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Bombardieri a Palamara: “Mimmo Lucano arrestato per cazzate”

lucanomimmoildispaccionuovadi Claudio Cordova - Nelle lunghe chat tra l'allora membro del Consiglio Superiore della Magistratura, Luca Palamara, e l'attuale procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, c'è spazio anche per diversi, negativi, commenti all'operato della Autorità Giudiziaria di Locri. Diversi passaggi dell'ottobre del 2018 agli atti dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia, dove Palamara è indagato per corruzione.

Lo spunto, lanciato da Bombardieri, è l'indagine a carico dell'allora sindaco di Riace, Mimmo Lucano, finito ai domiciliari nell'indagine "Xenia" per la gestione dell'accoglienza degli immigrati nel suo centro, divenuto famoso nel mondo e poi crollato anche per via dell'inchiesta della Procura di Locri: "Hai visto sindaco di Riace!!!!" scrive Bombardieri a Palamara che risponde "Ma che cosa stanno combinando?". Per Bombardieri, quello scatenato dagli accertamenti del procuratore Luigi D'Alessio è un "casino". Palamara vuole chiarimenti, ma aggiunge chiaramente: "D'Alessio è un matto pericoloso".

Bombardieri non smentisce.

Ma, anzi, inizia a entrare nel dettaglio rispetto ad alcune dinamiche investigative, fino a quel momento non note, visto che – sono le 8.54 quando i due messaggiano – gli stessi sembrano aver appena appreso dell'operazione a carico di Lucano e del "Modello Riace". Spiega Bombardieri: "Guarda.... che io sappia sono partiti con peculato e distrazione di somme e sono arrivate a ste cazxate per le quali non doveva certo applicare misura".

I due concordano sul fatto che portare Lucano agli arresti domiciliari fosse, di fatto, un provvedimento abnorme da parte della magistratura di Locri: "Una cosa da pazzi" scrive Palamara. Del resto, dopo l'arresto, in favore di Lucano si scatenerà un moto di solidarietà con interventi e manifestazioni pubbliche. E già nelle prime ore di quel 4 ottobre 2018, Palamara e Bombardieri demoliscono l'indagine della Procura di Locri: "O verifichi ammanchi di somme e allora applichi la misura ... o se quello dici che non ha rilievo penale ma è solo confusione nella gestione allora non applichi niente e procedi a piede libero" scrive Bombardieri. Il procuratore capo di Reggio Calabria entra inoltre nel merito di quanto a sua conoscenza con il collega e amico Palamara: "Io sapevo che c'erano ammanchi e distrazione di soldi, da come ne parlava la Guardia di Finanza, ma non sono emersi".

Infine, Bombardieri definisce "cazzate" le accuse mosse a Lucano e, in ogni caso, in nessun modo compatibili con la misura cautelare.

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