Catanzaro
 

Per la giornata europea contro la tratta Associazioni, Istituzioni e parti sociali si sono interrogate su: quale lavoro dignitoso per i migranti nel comparto agricolo lametino?

Celebrata con un webinar sul tema del lavoro agricolo nella piana lametina la Giornata europea di contrasto alla tratta 2021.

Un seminario partecipato da Istituzioni, parti sociali, associazioni di categoria e lavoratori organizzato da Comunità Progetto Sud, dalle sigle sindacali FAI-CISL Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e FLAI CGIL Area vasta CZ-KR-VV nell'ambito dei progetti Incipit (ente proponente Regione Calabria) e Prop Calabria (capofila Comune di Miglierina).

«L'iniziativa organizzata è significativa sia per quanto riguarda la formazione, dato il valore dei contributi previsti, sia per la possibilità di ampliare la rete di collaborazione con i soggetti territoriali presenti al fine di mettere a sistema un lavoro sinergico e complementare volto a garantire i diritti di tutti in materia di lavoro e sicurezza »,- Ha detto nell'introdurre i lavori Fabio Saliceti, responsabile del servizio legale della Comunità Progetto Sud, che ha coordinato l' incontro. «L'esperienza maturata in questi anni e l'osservazione del fenomeno, grazie agli interventi che svolgiamo quotidianamente come Comunità Progetto Sud e come rete di progettualità regionale Incipit e Prop Calabria – ha detto ancora Saliceti – ci consente di conoscere la Piana lametina, quale luogo in cui, seppur non vi siano evidenti situazioni di disagio ad esempio di tipo abitativo, è presente il fenomeno dello sfruttamento anche nelle sue forme più lesive della dignità umana».

La sicurezza più volte richiamata durante le tre ore di incontro, è sottolineata dal Sindaco di Miglierina Pietro Hiram Guzzi: «il lavoro sicuro – ha detto - incide anche sulla sicurezza dei luoghi e contribuisce a migliorare la qualità di vita di intere comunità».

«Affrancarsi grazie al lavoro e non cadere in mano ai caporali. Affrancarsi dalla tratta e accompagnare all'emancipazione». Questo il pensiero di Don Giacomo Panizza, Presidente e co-fondatore della Comunità Progetto Sud «Tirar fuori dal lavoro in Calabria un nuovo volto di umanità». «La Comunità Progetto Sud – chiude - sta scommettendo, come tutti quanti qui, oggi, sia sulla qualità dei prodotti che sull' etica del lavoro nei campi».

Queste le premesse ad un dibattito costruito come un concerto armonico da più soggetti corresponsabili del cambiamento intorno ad una domanda principale: «Quale lavoro dignitoso per i migranti nel comparto agricolo lametino?» e ancora «Come fare rete?».

La costruzione di un cordone sociale intorno ai temi della formazione, dell' accoglienza, della dignità e delle opportunità e come è stato più volte ribadito dai numerosi interventi di approfondimento, che non riguarda solo i migranti, piuttosto è cardine di un comparto, l' agricoltura, che è tra le principali fonti di reddito per la regione Calabria.

Ed è Bruno Costa, segretario generale FLAI CGIL Calabria a lanciare l' idea di «un patto sociale tra le parti che punti allo sviluppo delle persone e delle comunità dove il lavoro etico diventi, imprescindibilmente, il perno dello sviluppo».

Discussione puntata sulla qualità e quantità degli accertamenti dell'Ispettorato del lavoro di Catanzaro, dunque, come sottolinea Roberta Mancini a cui fa eco l' intervento di Giuseppe Mercuri, dirigente INPS che snocciola i numeri, al 23 settembre 2021, delle aziende iscritte alla rete del lavoro agricolo di qualità: «5097 in Italia, di queste, - dice Mercuri - 268 sono calabresi: 230 (Cosenza), 5 (Crotone), 15 (Reggio Calabria), 6 (Vibo), 12 (Catanzaro). Dato che si incrocia – come riferisce Luca Pantusa dell' INAIL- con le considerazioni dell' incidenza degli infortuni sul numero di occupati. «Su dati analizzati annualmente – dice Pantusa – abbiamo potuto constatare che sono proprio le persone migranti a risultare particolarmente fragili. E non per una condizione di partenza, - continua- perché l'immigrato è giovane e sano nel momento in cui arriva, ma probabilmente diventa fragile, per quelle che la medicina delle migrazioni definisce: patologie acquisite o da adattamento, su cui gravano il sistema di accoglienza e il contesto lavorativo».

Aspetti interessanti che sono facce di una questione poliedrica che pone sul tavolo diverse competenze e infatti «Multi-agenzia e multidisciplinarietà» sono le parole chiave dell' intervento di Francesco Carchedi, sociologo e responsabile scientifico del Progetto Incipit. «La ricerca sociale che in questi anni stiamo elaborando con Incipit, con gli studi dell' Unical e dell' Università di Reggio Calabria, con l' Osservatorio Placido Rizzotto della FLAI CGIL nazionale, ci consente, grazie alle esperienze conoscitive in Calabria e anche a livello nazionale, di fare il punto sul comparto del lavoro agricolo. Assistiamo in Calabria, - dice Carchedi - ma anche nelle altre regioni, ad una polarizzazione tra di distretti agroalimentari di eccellenza a cui c'è contrapposizione tra i prodotti di qualità e il corrispettivo lavoro precario e di sfruttamento. L'ISTAT ci dice che il lavoro precario in agricoltura, in Calabria, tocca percentuali del 35 /40 per cento, stesso valore si riscontra per l' economia sommersa, con un lavoro agricolo che agisce al di sotto delle normative vigenti».

GLI INTERVENTI DELLE PARTI SOCIALI

Un' intera sessione è stata dedicata agli interventi delle parti sociali.

Ad aprire questo spaccato è Giovanni Amendola, Segretario FLAI CGIL Area vasta CZ KR VV, il quale richiama l'attenzione sul dato del rapporto "Agromafie e caporalato 2021" elaborato dall' Osservatorio nazionale Placido Rizzotto, secondo il quale «L' economia non osservata in Italia è pari a 208 miliardi di euro, 77miliardi il lavoro irregolare, il 37,3% dell' intera produzione» «A fronte di una assenza di manodopera agricola»- come riferisce Fiorenzo Pitaro, dirigente provinciale Confagricoltura Catanzaro.

E torna sul binomio cibo di qualità, lavoro di qualità Daniele Gualtieri FAI CISL Catanzaro - Crotone - Vibo Valentia e sulla necessità di costruire la rete agricola che risponda all'eccellenza delle produzioni con una filiera etica dell'impiego in agricoltura.

Così Pietro Bozzo della Direzione Coldiretti Catanzaro Crotone e Vibo Valentia che sottolinea l'impegno sul campo dell'intera compagine della sigla che rappresenta. Mentre il punto di vista delle imprese tocca a Maria Grazia Milone, Presidente CIA Calabria centro che pone l'attenzione sulle aziende agricole virtuose che pongono al centro il lavoratore e che, senza stigmi e generalizzazioni, valorizzano e creano lavoro e sviluppo territoriale.

A Michele Sapia FAI CISL Calabria, sono affidate le conclusioni «di una giornata che ha voluto mettere al centro l' ascolto, la sussidiarietà, la progettualità, la persona. Un'occasione – Dice Sapia- per ripensare alle nuove opportunità e al senso di poter costruire le cose insieme. – E conclude - In considerazione delle risorse del PNRR: 6,8miliardi che incideranno sul comparto dell' agricoltura. La sfida, che è anche la scommessa, sta nell' affrontare tutti insieme le transizioni, non solo quella ecologica, ma anche quella demografica, digitale, e la più importante: quella sociale».