Calcio
 

Regalateci una favolA

gallotaibiagliettidi Paolo Ficara - I matrimoni si fanno in tre. La Reggina ha ormai sciolto le riserve, circa l'allenatore cui affidare la panchina per il prossimo biennio. Alfredo Aglietti corona il proprio sogno di tornare nella città in cui è esploso da calciatore, togliendosi (e togliendoci) dall'anonimato della Serie C a metà anni '90. Nessun numero potrà mai sintetizzare ciò che rappresenta uno degli ultimi simboli di una Reggina ancora piccola realtà. Quando espugnare Avellino o battere il Cosenza rappresentava il massimo dei sogni.

Se Gallo e Taibi pensano di aver scelto semplicemente un allenatore, forse non sanno cosa stanno per scatenare.

Dicevamo di un Aglietti anello di congiunzione tra una Reggina "povera" e quella andata poi a farsi rispettare tra San Siro e l'Olimpico. Ma nell'ingaggiare l'ormai ex allenatore del Chievo, il club di via delle Industrie compie un significativo passo in avanti. Quattro volte qualificatosi ai playoff, di cui tre consecutive nelle ultime tre stagioni. Con la vittoria nella finale del 2019, alla guida dell'Hellas Verona.

Curriculum dunque di maggior rilievo rispetto a Marco Baroni (due playoff di cui uno vinto col Benevento) ed a Roberto Venturato, trainer del Cittadella (cinque playoff ma zero promozioni in A). Assieme all'Empoli di Dionisi, il suo Chievo è stato l'unico avversario a mettere sotto per larghi tratti gli amaranto sia all'andata, che al ritorno. Pur senza grandi bomber lì davanti, e con una difesa penetrabile.

Ma è inutile negare che le ragioni del cuore, in questa vicenda, hanno sicuramente fornito una spinta maggiore rispetto alle valutazioni razionali. Aglietti preferisce ricongiungersi al suo unico vero amore calcistico, rispetto ad un dialogo con la Spal che era già ottimamente avviato. Quel biennio tra il 1994 ed il 1996 scatena ancora un turbine di emozioni in chiunque le abbia vissute, negli ultimi anni in cui recarsi allo stadio era il solo modo per non perdersi una partita.

Massimo Taibi ha giocato un ruolo decisivo, nell'aprire la strada per il ritorno di Aglietti a Reggio. Sbarrandola poi ad eventuali concorrenti. Va sottolineata l'intelligenza del direttore sportivo, nel caldeggiare come allenatore un ex calciatore molto amato. Un po' come lui. I cori dedicati dai tifosi ad Aglietti e Taibi sono tra i più emozionanti mai sentiti allo stadio.

Taibi ed Aglietti sono due eroi per chi ama la Reggina. Il primo ha rappresentato il primo vero acquisto di grido, provenendo dal Manchester United. L'ex bomber ha portato o riportato allo stadio, a suon di gol, quella generazione che poi ha sognato e spinto la Reggina in Serie A. Un traguardo che ora, senza voler illudere nessuno, sarà un chiodo fisso nel prossimo biennio.

E poi c'è Luca Gallo, l'eroe contemporaneo. Parla di Serie A fin dal primo giorno. Viene da un biennio di investimenti mastodontici. È come se ci avesse ripagato con gli interessi le sofferenze precedenti. Chiedergli ulteriori sforzi sarebbe da scostumati. Tra poco saranno tutti e tre nella stessa stanza. Dietro la porta, tutta la tifoseria. Tra il sogno e la realtà esiste la favolA.