Catanzaro
 

Regionali, Oliverio: “Vogliamo liberare la Calabria dalle ipoteche coloniali”

Parlando, a Catanzaro con i rappresentanti degli artigiani aderenti alla Confartigianato, Mario Oliverio, candidato alla Presidenza della Regione Calabria è ritornato ad interrogarsi sul perché "da Roma si è così sordi e restii dall'affrontare con serietà i tanti annosi problemi della Calabria". Sul perché, "malgrado i disastrosi risultati e la grave condizione in cui versa la sanità in Calabria, il Governo nazionale continui ad affidare la responsabilità a Commissari esterni alla Calabria".

"Si tratta di una condizione inaccettabile frutto di una totale sfiducia e di un chiaro pregiudizio verso i calabresi ma anche della pervasività di lobby potenti, in primo luogo nazionali della sanità privata, capaci di influenzare le decisioni del Governo." Per Oliverio, "è evidente come un tale pregiudizio verso la Calabria riguardi ormai tutte le forze politiche nazionali nessuna esclusa. Questa regione viene indicata, sempre più, quale regione canaglia, tout court, terra di corruzione, malaffare e ndrangheta affastellando tutto e tutti. Facendo di tutta l'erba un fascio.
Possono apparire verità amare... Vorrei ricordare come Oliverio Presidente, dopo aver ripetutamente chiesto al Governo il superamento e la chiusura della nefasta gestione commissariale, difronte alla sordità degli interlocutori e dei partiti nazionali, è arrivato a minacciare atti clamorosi come l'incatenamento davanti a Palazzo Chigi. In quell'occasione difronte alla richiesta e alle rassicurazioni del Presidente del Consiglio di affidarsi con fiducia al confronto col Governo, attraverso l'apertura di un tavolo Istituzionale per la soluzione dei problemi sollevati, Oliverio, per correttezza istituzionale, accetto l'invito.
Alla luce di quanto è avvenuto, devo ammettere che sbagliai, commisi un errore di 'lealtà ed ingenuità'. Infatti, è finita con un nuovo inganno di Roma verso la Calabria ed i calabresi.

"Allo stesso modo è finita quando il sottoscritto fece un passo indietro sulla ricandidatura alla Presidenza della Regione alle scorse regionali. Da Roma hanno tirato dal cilindro Callipo, presentandolo come l'Olivetti del sud. Sappiamo come è andata a finire.

I giochi, purtroppo, si stanno ripetendo anche oggi, con una Calabria debole e ridotta allo stremo dalla pandemia. Una situazione grave per le famiglie ed in particolare per le tante piccole aziende, in molti casi in condizioni prefallimentari.

Ad esse si prospetta un'altra mazzata con l'aumento del 40% dei costi della bolletta le cui conseguenze sono prevedibili. Chi solleverà le ragioni della Calabria se i calabresi continueranno ad affidarsi a queste forze nazionali che hanno la responsabilità della grave situazione in cui versa la nostra regione?

Le solleverà forse qualche "liberatore" esterno ed estraneo alla nostra regione come il dott. De Magistris? Credo di no!

L'esperienza fallimentare di Napoli sommersa da debiti e sull'orlo del fallimento non lascia ben sperare.

E allora? Forti delle proprie ragioni e dai principi sanciti nella Costituzione della Repubblica i calabresi, contro ogni commissariamento, debbono impugnare le bandiere dell'autonomia e dell'autogoverno. Disubbidendo col voto, alle lusinghe dei partiti nazionali e a quelle dei "falsi profeti liberatori"; continuando, anche dopo le elezioni, con forme democratiche di protesta e di disobbedienza civile".

"Noi - conclude Oliverio - ci siamo candidati per questo; per assumerci direttamente la responsabilità dell'impegno civile e democratico per liberare la Calabria dalle ipoteche coloniali, affermare i diritti dei calabresi e l'autogoverno. Anche dopo il 3 e 4 ottobre noi continueremo ad esserci per sostenere senza cedimenti, le ragioni della Calabria e dei calabresi. Aiutateci a farlo con maggiore forza ed efficacia".