Cosenza
 

Il Comune di Frascineto dona l'olio votivo per la festa patronale dei Santi Medici in San Cosmo Albanese

Festività dei Santi Cosma e Damino, noti anche come i Santi Medici sono ritenuti dalla tradizione due gemelli di origine araba, medici in Siria e martiri sotto l'impero di Diocleziano. In Calabria, la devozione ai Santi Cosma e Damiano è molto sentita e praticata. Anche quest'anno, a San Cosmo Albenese, migliaia di fedeli, molti dei quali sono giunti dai paesi del comprensorio, si è tenuta la festa patronale. Una tradizione, che affonda le sue radici nei tempi e l'arberia resiste alle ricorrenze, vissute con l'animo delle generazioni passate. Questa fede, fa si che i devoti partono a piedi per raggiungere il Santuario, dove ancora oggi, nulla è cambiato e questo la dice lunga sulla capacità degli arberesche di conservare la loro essenza, anche in situazioni di estrema difficoltà.

A conclusione del novenario, nel Santuario Diocesano, dove si venerano i due santi, sì è tenuta la solenne liturgia, presieduta dall'Eparca di Lungro, Mons. Donato Oliverio, a cui hanno preso parte, il sindaco di San Cosmo Albanese, Damiano Baffa, di Spezzano Albanese e Vicepresidente della Provincia di Cosenza, Ferdinando Nociti. Mentre, a nome della comunità di Frascineto il Vicesindaco, Angelo Prioli, ha donato l'olio votivo, a testimonianza del rapporto che unisce i due comuni.

Dal canto suo, il primo cittadino Baffa – ha evidenziato -, come l'intera comunità, vive questo importante con profondo spirito religioso, in è corale la partecipazione di tutti, in contesto dove anche le tradizioni popolari non vengono meno. Durante questo periodo – spiega il sindaco -, si possono ammirare in questa occasione, anche i variopinti e caratteristici costumi delle donne provenienti dai centri arberesche limitrofi.

Mons Oliverio, nel corso dell'omelia – ha ricordato -, come la diocesi di Lungro, è in cammino verso il X incontro mondiale delle famiglie, con la speranza di riprendere a vivere di buone relazioni nelle singole famiglie e nella Chiesa, famiglia di famiglie – ha sottolineato il presule -, per diventare via via familiari di Dio.