Dossier
 

L’ombra della ‘ndrangheta dietro le elezioni in Consiglio Regionale di Giuseppe Neri?

nerigiuseppedi Claudio Cordova - Una guerra all'ultimo voto... di 'ndrangheta. Forte, sentita, aspra, la competizione tra i due candidati al Consiglio Regionale in Fratelli d'Italia, Domenico Creazzo, finito ai domiciliari per voto di scambio politico-mafioso nell'ambito dell'inchiesta "Eyphemos", e Giuseppe Neri, non indagato, ma assai presente nelle carte messe insieme dai pm Gaetano Paci e Giulia Pantano e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria.

Entrambi saranno eletti nei ranghi del partito di Giorgia Meloni nel corso delle ultime consultazioni regionali.

Stando alle parole di Antonino Creazzo, fratello di Domenico e suo avamposto nella richiesta di voti alla cosca Alvaro, Neri avrebbe pescato nei medesimi ambienti malavitosi. In una conversazione intercettata, Antonino Creazzo dichiara di essere certo del sostegno della ndrangheta offerto al loro principale competitor, Peppe Neri, anche se non disponeva di "prove" ( "CREAZZO Antonino: io non ho le prove, provate, ma è andata in questa maniera! .. Ah, Domenico?! Non ho, non ho le prove provate, nel senso, tipo uno ... però è andata, al mille per mille, è andata in questa maniera il fatte' ). Quindi critica l'ipocrisia politica di Neri che ostentava, ma solo a parole, il suo "amore" per la legalità, mentre proprio la ndrangheta era stata il suo interlocutore privilegiato durante la precedente campagna elettorale, per il tramite di un intermediario, che conosceva, a differenza del parente sostenuto, quei territori e le famiglie mafiose.

Millanterie? Può darsi.

Creazzo parla in un ambiente, quello della cosca Alvaro, in cui gli accordi con la politica sarebbero uno dei punti di forza dello storico casato di Sinopoli. E il boss Domenico Alvaro sarebbe stato moltoinformato in ordine alla situazione politica locale e regionale e sulle previsioni di voto relative all'imminente consultazione regionale, perché era stato informato da persone di cui non facevail nome che gli avevano riferito come Giuseppe Neri fosse molto "quotato" e quindi poteva contare prognosticamente su molti suffragi.Le notizie assunte da Domenico Alvaro e comunicate ad Antonino Creazzo erano di particolare rilievo perché afferivano all'intero ambito regionale.

E, del resto, i Creazzo e Neri si sarebbero detti apertamente di conoscere l'uno la strategia dell'altro. Antonino Creazzo aggiunge che, Neri aveva avuto un incontro a Sant'Eufemia con suo fratello Domenico ed aveva tentato di convincerlo a non presentarsi alle elezioni regionali, ma senza esito, vista la determinazione di quest'ultimo a portare avanti la sua candidatura. Antonino Creazzo affermava ancora che Giuseppe Neri aveva fatto capire al fratello Domenico (quasi fosse un avvertimento) che conosceva i "posti" dove il suo avversario politico si era portato per chiedere voti, alludendo al sostegno elettorale che gli stava assicurando la famiglia mafiosa Alvaro. Creazzo affermava ancora di aver risposto in modo seccato al suo interlocutore, invitandolo a non ingerirsi nella loro campagna elettorale e, a sua volta, di aver detto che anche lui sapeva che la fazione avversa e quindi il Neri si era rivolto a Carmelo Vincenzo Laurendi, per ottenere voti a Bagnara Calabra. (CREAZZO Antonino: Dice <non metterti in difficoltà, non mettere a tuo fratello in difficoltà>. Gli ho detto io: <Peppe>, gli ho detto io: <tu di quello che faccio io ti devi interessare poco, interessati di quello che fai tu>, gli ho detto io: <a Bagnara ne prendi voti?>, perché lui a Bagnara se n'è andato da quello la, te lo avevo detto. / ALVARO Domenico:Si. / CREAZZO Antonino: nel prof, gli ho detto <a Bagnara ne prendi voti?>, <si>, <e pensa a quelli che prendi tu a Bagnara e non pensare a quelli miei>. / ALVARO Domenico: e che noi, e che è tipo. / CREAZZO Antonino: No, ma io solo a titolo. / ALVARO Domenico: Si, si. / CREAZZO Antonino: titolo informativo, perché sono "cosi lordi" d..."). Creazzo aveva colto immediatamente il senso del messaggio veicolato da Neri e gli aveva risposto senza esitare ribaltando la questione e invitando il Neri a badare alla propria campagna elettorale ed alla circostanza che anche lui cercava il consenso fra i mafiosi. Sapeva Domenico Creazzo e sapevano i suoi avversari politici, in primis Neri, che inun incontro al Comune di Santa Eufemia di Aspromonte, alla presenza di Antonino Creazzo, loinvitava in primis a ritirarsi dalla competizione e subito dopo a condurre una campagnaelettorale "leale" e "legale" che non coinvolgesse i mafiosi (CREAZZO Antonino: Subito dopo Peppe prende e chiama a Mimmo, quando si è sbrigato ...(incomprensibile)... cose, e gli ha detto che gli deve parlare. E' venuto al comune, è venuto al comune e gli ha detto <vedi che ... io sono forte assai, forse ti conviene di non candidarti perché io ti passo, sono forte>---I / ALVARO Domenica: egli deve dire: <e che motivo>.---/ I CREAZZO Antonino: Gli ha detto Mimmo: <va bene>, gli ha detto: <io sono contento>, gli ha detto: <Peppe, che tu sei forte>, ha detto: <perché io> gli ha detto: <io ti auguro che prendi assai voti>, gli ha detto: <più di me> gli ha detto Mimmo, gli ha detto <perché sei un bravo ragauo>, gli ha detto: <io sono contento se tu prendi i voti. E' naturale Peppe che i... questa volta li prendo pure io> gli ha detto, e lui: <e quanti ne prendi>, <e che so appena un pò in più della volta passata> gli faceva. Poi lui <ma con questo sei amico?> ci nominava cristiani di Reggio che sono con noi. Mimmo non si è nascosto, gli ha detto: <questo è con me, quel>, gli ha detto, alcuni se li è nascosti. ---/ / ALVARO Domenico: Va be, certo è normale. ---1 / CREAZZO Antonino: che ancora tipo non, però gli ha detto, da alcuni gli ha detto si, tipo del Senatore, ormai si sa, e.---/ / ALVARO Domenico: Si, si, si.---// CREAZZO Antonino: di alcuni consiglieri comunali, dice:<no tu a Reggio hai fatto tre gruppi forti> gli ha detto lui: <i voti li prendi qua>. Lui è venuto tipo per scoraggiarci, ausu, tipo, come per dirci sai...---/ / ALVARO Domenico: Si.---/ / _CREAZZO Antonino: Poi si volta da me e mi ha detto: <.. tu>, mi ha detto: <stai attento dove vai> mi ha detto, .... o 'Chiochiò" chi sa non mi vede con te, con altri, tipo quello storto chissà che cosa gli ha potuto dire quello storto di 'Chiochiò".---/ / ALVARO Domenico: Se deve stare sicuro.---/ LCREAZZO Antonino: Dice <non metterti in difficoltà, non mettere a tuo fratello in difficoltà> . Gli ho detto io: <Peppe> , gli ho detto io: <tu di quello che faccio io ti devi interessare poco, interessati di quello che fai tu> , gli ho detto io: < a Bagnara ne prendi voti?> , perché lui a Bagnara se n'è andato da quello la, te lo avevo detto.)

Nel passaggio successivo, emergerebbe dai racconti ricchi di dovizie di particolari da parte di Creazzo che Peppe Neri, passato con un triplo salto carpiato dai Democratici Progressisti a Fratelli d'Italia, aveva avuto il sostegno dei più importanti casati di ndrangheta, e che, a Bagnara Calabra, per il tramite di un intermediario, aveva contattato Carmelo Vincenzo Laurendi detto "Ceciu" o "u professuri" mentre a Sinopoli aveva chiesto l'intercessione della famiglia Violi, dietro promessa di ottenere, in cambio del consenso elettorale, sentenzefavorevoli. E, sempre stando alle conversazioni, nonostante il fatto che le predette famiglie mafiose lo avessero votato — vista la "posta" sul tavolo- tali promesse non si erano poi concretizzate, generando malcontento (CREAZZO Antonino: Hai capito? Solo che hanno fatto figure di merda da tutte le parti! A Bagnara gli hanno promesso, a questo qua, quella volta, a LAURENDI, che non so cosa gli avrebbero fatto! Ha preso duecento voti e non gli hanno fatto un cazzo che l'hanno arrestato! A Sinopoli, a questi dei Violi, che quella volta hanno preso a coltellate a quello a Bagnara, gli ha promesso che gli buttava a terra in Cassaione il processo ed ha preso l'ergastolo! / ALVARO Domenico: No, venti. / CREAZZO Antonino: Tren, quanti anni ha preso? / ALVARO Domenico: Venti anni! / CREAZZO Antonino: Venti anni, quello che ha preso! E ... e non lo possono schierare manco! E. / ALVARO Domenico: A chi? A questo a. / CREAZZO Antonino: A OMISSIS! / ALVARO Domenico: A OMISSIS! / CREAZZO Antonino: Che andava ... si! OMISSIS andava, gli faceva la strada, poi andava Peppe! Hai capito? / ALVARO Domenico: Si! Si!' ).

Creazzo parla in ambienti di 'ndrangheta e parla di 'ndrangheta. A suo dire, a Seminara, invece, il candidato Neri si era potuto giovare di ben 100 voti da parte della famiglia mafiosa "Piccolo" soprannominata "Zorro", anch'essa non soddisfatta nonostante le promesse elettorali in cambio della preferenza.

Antonino Creazzo quindi, senza mezzi termini, ascriveva il successo elettorale precedente di Giuseppe Neri "all'impegno" di importanti cosche di ndrangheta, attivate tramite intermediario.

Creazzo rappresentava di avere necessità del supporto di Domenico Alvaro che si sarebbedovuto recare dai Violi che, nella passata competizione elettorale per la formazione delConsiglio Regionale, avevano dato il voto a Neri senza ottenere in cambio il favore promesso, ovvero la caducazione della sentenza che comminava l'ergastolo per un loro componente.

A sostenere la candidatura di Neri, stando alle conversazioni degli indagati, anche Eduardo Lamberti Castronuovo, ex assessore provinciale ed ex sindaco di San Procopio.