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Corigliano-Rossano (Cs), Stasi: “Ciclo rifiuti regionale insostenibile, servono soluzioni vere”

Nelle riunioni di Ambito Territoriale (ATO) o di Ambito di Raccolta (ARO), così come nei tanti incontri tenuti in Regione Calabria durante l'ultimo anno, non ho mai esitato a ricordare come sia dei sindaci la responsabilità di guidare il processo di innovazione ed efficientamento del ciclo dei rifiuti regionale, mediante una azione istituzionale che fornisca indirizzi, per esempio, sul tipo di impianti da realizzare o sui siti dove costruirli.

Tuttavia non ci sono ormai altri aggettivi per descrivere un sistema pubblico, quello dei rifiuti appunto, nel quale si naviga letteralmente a vista, nel quale regna la più totale incertezza e nel quale risulta straordinario il giorno in cui non si registrano difficoltà o imprevisti. L'ultimo, in ordine di tempo, è l'incendio di venerdì scorso (25 settembre) della discarica pubblica di San Giovanni in Fiore che di fatto ha bloccato la raccolta di mezza Calabria e non si sa quando ripartirà. Tutto questo è insostenibile per gli enti e per i cittadini.

Il conferimento degli scarti degli impianti di trattamento pubblici è ormai delegato a circuiti farraginosi e costosi, tra alti e bassi continui che rendono la raccolta degli RSU, della differenziata e persino degli sfalci del verde una vera e propria battaglia quotidiana. Una emergenza latente, prolungata, mai durata così tanto. Come sindaci siamo semplicemente esasperati da una surreale situazione in cui quotidianamente non si conoscono le quantità di indifferenziata e differenziata che si potranno conferire l'indomani.

Si dirà che la responsabilità ultima è degli Ambiti Territoriali Ottimali, quindi dei sindaci stessi ed in parte è vero. Così come è vero che 15 anni di poteri speciali e di "sistemi di potere" costruiti intorno ai rifiuti regionali ci hanno consegnato un ciclo senza impianti o con impianti vecchissimi ed uno strumento, quello dell'ATO, sostanzialmente inutile perché privo di personalità giuridica.

Mentre i grandi siti di smaltimento regionali, da Pianopoli a Columbra, si esaurivano, non sono state attuate le misure necessarie per rendere le comunità calabresi indipendenti dalle mega-discariche, consegnando ai deboli ATO un ciclo dei rifiuti alla deriva, insostenibile da ogni punto di vista. Mettendo da parte, quindi, le responsabilità nel passato, è necessario capire come uscire da questa situazione.

Bene pertanto l'idea - circolata negli scorsi mesi - di rivedere la legge regionale 14/2014 attribuendo agli ATO poteri diversi e maggiormente incisivi: si attui subito. Bene l'idea di rivedere ed integrare la programmazione regionale anche mediante l'inserimento di nuove tipologie di impianto: si acceleri. Ma prima di ogni cosa serve individuare le soluzioni vere, concrete, immediatamente realizzabili, per rendere il ciclo dei rifiuti regionale sostenibile oggi.

Alla luce di tutto questo serve un tavolo urgente tra Regione Calabria ed ATO, al quale coinvolgere se necessario anche rappresentanti del governo nazionale, affinché si affronti finalmente il problema disponendo degli strumenti tecnici ed amministrativi necessari per superarlo. Un problema che non può più essere scaricato sulla testa dei sindaci calabresi, tramutandoli di fatto nel capro espiatorio di un fallimento decennale della regione Calabria e, appunto, dei governi nazionali – (Fonte: Comune di Corigliano-Rossano – Comunicazione istituzionale/strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).