Cosenza
 

Momenti di Statuto, un successo il primo appuntamento su identità e beni culturali

"Entrando qui dentro voi certificate il battesimo della vostra comunità". Sono queste le parole più emblematiche risuonate fra le mura millenarie di un luogo simbolo per tutto il territorio di Corigliano Rossano. A pronunciarle l'archeologo Cuteri nel primo dei Momenti di Statuto andato in scena ieri venerdì 18 settembre in una gremita chiesa di Santa Maria del Patire. Nonostante l'inclemenza atmosferica sono stati molti i cittadini, amministratori ed ex amministratori, addetti ai lavori ad aver raggiunto l'abbazia basiliana insieme ai membri della Commissione Statuto di maggioranza e di opposizione, vero e proprio trait d'union fra le due comunità di Corigliano e Rossano, per seguire un convegno dai contenuti importanti e pregnanti di significato che hanno posto al centro il valore della storia nella costruzione dell'identità della nuova realtà del comune unico.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio Comunale Marinella Grillo e del Sindaco Flavio Stasi i lavori, moderati dal Presidente della Commissione cultura Alessia Alboresi, sono stati introdotti dal Presidente della Commissione Statuto Maria Salimbeni che ha ribadito l'impegno della Commissione ad un lavoro inclusivo e partecipato che attraverso la convegnistica possa riempire di contenuti il futuro statuto comunale. Il primo dei due interventi programmati è stato quello di Crescenzo De Martino, archivista del Mibact e membro del Comitato Scientifico della Commissione Statuto, che attraverso un excursus storico sulla fondazione del Patire e sulle vicende storiche ad esse collegate ha spiegate come esso sia sempre stato al centro di un equilibrio fra Corigliano e Rossano e per nulla avulso da logiche di collaborazione fra le due realtà. Storicamente, dunque, la distanza che si dice siderale fra ausoni e bizantini non ha fondamenti e la storia del Patire è lì a dimostrarlo. Il secondo intervento è stato quello di Francesco Cuteri, archeologo e docente dell'Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, che, parlando dell'importanza dei Beni Culturali e dei Beni Comuni, si è soffermato proprio sul senso della parola Patrimonio: unione di due lemmi che stanno per "dovere del padre". Il percorso intrapreso è una grande sfida a cui serve tempo, ma che è sicuramente proiettata nella direzione giusta per il futuro e per quello delle future generazioni di questa terra. L'archeologo ha concluso invitando a coltivare la storia e la bellezza, partendo simbolicamente dal vigneto del Patire storicamente esistito e poi scomparso che ha proposto di ripiantare.

"Sono molto soddisfatta di questo nostro primo incontro – ha commentato Maria Salimbeni – volevamo coinvolgimento e la risposta della cittadinanza è stata forte, nonostante le inclemenze atmosferiche. Avevo promesso per lo statuto un lavoro non sterile, non tecnico, ma condiviso e così stiamo andando avanti. Potevamo partire da approcci più specialistici legati all'organizzazione dell'ente ma abbiamo pensato di iniziare dall'anima della nostra comunità. Quello che vogliamo è uno statuto che sia il frutto della sintesi di un coinvolgimento totale del nostro comune in tutti i suoi aspetti, perché sarà la pietra miliare della nuova città che stiamo andando a costruire".