ancora una massa di casi elevati, ci auguriamo che la situazione possa rientrare entro un paio settimane».

Ecco i 21 parametri e i tre criteri di suddivisione:

La capacità di monitoraggio, che definisce essenzialmente la completezza dei dati e permette di fornire analisi attendibili.

1)Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

2)Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

3) Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

4) Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.

5) Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).

6) Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

La capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti attraverso cui si determina l'andamento della diffusione del contagio:

7) Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il "re-testing" degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, pronto soccorso, ospedale, altro) per mese.

8) Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.

9) Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).

10) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.

11) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.

12) Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

L'indagine e la gestione dei contatti e i risultati relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari. Nota dolente per la sanità calabrese che non avrebbe dimostrato una capacità di risposta sufficiente.

13) Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.

14) Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).

15) Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).

16) Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.

17) Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).

18) Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.

19) Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).

20) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.

21) Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

Creato Venerdì, 06 Novembre 2020 09:40