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Agitazioni CGIL, il comune di Crosia si dissocia: "Decisione assunta senza coinvolgere RSU"

"Il personale del Comune di Crosia (ex LSU-LPU) prende le distanze dalla proclamazione dello stato di agitazione indetto dalla sigla FP-CGIL e dal comunicato sugli organi di stampa in quanto tale decisione è scaturita dall'assemblea indetta dalla stessa confederazione sindacale, dove hanno partecipato solo i propri scritti. Le altre sigle sindacali e componenti della RSU dell'Ente non sono stati informati e coinvolti in tali decisioni ed iniziative intraprese". È quanto si legge in un comunicato del personale del Comune di Crosia (ex LSU-LPU)

"Bisogna inoltre dire che le stabilizzazioni effettuate con fondi regionali e fondi statali prevedevano alcune differenziazioni in base alle categorie di appartenenza (categoria "A" a ore 18.40 – cat "B" a 17.45 ore – cat "C" a 15.55 ore - cat. "D" a 14.32 ore – cat. "B3" a 16.55 ore). Questa Amministrazione - si legge ancora - fin da subito ha aumentato le ore di lavoro dando un salario dignitoso a tutti noi portando tutti gli stabilizzati a 24 ore mantenendo questo status fino alla fine di ottobre, quando, per esigenze di servizio ha effettuato ulteriori aumenti di ore al personale. I salari sono stati sempre pagati, anticipando le spettanze dovute a tutti noi anche quando non eravamo ancora dipendenti".

"Certo, ci possono essere giuste e sacrosante pretese personali da parte di qualche dipendente ed è giusto che queste vengano dibattute nelle sedi opportune se si ritiene sussistano le condizioni di una vertenza, ma non permettiamo, nell'inscalfibile principio di democrazia, che le rivendicazioni personali di uno diventino le rivendicazioni di tutti - concludono - soprattutto senza che tali problemi vengano preventivamente discussi e rimessi al parere di tutti".