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“Marco Minniti ha chiesto sempre per tutti, compreso di fare procuratore aggiunto Lombardo”

collagenominalombardodi Claudio Cordova - Disponibile con tutti, ma, allo stesso tempo, talvolta sfuggente perché consapevole del proprio potere, l'unico soggetto verso cui Luca Palamara mostrava deferenza, quasi servilismo, era l'ex ministro degli Interni, il reggino Marco Minniti.

E' quanto emerge dalle chat WhatsApp captate sul telefono di Palamara, indagato per corruzione dalla Procura della Repubblica di Perugia.

All'ex uomo forte dei Servizi Segreti italiani, Palamara non risparmia i complimenti, ma non esita a confrontarsi e informarlo sulle nomine. E' il caso del ruolo di Federico Cafiero De Raho a capo della Procura Nazionale Antimafia (vicenda già ampiamente ricostruita dai giornali nazionali e quindi non inedita), ma anche della nomina del giudice calabrese Olga Tarzia. I toni di Minniti nei confronti di Palamara sono perentori: "Lavoriamoci" dice nel caso di una nomina oppure "fammi sapere appena puoi". E se con gli altri magistrati, il ruolo del "prezioso" spetta a Palamara, nel rapporto tra i due calabresi assurti a ruoli nazionali si inverte: "Buonasera Marco se domani ti è possibile avevo la necessità di vederti per parlarti di alcune questioni un caro saluto Luca". Incontro negato e posticipato di un giorno. Ma Palamara obbedisce e rimane deferente: "Quando posso chiamarti?" chiede sempre in punta di piedi. Oppure: "Volevo confrontarmi su alcune questioni quando puoi ci vediamo per caffè". Non mancano mai gli auguri per le festività, cui seguono spesso richieste: "Caro Marco auguri di buona Pasqua se per te va bene dopo Pasqua vorrei organizzare un caffè anche con Bombardieri". Ancora una volta, il legame tra Palamara e l'attuale procuratore di Reggio Calabria.

Ma Minniti lo spedisce a prendere appuntamento tramite la segretaria.

"Buongiorno Marco ci tenevo ad informarti che da questa mattina mi è stato sospeso il servizio di protezione non essendo stata concessa al momento ulteriore proroga" chiede Palamara a cui, nell'aprile 2018, viene revocata la scorta.

Insomma, Minniti avrebbe avuto un ruolo importante su Palamara.

In quel periodo, Domenico detto Marco è infatti ministro degli Interni. E la conferma del ruolo che avrebbe potuto avere per incidere su alcune importanti nomine arriva dalla "viva chat" dei protagonisti. A parlare è il poliziotto Renato Panvino, anch'egli reggino, già vicecapo della Squadra Mobile di Reggio Calabria, nonché capo centro della DIA di Catania. Con Panvino, Palamara ha un rapporto confidenziale: il file chat tra i due è tra i più corposi di tutto il materiale indiziario a carico dell'ex consigliere del Csm. A Palamara, Panvino chiede in maniera insistente di ottenere la carica di questore vicario. Un pressing che il poliziotto fa affinchè Palamara si possa muovere sul procuratore di Catania, Zuccaro. Le richieste di Panvino sono sempre più pressanti e, in uno dei tanti sfoghi, quando è convinto di non riuscire a sbloccare la sua situazione arriva la inequivocabile affermazione nei confronti di Minniti: "Ringrazia a Marco Minniti, il tizio che ha chiesto sempre per tutti compreso di fare Procuratore Aggiunto Lombardo ed aveva assicurato che a Panvino ci pensava Lui!!".

Giuseppe Lombardo è attuale procuratore aggiunto di Reggio Calabria ed è stato nominato proprio negli anni in cui, al Csm, Palamara presiedeva la Quinta Commissione, quella che si occupa degli incarichi direttivi e semidirettivi dei magistrati. Lombardo riuscì a spuntarla in particolare sul collega Roberto Di Palma, non solo più anziano di lui, e peraltro iscritto a una corrente, Magistratura Indipendente.

Un'affermazione, quella di Panvino, che, per i ruoli ricoperti dall'uomo in carriera, non arriva certo da un quisque de populo, ma riporta proprio a quegli anni e a cui Palamara non oppone una smentita, nemmeno quando il poliziotto afferma: "Infine digli anche che il criterio dell'anzianità per quanto riguarda Lombardo non è valso perché Di Palma era più anziano di cinque anni più di lui con più titoli".

Ma, nonostante ciò, ne avrebbe fatto le spese nella competizione.

 

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